Alex Frezza: intervista di ilGin.it al tour di Bombay Sapphire

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Il tour di Bombay Sapphire è passato da Bologna e durante l’evento ilGin.it ha intervistato Alex Frezza, bartender d’eccezione, proprietario de L’Antiquario di Napoli

Il tour autunno/inverno ‘BOMBAY SAPPHIRE® Ultimate G&T Experience’ è arrivato a Bologna il 17 novembre al locale del centro storico Le Stanze. Si tratta di un aperitivo itinerante per scoprire l’autentica preparazione del classico Gin Tonic durante il quale vengono proposte anche alcune varianti dedicate alle tappe storiche che hanno contribuito alla diffusione della cultura del Dry Gin di qualità. I GinTonic vengono preparati dal bartender d’eccezione Alex Frezza.

La redazione de ilGin.it ha intervistato in esclusiva Alex Frezza, il barman napoletano classe ‘77, bar manager del Bar L’Antiquario di Napoli, fondatore insieme ad altri tre soci (Luigi Pignatelli, Vincenzo Cardone E Francesco Cappuccio) di Bar in Movimento (2007) e di Bar in Movimento Academy. Alex si è distinto arrivando in finale alla Beefeater 24 Competition nel 2012 e alla gara Bombay Sapphire World’s Most Imaginative Bartender nel 2014 ed è diventato Brand Advocate di Bombay Gin.

Alex Frezza è il bartender d’eccezione che segue il “Bombay Sapphire Ultimate G&T Experience”, tour itinerante incentrato sul Gin Tonic

Alex Frezza al lavoro in una serata Bombay Sapphire

Alex Frezza al lavoro in una serata Bombay Sapphire

ilGin.it: Hai ottenuto grandi risultati con le competizioni di Beefeater 24 e di Bombay Sapphire, cosa ci racconti di queste esperienze?

Alex Frezza: Le gare con il gin sono le più belle alle quali abbia mai partecipato.

Durante la gara con Beefeater ho vinto la finale italiana accedendo alla finale mondiale di Londra,  nella quale bisognava preparare un cocktail che usasse uno dei thè presenti nel Beefeeater 24. Il mio drink chiamato Desert Punch è un punch alla maniera del thè arabo e mi è piaciuta l’idea di fare un drink freddo servito come se fosse una bevanda calda.

La finale della gara di Bombay Sapphire invece era difficile perché non si poteva portare il cocktail da casa, ma inventarlo sul momento. Io da casa avevo inventato il cocktail Victoria Secret, perché bisognava innanzitutto raccontarlo e quindi avevo immaginato un’amante italiano della regina Vittoria, mai esistito in realtà. Ho voluto rischiare molto con il cocktail che ho presentato alla finale, con vino e aceto e servito in un bicchiere da vino. Avevo preparato un composto di olio d’oliva e angostura shakerati assieme, del quale ho messo poche gocce che rimanevano a galleggiare sulla superficie del cocktail che, quando lo si beveva, lasciava quindi sulle labbra un sapore leggero e una sensazione vellutata. Faceva da garnish una goccia di questo composto al centro del bicchiere.

E’ stata geniale l’idea che ha avuto il vincitore: ha ricreato uno sciroppo al sapore di carta ispirandosi al fatto che in uno dei posti dove è prodotto Bombay Sapphire un tempo veniva fatta la carta per le banconote. La guarnizione era una banconota da 5£ degli anni ‘60 che il barman aveva trovato in un mercatino dell’usato lì a Londra.

iG: Cosa ne pensi dell’attuale Gin Craze?

AF: A giudicare dai miei clienti, dalle cose che mi chiedono, le marche eccetera secondo me la moda del gin durerà almeno un paio di anni, poi non so se finirà, ma credo che i brand diminuiranno. Ci sono troppi gin e un bartender deve selezionare: secondo me è meglio avere non più di 10-15 gin divisi in categorie, altrimenti ci si ritrova con le “mummie che fanno la muffa sullo scaffale”. Io per esempio tengo 6 London Dry classici e 4 gin particolari. Al massimo si possono ruotare alcuni brand così da avere qualcosa di diverso da far provare a chi vuole assaggiare cose nuove.

Quando entri in un bar, dalla scelta che si trova dei prodotti riesci già a capire in che tipo di locale ti trovi. Bisogna proporre i gin “con nome e cognome” perché rimangano impressi nella mente delle persone. Di tanti gin non sono molti quelli che sono riusciti a colpire il grande pubblico.

