Le 10 regole da bere per l’estate 2017 secondo il Telegraph

Le 10 regole da bere per l’estate 2017 secondo il Telegraph

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Una guida sui trend più caldi, dal ritorno del vermouth ai gin aromatizzati… con i commenti di The Gin Lady

1. La moda dei bicchieri leggerissimi

I sommelier sembrano tutti impazziti per un nuovo brand austriaco, la Zalto, che si è cimentata nella produzione di bicchieri che sembrano talmente leggeri da non riuscire a reggere il vino. Sarà, ma a noi continuano a piacere i soliti baloon in cui far tintinnare tantissimo ghiaccio.

Baloon, Tumbler o i nuovi Zalto: Quali sono i tuoi bicchieri preferiti? Scrivilo nei commenti!

2. V&T – via il gin, mettiamo il vermouth con la tonica

Se finora vete pensato che il vermouth fosse solo buono in Negroni e Martini non lo avete mai assaggiato con la tonica. È dall’anno scorso che la Martini (il brand) pronuncia insistentemente il duo Martini&Tonic, ma provare vermouth meno commerciali come il Cocchi è il passo successivo. Non che abbandoneremmo il gin per il vermouth, ma per placare la sete estiva con qualche grado alcolico in meno, è un buon consiglio.

3. Goodbye prosecco, benvenuto crémant

Qui ci dispiace, ma dobbiamo dissentire, se non altro perché chi scriveva è un’autrice esperta di vino, ma inglese. In Italia il prosecco resta un must, che combatte contro i vini che arrivano dallo Champagne colpo su colpo. E che sta benissimo nel Negroni sbagliato!

Non ci convince troppo la prevaricazione del Crémant sul Prosecco …

4. Abbinamento Food&drink

Di questo ne parliamo spesso, l’abbinamento fra ciò che si beve e ciò che si mangia è sempre più un imperativo categorico. Per qualcuno quasi un’ossessione, che non riguarda solo il vino o la birra, ma anche i cocktail. I maghi dei trend lo hanno annunciato da anni e la via oramai è solcata e non si può più tornare indietro.

5. Gincoming

Ed ecco il nostro amico gin. Non poteva mancare fra i trend! Come dice la giornalista del Telegraph, “non c’è mai stato un momento migliore nella vita dei bevitori di G&T”. Le vendite crescono, il numero delle etichette più o meno artigianali è diventato incalcolabile e i gin aromatizzati sono assolutamente in voga.

6. Consegne a domicilio, anche per i drink

Ok, questa è una cosa che per adesso è limitata a Londra, ma ci scommetto che prestissimo arriverà anche in Italia: il delivery di vino e distillati. Per adesso le compagnie di delivery si limitano a portare a domicilio pranzo e cena e la consegna tipo che è nella mente dell’italiano medio è a base di pizza, ma presto le cantine capiranno che chi chiama la cena a domicilio magari vorrebbe anche abbinarci un buon vino, a un prezzo accettabile.

Perchè non provare un G&T consegnato direttamente a casa?

7. Drink analcolici

Non ci sono solo i nostri amici gin-maniaci all’ascolto, anche se chi ci legge magari lo è. Oppure semplicemente c’è la serata che non volete bere alcolici perché fa troppo caldo o non vi sentite al meglio. Beh, gli amici delle toniche aromatizzate in questo ci vengono incontro, anche se prevalentemente hanno studiato le loro botaniche per abbinarle al gin giusto. E come dargli torto?

8. Bottiglie Magnum

Sono tornate. Ci sono perfino ristoranti che le utilizzano per la mescita del vino. Ma sicuramente per noi l’immagine simbolo delle Magnum è quella dei vincitori di gran premi di automobilismo o motociclismo che le agitano e le usano per farsi la doccia a vicenda.

9. Caffè

L’Espresso Martini è tornato. Per chi pensava fossero spariti i drink aromatizzati al caffè, tenete presente che all’estero sono tornati alla grande. Nella mia memoria, è rimasto indimenticabile il twist di Negroni aromatizzato al caffè messo a punto da Luca Picchi. L’ho assaggiato fatto dalle sue manine dorate e devo dire che non temeva rivali.

10. God bless… Italian gin

È vero, qui c’è un falso storico. La giornalista del Telegraph concludeva con un inno alla vinificazione inglese. Ma in realtà degli champagne prodotti nell’isola della Regina ci interessa poco. Siamo più preoccupati delle sorti del gin e della sua produzione. Bene che vengano dal Regno Unito, che d’altra parte ne ha lanciato la produzione a livello internazionale, ma a noi anche i gin nostrani non dispiacciono affatto e siamo felici che le meravigliose botaniche mediterranee finiscano nel nostro bicchiere. Quindi, continuate a bere bene, bere responsabile e bere italiano!

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