Jenever, il reportage: quinta tappa, la distilleria Winand Fockink

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Il viaggio de ilGin.it alla scoperta del Jenever continua con la visita alla distilleria Wynand Fockink, nel centro di Amsterdam, dove tradizione e innovazione si incontrano con un risultato sorprendente.

Quinta Tappa: Wynand Fockink
Indirizzo: Pijlsteeg 31 – 1012 HH Amsterdam
Orari: Sabato e domenica alle ore 15.00 / 16.30 / 18.00 / 19.30 previa registrazione chiamando il +31 (0)20 570 8606 (dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 17.00) oppure scrivendo a events@wynand-fockink.nl (possono partecipare al massimo 12 persone alla volta).
Prezzo: 17.50 Euro (210 Euro per le degustazioni private fino a un massimo di 12 partecipanti)

Vi abbiamo già raccontato della tappa della redazione de ilGin.it alla Tasting Room di Wynand Fockink, oggi invece vi sveleremo perché dovete prenotarvi anche un giro in distilleria la prossima volta che capitate ad Amsterdam.

ilGin.it visita la distilleria Winand Fockink, dopo aver visitato la tasting room

La tasting room

La tasting room

L’esperienza è interamente guidata da ragazzi esperti, preparati e simpaticissimi. Per godersi la presentazione è necessario capire bene l’inglese perché non si tratta di un percorso creato ad hoc con immagini e cartelli da leggere, ma tutto viene spiegato a voce dal distiller.

All’inizio viene brevemente raccontata la storia di Wynand Fockink, ripercorrendo i punti salienti dell’evoluzione della distilleria dal 1679 a oggi. Nella distilleria vengono prodotti molti diversi bitter, liquori più dolci e alcuni Jenever. Durante la prima parte viene illustrato anche il processo produttivo di questi spirits ed è possibile guardare da vicino e toccare gli alambicchi realmente utilizzati per la produzione.

Tutte le spezie vengono importate dall’Indonesia. L’alcol utilizzato per i liquori, dei quali la distilleria produce 60 tipi differenti, viene comprato da un fornitore esterno, mentre quello usato per il Jenever è fatto in distilleria. Questo alcol è a base di grano poiché è molto coltivato in Olanda. Esso viene lasciato per 6 o 7 giorni in un barile assieme allo zucchero e l’acqua, il quale fa sviluppare i microrganismi che scatenano il processo di fermentazione necessario alla creazione dell’alcol.

Al termine si procede con la distillazione: l’acqua bolle a 100° mentre l’alcol a 80° quindi basta regolare la temperatura in modo che evapori solo l’alcol e rimanga lì l’acqua. lungo il percorso nell’alambicco l’alcol si condensa, ma non viene recuperato tutto poiché la parte iniziale e quella finale, cioè testa e coda, vanno tagliate in quanto contengono metanolo, che è molto pericoloso.

Esistono strumenti appositi per misurare e togliere il metanolo tenendo solamente l’etanolo. In questa distilleria utilizzano più barili così da non raccogliere acqua e da ottenere più alcol possibile. Durante la seconda distillazione si aggiungono le erbe in infusione ed è possibile vedere il sacchetto simile a una grande bustina da thè all’interno dell’alambicco.

Una selezione di Jenever

Una selezione di Jenever

Gli alambicchi della distilleria

Gli alambicchi della distilleria

I bitter sono semplici da produrre, il trucco sta nel bilanciamento degli ingredienti, ma a volte dagli errori possono comunque uscire ottimi risultati. I bitter sono nati tra il ‘500 e il ‘600 come medicinali: poiché le erbe curative non sono buone da ingerire esse venivano somministrate assieme ad alcol e zucchero, moltissimo zucchero. Il Jenever, al contrario, non ne contiene.

Alla fine della spiegazione arriva il momento principale della visita: la degustazione dei Jenever e dei liquori! Sono tutti ottimi e sono davvero tanti, non è adatto a chi regge molto poco l’alcol. Ogni volta la scelta dei prodotti da degustare può essere diversa, noi abbiamo provato svariati liquori: all’arancia, all’anice, dolci, amari, dai nomi esotici, in grado di accontentare davvero tutti i gusti. Infine abbiamo assaggiato lo Jonge Jenever e il Rogge Genever invecchiato 3 anni in barili di quercia di Jack Daniel’s. Per concludere in bellezza abbiamo comprato una bottiglia di quello superior, invecchiato 5 anni.

Il distiller ci ha infine svelato che stanno provando a produrre un gin loro ed erano ancora in fase di sperimentazione; noi abbiamo annusato il barile dove stavano facendo riposare lo spirito e promette bene! Vedremo…

Gusto, bontà, curiosità, storia, aneddoti, scienza, simpatia e tanto altro rendono questa visita in distilleria speciale: enjoy e preparatevi per l’ultima tappa del favoloso viaggio alla scoperta delle origini del gin!

Bitter e aromi usati nella distillazione

Bitter e aromi usati nella distillazione

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