Aqva Lvce Gin: una vera e propria esplosione di piacere

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Aqva Lvce Gin

Aqva Lvce Gin raccontato dai suoi creatori, la leggenda che lo avvolge, l’originale metodo di distillazione, una storia di forza e passione… Enjoy!

Un buon hamburger, gin tonic a profusione a base di Aqva Lvce Gin e una piacevolissima conversazione con Francesco, che ci ha raccontato la storia della sua distilleria di famiglia, Beniamino Maschio, e del nuovo gin che hanno appena lanciato. Aqva Lvce Gin non è il primo gin creato da loro, che ci avevano già piacevolmente stupito con Kapriol Dry Gin e le sue deliziose note appena amare di luppolo, ma è sicuramente un ottimo gin italiano che merita di essere bevuto!

My dear Elena,
there is an unusual mood amongst us marines: I don’t know what is going on here, but it is all quiet! Yesterday evening we had a little rest and Richard, the Englishman, has given me some sort of “Grappa” he makes back at home. I need to get the recipe, it is just fantastic!
I can’t wait the end of the war to come back home with you. With love, Toni

Ciao francesco, cominciamo con un po’ di storia: raccontaci della distilleria Beniamino Maschio.

Beniamino Maschio è in attività nella provincia di Treviso sin dal 1964 e si è da subito specializzata nell’invecchiamento della grappa, ma la prima distilleria di famiglia fu fondata a fine ‘800. Tutta la famiglia lavora nel campo della distillazione ed è dal 2002 che abbiamo cominciato a specializzarci in diversi tipi di distillati. Quell’anno, infatti, abbiamo acquisito la Distilleria dell’Alpe, che ci ha dato la possibilità di sperimentare cose nuove. Essa infatti fu fondata nel 1947 da Ferruccio di Bernard, un enologo di Carpineto, zona nota per il prosecco di Conegliano, e vi sono ancora gli alambicchi degli anni ‘40. L’alambicco in rame discontinuo a bagnomaria ha grandissime capacità di estrazione ed è quindi ottimo per sperimentare nuovi distillati.

Aqva Lvce Gin

E grazie a questa sperimentazione avete iniziato a creare gin, come è nata l’idea?

Nella distilleria dell’Alpe venivano prodotti liquori e amari, in particolare quello tipico montanaro dal nome Kapriol, dalla cui ricetta abbiamo sviluppato il nostro primo gin chiamato, appunto, Kapriol Dry Gin. In realtà però già prima di Kapriol Gin avevamo l’idea di creare Aqva Lvce Gin, ma ci è voluto moltissimo tempo, ben quattro anni, per mettere a punto la sua ricetta e il packaging. La nostra sfida era quella di creare un gin che fosse ottimo e diverso da Kapriol, volevamo fare un salto in avanti e far sentire davvero bene a tutti la qualità del prodotto. La presentazione ufficiale è stata a inizio settembre 2017 e ora cominciamo la distribuzione.

E alla fine come siete arrivati allo sviluppo definitivo di Aqva Lvce Gin?

In parte abbiamo ripreso la ricetta di Kapriol perché volevamo fare in ogni caso un gin secco perché veniamo dal mondo delle grappe e il nostro gusto ci spinge in quella direzione, a creare gin che sia buono anche bevuto da solo. La prima prova che eseguimmo ci piacque tantissimo, ma era un distillato molto speziato e complesso e non rispecchiava l’idea che avevamo, poi si sono succedute molte altre prove prima della finalizzazione della ricetta perché volevamo mettere a punto il dosaggio perfetto delle botaniche. Siamo più che soddisfatti del risultato, però ora vorremmo riuscire a ricreare quella prima prova e magari ampliare ulteriormente la nostra gamma di gin.

In seguito è nata la collaborazione con Luigi, un master distiller rinomato, ed è stato lui, vedendo gli alambicchi degli anni ‘40, a raccontarci la leggenda di Antonio Levarin, detto Toni. Era soldato della Marina durante la Prima Guerra Mondiale ed era addetto alle mine. Disegnava spesso pesci palla che ricordano proprio le mine, come quello che compare sull’etichetta del gin. In un raro momento di pace un soldato britannico gli fa assaggiare per la prima volta il gin e ne fu talmente colpito che alla fine della guerra cominciò a distillare di nascosto. La storia ci è piaciuta molto, anche perché ben si legava con il nostro punto di riferimento, che è il modo di bere all’italiana, in amicizia, per saldare i legami. Volevamo reinterpretare il gin inglese all’italiana e siamo partiti scegliendo ingredienti locali, dell’arco dolomitico.

Aqva Lvce Gin

Raccontaci in cosa consiste la ricetta definitiva di Aqva Lvce Gin, è molto interessante.

Innanzitutto abbiamo scelto dodici botaniche italiane – di cui le principali sono ginepro, cumino, alloro, luppolo, carvi, coriandolo – e tutte quelle coltivate in zona cerchiamo di utilizzarle il più fresche possibile. Aqva Lvce Gin è un “distilled compound” e poiché viene distillato nei due alambicchi di rame da 100 litri del 1947 ne produciamo meno bottiglie rispetto a Kapriol Dry Gin. Le erbe vengono lasciate in infusione per oltre due settimane prima della distillazione fatta eccezione per cumino, luppolo e alloro che sono distillati con la tecnica “basso bollente” per esaltarle meglio. Il prodotto viene rettificato tre volte così si ha una perfetta concentrazione delle note aromatiche. Il risultato è una vera e propria esplosione di aromi di ginepro ed erbe di montagna al naso e di note erbacee e appena amare al palato, un gusto morbido e persistente, che è esattamente ciò che volevamo ottenere.

Come è nato invece questo packaging così originale?

C’è voluta tanta cura e ricerca per mettere a punto il packaging. Partimo dal pay off: “Stop the war and drink gin (responsibly)”. Richiama la storia alla quale ci siamo ispirati e rimarca la connotazione originale che abbiamo voluto dare al prodotto. C’è poi la bottiglia, per la quale abbiamo intrapreso una lunga di ricerca e abbiamo richiesto diverse personalizzazioni prima di arrivare a quella definitiva, di questo bel colore verde e con questo disegno geometrico scolpito nel vetro. Infine abbiamo sviluppato il concetto del pesce palla, che come dicevamo è rappresentato sull’etichetta e ripreso dalla forma del tappo e deriva direttamente dalla storia di Toni. Il nome Aqva Lvce rientra coerentemente in questa ottica, poiché da un lato si rifà al modo in cui le mine, esplodendo in mare, illuminavano l’acqua, dall’altro ricorda il nome dell’acquavite, lo spirito che ha segnato l’inizio della storia della nostra distilleria.

Aqva Lvce Gin

Per lo sviluppo del prodotto avete collaborato anche con i bartender?

Sì, siamo stati molto contenti della collaborazione con Luca Crinò, bartender di Milano e proprietario della Pasticceria Massimo, nella quale ha messo in piedi un ottimo cocktail bar. Luca ha creato alcuni drink con Aqva Lvce Gin e il mio preferito è il suo gimlet con kaffir lime, che riesce a far emergere le note di cumino del gin, non percepibili in degustazione liscia.

 

Noi con Francesco abbiamo provato diversi Gin Tonic e possiamo affermare che Aqva Lvce Gin è piacevole sia in soluzioni più agrumate sia in drink speziati e vi consigliamo di provarlo! Grazie Francesco per la piacevolissima chiacchierata!

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Leggi la scheda di Aqva Lvce Gin nell’Enciclopedia del Gin. Enjoy and God Save the Gin!

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