Gin inglese? No, scozzese!

Share on Facebook Tweet about this on Twitter Share on Google+ Pin on Pinterest Email this to someone

Pubblicato in

il

Gin inglese? No, scozzese!

Il gin scozzese si impone sul mercato. La produzione aumenta e anche il buon nome di tanti gin scozzesi. Del resto la maggior parte dei gin inglesi vengono prodotti in Scozia. Esploriamo insieme il mondo scottish del gin.

Vi ricordate la pubblicità del cioccolato “Svizzero? No, Novi!”? Oggi si potrebbe avere una conversazione simile riguardo al gin. Sembrava chiaro: la Scozia produce whisky mentre l’Inghilterra produce gin. Punto. Cosa c’è di più inglese di un gin tonic?

Le cose stanno cambiando e gli scozzesi hanno preso il controllo della produzione di gin: la Scozia produce il 70% del gin britannico. Ciò è in buona parte dovuto al trasferimento da parte del colosso Diageo della produzione del Gordon’s gin e del Tanqueray gin a Fife nel 1998. Ma anche la produzione di gin scozzese nativo è in espansione.

La Scozia produce il 70% del gin britannico

La fabbrica/museo dell'Hendrick's Gin

La fabbrica/museo dell’Hendrick’s Gin

Tutto cominciò con l’Hendrick’s gin, lanciato nel 1999 da William Grant & Sons, l’azienda a conduzione famigliare produttrice del Glenfiddich malt whisky.  Questo gin inusuale è una miscela da due diversi alambicchi. Uno produce uno spirito oleoso e fortemente gineproso; l’altro uno spirito più leggero e più dolce. Alla miscela vengono aggiunte essenza di rose e di cetriolo che conferiscono le caratteristiche distintive al gin.

Simon Fairclough, il fondatore del Gin Club Scotland, che organizza eventi di desgustazione, ha dichiarato che l’Hendrick’s gin ha cambiato le carte in tavola e aggiunge: “Siamo giustamente orgogliosi della nostra bevanda nazionale, ma il whisky ha solo tre ingredienti: orzo, lievito e acqua. Il bello dell’applicare il sapere della nostra distilleria al gin è che ci sono tante leve che si possono spingere in termini di sapore.”

Altre distillerie stanno seguendo questa scia. A Islay, un’isola vicino alla costa ovest della Scozia e nota per i suoi whisky affumicati, la distilleria Bruichladdich ha messo insieme nel suo Botanist Islay Dry Gin 31 botaniche, delle quali 22 provenienti dall’isola stessa.

Speyside distiller Balmenach ha creato il Caorunn gin: contiene mela, erica, mirto e altri ingredienti, raccolti a mano dal master distiller Simon Buley attorno alla distilleria. Caorunn sta ora addestrando i bartenders per creare sciroppi per i cocktail.

A causa della varietà di microclimi ed ecosistemi presenti in Scozia, gli intenditori del whisky sono abituati alle particolarità regionali (lo stile floreale di Speyside, l’affumicato di Islay ecc.) e una cultura simile si sta sviluppando anche attorno al gin scozzese.

“Il bello dell’applicare il sapere della nostra distilleria al gin è che ci sono tante leve che si possono spingere in termini di sapore” – Simon Fairclough

Una vista delle Shetlands

Una vista delle Shetlands

Una delle distillerie più recenti, sicuramente quella più a nord di tutte le altre, è la Shetland Distillery, che si trova a Unst, nelle Isole Shetland. Stuart Nickerson, il fondatore, ha dichiarato di aver voluto creare un gin di prima qualità, il Shetland Reel Gin, ma che fosse ancorato al luogo, per questo motivo hanno scelto tra le botaniche l’Apple Mint (una varietà di menta).

Il ginepro una volta cresceva ovunque in Scozia e veniva anche esportato in Olanda per produrre il genever. Attraverso i secoli a causa dei cervi che se ne cibano, di agenti patogeni e della deforestazione selvaggia si è ridotta drasticamente la diffusione del ginepro. Il produttore del Crossbill gin, Jonathan Engels, ha trovato una buona coltivazione nel terreno privato di Inshriach, nel Cairngorms. Il Crossbill gin è per ora l’unico gin a utilizzare al 100% ginepro scozzese. Engels dice: “Bisogna fare attenzione nel raccogliere le bacche per staccare solo quelle mature, poi le lascio riposare per 24 ore così che i ragni scappino e poi le bacche vanno nell’alambicco. Preferisco mantenere costante la qualità piuttosto che il sapore. Ogni lotto è un pochino differente, dipende da molti fattori, come la temperatura esterna. Quando è molto freddo devo avvolgere una giacca di tweed attorno alla cima dell’alambicco.” Secondo Engels, inoltre, l’ingrediente Scozzese più importante è l’acqua chiara e pura, fondamentale anche per il uisge beatha (in Gaelico: acqua della vita, il whisky).

Per gli amanti del gin che cercano qualcosa di ancora più individuale delle idiosincrasie della distillazione in piccoli lotti, il Rock Rose offre un servizio di gin personalizzati: i membri del suo Gin Tailors Club votano le botaniche che ogni anno finiranno in quattro edizioni limitate.

In alternativa, durante le visite in alcune distillerie, puoi creare il tuo stesso gin. Strathearn, una meravigliosa micro-distilleria vicino a Perth, oltre a produrre Heather Rose e Oaked Highland così come gin classici, offre un’esperienza di una giornata oppure mezza giornata di autoproduzione di gin. Similmente, la Edinburgh Gin Distillery offre una masterclass di 3 ore durante la quale ognuno prepara il proprio gin in una delle loro “baby stills” e lo imbottiglia personalmente.

L'interno della Edinburgh gin distillery, dove è possibile creare il proprio gin

L’interno della Edinburgh gin distillery, dove è possibile creare il proprio gin

Un'immagine promozionale del Gin Club Scotland

Un’immagine promozionale del Gin Club Scotland

I gin Scozzesi si stanno facendo una bella reputazione in tutto il mondo. Il Darnley’s View Gin, di Fife, ha vinto il premio Best Contemporary Gin ai World Gin Awards del 2014. NB Gin, di North Berwick, è stato servito a celebrità internazionali durante l’after-party dei Sony Music BRIT Awards.

Quando Simon Fairclough ha dato vita al Gin Club Scotland durante l’estate 2014, pensava di organizzare eventi di degustazione una volta al mese. La richiesta di eventi pubblici e privati è così alta che ne organizza almeno uno a settimana. Simon ha anche grandi aspettative verso la sua Glenshee Craft Distillers, che comincerà la sua produzione in autunno 2015.

Insomma, tanta roba dalla Scozia e ci aspettiamo ancora di più. Come reagirà l’Inghilterra? In ogni caso, GOD SAVE THE GIN!

Fonti:

  1. http://www.theglobeandmail.com/life/travel/activities-and-interests/scottish-distillers-turn-their-whisky-smarts-to-gin/article24459125/
Share on Facebook Tweet about this on Twitter Share on Google+ Pin on Pinterest Email this to someone

Non ci sono ancora commenti


Condividi la tua opinione!

La tua email non verrà pubblicata.

© 2015-2017 - ilGin.it Tutti i diritti riservati

5fc6555eaec19effdd74324925e2e083||||||||