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Charles Maxwell e i segreti della distillazione del gin: la parola al master distiller

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Il tour de ilGin.it alla Thames Distillery di Londra dove abbiamo chiacchierato a tu per tu con il grande master distiller Charles Maxwell

La redazione de ilGin.it è stata invitata a esplorare la Thames Distillery a Londra e qui abbiamo incontrato il grande master distiller Charles Maxwell. Vogliamo condividere con voi lettori amanti del gin tutti i segreti della distillazione che Charles ci ha rivelato e la sua storia. E’ una persona molto diretta, schietta e onesta e, come tutti quelli che fanno il suo lavoro, possiede una passione evidente e contagiosa per la distillazione.

“Distillare gin è nel mio DNA” Charles Maxwell

Siamo andati al tour della distilleria assieme a Chris Parker, uno dei proprietari della Thames Distillery e creatore della gamma di gin Juniper Green, e con i due barman vincitori gara Juniper Green Race to London organizzata da Mediland, importatore italiano di Juniper Green. Anche a Chris risulta impossibile nascondere l’entusiasmo e l’amore verso la distilleria in cui ha investito e l’orgoglio per i gin biologici ed equosolidali che ha creato e che hanno vinto numerosi e importanti premi internazionali. La Thames Distillery fu creata all’inizio degli anni ‘90 da quattro o cinque aziende e sono quindi ormai più di 20 anni che produce i propri gin e i gin per conto terzi.

charles maxwell

Charles Maxwell

Per prima cosa Charles ci porta subito a fare la conoscenza dei suoi due alambicchi Tom Thumb e Thumbelina (Pollicino e Pollicina in italiano), chiamati così perché “1” e “2” a Charles sembrava noioso e, visto che gli alambicchi sono piccoli, questi nomi sembravano appropriati). Ci spiega poi nel dettaglio il suo processo di distillazione che, fondamentalmente, è davvero semplice. L’arte infatti sta nel trovare il giusto equilibrio e bilanciamento, non nella complicazione dei passaggi. L’alcol base utilizzato viene distillato direttamente nella tenuta dove sono coltivati i cereali con cui viene fatto, poi viene nuovamente distillato assieme alle botaniche e, una volta tagliate testa e coda e, lasciato riposare la giusta quantità di tempo il cuore del distillato, il gin è pronto. Charles sostiene che quando le cose sono fatte con cura e con ingredienti di qualità non c’è necessariamente bisogno di multiple distillazioni. Un altro particolare interessante che Charles ci spiega è che i suoi alambicchi non sono di rame, come spesso avviene, ma di “stainless steel” (acciaio inossidabile), perché sono così piccoli che non servirebbe a nulla. Il master distiller ci racconta che in tanti hanno tentato di vendergli la copertura in rame, ma la sua risposta è stata: “Non voglio certo rifare dall’inizio tutte le ricette solo per avere un alambicco dall’aspetto un po’ più carino! Soprattutto quando i miei Pollicino e Pollicina sono stati creati da un’azienda storica i cui prodotti sono in grado di durare secoli!” Gli alambicchi John Dore, infatti, erano i più popolari in Inghilterra e quasi tutti ne possedevano uno, compresa Beefeater. Inoltre a Charles piacciono anche perché non hanno nulla di elettronico (non è un grande amante delle nuove tecnologie).

Chris Parker e, dietro di lui, l’alambicco Pollicina

Passiamo poi a parlare delle botaniche, sempre selezionate con attenzione, soprattutto per la gamma Juniper Green dove tutte devono essere biologiche. Sono in continua ricerca di fornitori che rispettino i loro standard etici e qualitativi e stanno cercando di arrivare ad avere più botaniche inglesi possibile. Angelica e Santoreggia infatti sono coltivate nel Somerset e ora stanno cercando di produrre lì anche il coriandolo.

Dalla piccola stanza dedicata alla distillazione passiamo all’enorme sala dove i gin vengono fatti riposare, diluiti con l’acqua e poi imbottigliati ed etichettati. Qui troneggia in alto il Royal Warrant dato dal Principe del Galles alla Thames Distillery e Chris ci dice con orgoglio che loro sono l’unica distilleria inglese ad averne ricevuto uno (i Royal Warrants sono stemmi di riconoscimento che vengono dati a coloro che riforniscono di beni la Regina d’Inghilterra, il Duca di Edimburgo e il Principe del Galles). Anche per il controllo del rispetto delle caratteristiche organolettiche che ogni gin deve avere Charles Maxwell non si avvale di nessun aiuto da parte della tecnologia, ma di naso e bocca suoi e dei suoi collaboratori. Un gruppo di quattro o cinque persone, infatti, ogni volta assaggia il distillato per valutarne le proprietà. Questo numero di persone, dice Charles, è necessario, perché a tutti può capitare una brutta giornata in cui si hanno i sensi confusi senza che ce ne rendiamo conto. Il master distiller è sempre l’ultimo a dire la sua in modo da non influenzare gli altri con la sua autorità.

Royal Warrant assegnato dal Principe del Galles alla Thames Distillery

Finito il tour della distilleria chiedo a Chris e a suo figlio se hanno intenzione di aprirla al pubblico, ma rispondono che non desiderano cambiare location anche perché lavorano lì con le stesse persone da più di 20 anni e quindi questo non è un investimento a cui ora stanno pensando. Andiamo quindi tutti a pranzo nel ristorante di Tapas che piace a Charles Maxwell e qui ne approfittiamo per chiedere al master distiller di raccontarci la sua storia. Charles è divertito, a quanto pare la domanda gli viene posta meno spesso di quello che si supporrebbe e quindi comincia a narrarci una serie di aneddoti relativi alla sua infanzia. Infatti la sua famiglia possedeva una distilleria e lui da piccolo è cresciuto correndo e giocando fra gli alambicchi e i distillati. Alla fine la distilleria (ancora in funzione) venne ceduta e i genitori di Charles immaginavano un futuro diverso per il figlio, ma lui un bel giorno dichiarò che voleva fare il distiller e così fece. Buon sangue non mente.

God Save the Gin!

Le bottiglie di alcuni dei gin prodotti alla Thames Distillery: quanti ne riconoscete?

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