Gin barricati, tutto ciò che c’è da sapere sui gin invecchiati

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Amiamo i gin barricati, l’arte che sta dietro ai gin invecchiati è antica e meravigliosa e oggi ve la raccontiamo e vi consigliamo cosa provare

Chi ci segue assiduamente ormai lo sa, amo i gin invecchiati! Molte delle persone che non conoscono bene il mondo del gin non sanno che esistono tantissimi prodotti barricati e spesso ne sono stupiti. Parlando di alcolici invecchiati pensiamo subito al whisky o al cognac, al massimo al vino, oppure, qui in Italia, alle grappe barricate, ma questa fantastica tradizione ha raggiunto anche il gin, producendo risultati favolosi, in grado di funzionare bene nei cocktail, ma anche da soli, a differenza di gran parte del gin classico.

I gin barricati sono una delizia che tutti dovrebbero provare!

Filliers Dry Gin 28 Barrel Aged

Filliers Dry Gin 28 Barrel Aged

Sapete dove nasce l’arte dell’invecchiamento? Senza viaggiare chissà dove, partiamo proprio da qui, quando gli antichi Romani scoprirono che il vino che i Galli conservavano in contenitori di legno era meglio del loro conservato in anfore di terracotta. Col passare dei secoli è diventato sempre più diffusamente comune trasportare cibo e bevande in barili di legno, spesso quercia, perché adatti ai viaggi in nave, economici e più igienici di altri tipi di contenitori. C’è voluto poco quindi per rendersi conto di come, col passare col tempo, l’alcol cambiasse sapore dentro al legno, diventando addirittura migliore. Nei barili, infatti, gli spiriti perdono in parte quel sapore forte che brucia in bocca, acquisendo note speziate, note di vaniglia e note di frutta secca.

Oggi l’arte dell’invecchiamento degli spiriti e della barricatura è ormai assodata, soprattutto per quello che riguarda whisky, bourbon e cognac. E anche il gin si è fatto strada in questo campo. Le opzioni sono infinite, poiché il risultato finale dipende da moltissimi fattori di cui lo spirito di partenza è solo l’inizio. Il tipo di legno, cosa era contenuto prima nei barili, il tempo impiegato dall’invecchiamento, il clima e altro. Tutti questi elementi vanno studiati per ottenere l’equilibrio perfetto nel prodotto finale.

Il legno più utilizzato è quello di quercia, ma il tipo di barile può differenziarsi ampiamente per dimensioni, spessore del materiale ecc. Determinante è poi la scelta fra un barile che era già stato utilizzato e uno nuovo. Le botti nuove rilasciano i propri sapori più velocemente e la loro intensità diminuisce significativamente con il protrarsi dell’uso. Le botti che contenevano altro invece devono essere selezionate con la massima cura per ottenere una certa costanza nei risultati.

I gin barricati non sono tanto famosi al di fuori della cerchia degli amanti del gin, ma se ci si pensa bene i primi della storia erano quasi tutti gin barricati. Non c’era il proposito di invecchiarli, ma il trasporto e la conservazione dovevano avvenire in barili di legno per legge, almeno fino al Single Bottle Act del 1861, che permise per la prima volta l’utilizzo delle bottiglie di vetro. Adesso la barricatura del gin viene fatta di proposito e in seguito a lunghi studi e sperimentazioni da parte dei distiller e, tra l’altro, richiede tendenzialmente meno tempo rispetto al whisky o al rum.

Dutch Courage Aged Gin 88

Dutch Courage Aged Gin 88

Sard Wonder & Pig Skin Gin

Sard Wonder & Pig Skin Gin

Gin barricati, qualche consiglio? Provate:

  • Colombian Aged Gin – ne esistono due versioni: Ortodoxy Gin, ricco di sapori, ben bilanciato, secco e dolce-acidulo e Treasure Gin, con note di mandarino; entrambe vengono invecchiate 35 settimane in barili precedentemente utilizzati per il Dictador Rum.
  • Filliers Barrel Aged – il Filliers Dry Gin 28 viene fatto riposare per quattro mesi in barili di quercia francese del Limousin da 300l, precedentemente contenenti cognac; ciò dona al gin note più dolci e delicate.
  • Zuidam Dutch Courage Aged – all’olfatto sono forti gli aromi speziati, il sapore è terroso, con un accenno di agrumi ed erbe secche, il finale è intenso e dolce-amaro; questo genever è prodotto con un metodo tradizionale olandese e viene invecchiato nei barili per non più di 2-3 mesi in modo da non ottenere un gusto troppo legnoso.
  • 9 Moons – si tratta della nuova variante di Martin Miller’s Gin, fatto invecchiare per nove mesi (da qui il nome del gin) in barili di quercia prima contenenti Bourbon, ed è frutto di un esperimento compiuto da alcuni mixologist.
  • Pig Skin – in Italia troviamo Pig Skin, un gin invecchiato per un minimo di sei mesi in botti secolari di castagno sardo, infuso con le stesse botaniche del Giniu, tutte provenienti dalla Sardegna. L’affinamento in botti di castagno utilizzate precedentemente per l’invecchiamento del vino di vernaccia dà origine a una glicerina di tipo naturale che conferisce al distillato morbidezza e rotondità.
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