Inoltre vedo che spesso le mode in Italia non attecchiscono quanto all’estero, arrivano già talmente elaborate dagli altri che non le facciamo nostre.

iG: Cosa fai quindi per avvicinare i tuoi clienti al gin?

AF: Io vedo quella che è la realtà di un po’ tutta Italia, dove il cliente medio spesso non distingue nemmeno la differenza tra gin e tequila. Per spiegare i prodotti parto quindi dalle cose più semplici, come si fa per i profumi: bisogna prima educare il palato attraverso gli elementi più piccoli e poi magari piano piano si arrivano a capire quali sono le botaniche nascoste e cose del genere.

“Spesso le mode in Italia non attecchiscono quanto all’estero, arrivano già talmente elaborate dagli altri che non le facciamo nostre”

Un'immagine promozionale del tour Bombay Sapphire Ultimate Gin & Tonic Experience

Un’immagine promozionale del tour Bombay Sapphire Ultimate Gin & Tonic Experience

iG: Parlaci del tuo locale, L’Antiquario

AF: Il Bar l’Antiquario si trova a Napoli vicino a Piazza Vittoria. Il nome deriva dal fatto che un tempo la sede del locale era un negozio di antiquariato chiamato “Antichita’ Leone” e in tutta la via c’erano attività di questo tipo. Non ci e’ stato permesso di usare il nome precedente e quindi abbiamo ripiegato su “L’Antiquario”

Si tratta di un posto molto classico anche nell’aspetto e non è molto grande, ha 45 sedute, ma è perfetto per il mio tipo di clientela.

iG: Quali tipi di cocktail servi nel tu locale?

AF: Nella mia cocktail list ci sono solo drink conosciuti, divisi tra classici, moderni e contemporanei. Infatti, coerentemente con il nome del bar, trattiamo i cocktail come opere d’arte: tra i classici si trovano il Manhattan e il Mai Thai, che è l’emblema della cockteleria tropicale, mentre tra i contemporanei si trovano i drink che vanno di moda ora e che fra qualche anno potrebbero anche sparire, ad esempio il Red Hook, che è una variante del Manhattan. Per i cocktail moderni ho selezionato quelli che, al di là dell’età, hanno qualcosa di geniale, per esempio l’Aviation o il Trinidad Sour che ha come distillato di base l’angostura.

Il bello dei gin è che mettono assieme tutte le epoche e vanno bene per molti tipi di drink.

Nel bar offro ai clienti la possibilità di fare un’esperienza molto bella di comparazione dei vari distillati grazie a una degustazione multipla di diversi prodotti. In questo modo i consumatori possono provare e capire diversi distillati a un prezzo giusto.

Forse un giorno farò un cocktail mio che sia il segno distintivo del bar e dovrà avere un ingrediente classico, uno contemporaneo e uno moderno. Sarà un solo unico cocktail e basta.

iG: Qual è il tuo Gin Tonic preferito?

AF: Bombay Dry, Schweppes e scorza di limone

 

I Gin Tonic proposti da Alex Frezza durante il tour sono:

1671 – data in cui nasce la ricetta, tutt’oggi segreta, di BOMBAY SAPPHIRE 4 cl BOMBAY SAPPHIRE, 12cl acqua tonica, acqua brillante Recoaro e scorza di limone

1689 – Il Matrimonio tra William d’Orange e la Regina d’Inghilterra, il principe dai Paesi Bassi portò il Gin; 4cl BOMBAY SAPPHIRE, 2cl di MARTINI Rosato, 10cl acqua tonica scorza di pompelmo rosa

1690 – Viene proibita l’importazione di distillati stranieri in Inghilterra come il Cognac che favorisce il consumo interno di Gin; 4cl BOMBAY SAPPHIRE, 12cl acqua tonica scorza di agrumi mix

1700 – Il ‘Gin Craze’, in Inghilterra si producono 70milioni di litri di Gin per una popolazione di appena 6milioni; 4 cl BOMBAY SAPPHIRE, 12 cl acqua tonica al bergamotto e scorza di pompelmo giallo

1729 – Il primo ‘Gin Act’, leggi che limitano il consumo del Gin aumentandone il costo e conseguentemente l’inizio di un miglioramento nella qualità del distillato, favorendo la produzione nelle grandi distillerie e annullando le piccole distillerie improvvisate; 4cl BOMBAY SAPPHIRE, 2cl di ST-GERMAIN, 10cl acqua tonica e stecca di liquirizia

La bottigliera de L'Antiquario, il locale di Alex Frezza a Napoli

La bottigliera de L’Antiquario, il locale di Alex Frezza a Napoli

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