Il processo produttivo della tonica raccontato da J.Gasco

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Il processo produttivo della tonica raccontato da J.Gasco

Vi raccontiamo tutto quello che ancora non sapete sulla produzione dell’acqua tonica, il secondo ingrediente fondamentale dei nostri amati gin tonic.

Bologna, 10 Aprile 2015. Roberto Barengo ci racconta come viene prodotto l’acqua tonica J.Gasco. Il segreto? La produzione Made in Italy, bollicine studiate per durare, imballaggio a prova di luce e massima cura per ogni dettaglio.

Ci racconta Barengo: “Si parte dagli ingredienti naturali,  miscelati nella maniera più opportuna, con sapienza e maestria. L’obiettivo è creare bevande innovative, di conseguenza il processo produttivo richiede alcuni accorgimenti che garantiscano che il prodotto sia perfetto e che arrivi al cliente nel modo migliore possibile.
Il primo accorgimento è il test delle bottiglie.
L’acquisto avviene in grandi lotti, di conseguenza è difficile avere garanzie che sia tutto perfetto. Prima di riempirle, vengono lavate e messe in pressione: se presentano difetti, le scartiamo.

Il processo produttivo della tonica richiede molto studio e parecchi accorgimenti per ottenere il prodotto finale

Bottiglie in linea di produzione

Bottiglie in linea di produzione

Lavoriamo con due tipi di pressione in base alla gasatura all’interno del prodotto. Una è per le bevande che non devono andare nel pastorizzatore, l’altra è per quelle che subiscono un’ulteriore sterilizzazione nel pastorizzatore una volta terminata la produzione, come il Ginger Beer e la limonata, perché queste bevande hanno una gasatura un po’ più bassa. In questo modo il prodotto risulta perfetto, senza residui.

Un’altra parte fondamentale della produzione di J.Gasco riguarda gli aromatieri con i quali andiamo a sviluppare i prodotti. Gli aromatieri lavorano con gli ingredienti che abbiamo selezionato con cura. Cerchiamo sempre di utilizzare ingredienti che generino le sensazioni organolettiche che ci aspettiamo nel prodotto finale.

Abbiamo cercato queste materie prime in diversi modi: tutti si aspettano che il prodotto sia frutto di ingredienti particolari che arrivano da posti esotici. Noi abbiamo un chinino particolare che viene dall’Africa, ma la vera differenza non è data solo questo, ma anche da come i vari componenti vengono uniti assieme. Questo è stato l’obiettivo più importante  e sul quale si è incentrato il nostro lavoro con gli aromatieri. Il concetto è che ci debba essere un’escalation all’interno della bocca così che il prodotto sia vissuto in maniera diversa rispetto agli altri. Usiamo ingredienti particolari solo quando c’è un motivo, non per moda.

Per quanto riguarda invece il perlage, esso non deve essere troppo grande né troppo piccolo, ma giusto. Questa però è una cosa soggettiva, ogni barista ha preferenze diverse. In produzione bisogna trovare un bilanciamento in modo tale che, quando rovesci l’acqua tonica, tutta la carbonicità non evapori subito. La tonica deve esaltare i profumi e gli aromi dell’alcol, ma se la gasatura va via troppo in fretta si perde tanto. Noi riusciamo a mantenerla grazie alla miscelazione che avviene a una temperatura di 8°C.

Il perlage è importantissimo nel processo di produzione della tonica

Dettaglio della linea di produzione J. Gasco

Dettaglio della linea di produzione J. Gasco

L’acqua tonica è una bevanda estremamente complessa e al contempo semplice. Complessa per quel che riguarda la cura nella produzione, semplice perché contiene solo acqua, zucchero e una parte aromatica, che è quella che fa la differenza fra ogni prodotto e che quindi nessuno svela. L’acqua deve essere il più neutra possibile, in modo tale che il gusto sia sempre costante, e lo zucchero deve essere finissimo.

Tutti gli ingredienti vengono miscelati assieme contemporaneamente a quella temperatura precisa, solo una parte è miscelata prima. L’anidride carbonica viene aggiunta per ultima. Alla fine il prodotto viene imbottigliato, sigillato ed etichettato. Il dramma cosmico è che tutto sia posizionato nella maniera più opportuna, non potete immaginare quanta attenzione richieda anche solo assicurarsi che l’etichetta sia posizionata correttamente. Infine le confezioni vengono imballate e spedite ai clienti. Noi per l’imballaggio abbiamo l’accortezza di usare un nastro nero e i pallet neri  in modo che il prodotto non prenda la luce.

Come dicevo, uno degli aspetti più interessanti è stato lavorare con gli aromatieri. Ci sono aziende in Italia che producono questi aromi che danno al prodotto sia un certo aspetto sia un certo gusto. Nei laboratori lavorano persone che hanno un’esperienza incredibile nell’estrazione degli aromi. Bisogna fornire loro le materie prime in modo che possano lavorare con ingredienti di un certo tipo e bisogna spiegare loro a quale risultato si vuole arrivare. Poi gli aromatieri ti danno le indicazioni giuste per ottenere il tuo risultato.

L’ultima accortezza che abbiamo è quella di avere dei cicli produttivi molto ravvicinati in modo tale che il prodotto sia sempre fresco e non arrivi al pubblico quando è già vicino alla scadenza.

Gli aromatifici sono delle aziende produttrici degli aromi che danno al prodotto gusto e aspetto

Dettaglio della fabbrica

Dettaglio della fabbrica

Infine, il nostro orgoglio è che siamo i primi in Italia ad avere l’intera filiera Made in Italy e siamo i primi ad avere un certificato che attesta che il nostro prodotto è italiano, è di qualità ed è prodotto secondo una serie di principi dettati da un ente terzo, che è la RINA. Quest’anno presenteremo un marchio sulle bottiglie di J.Gasco che permette di scansionare il QR code e di accedere a un portale multilingue che racconta la storia della bevanda, quando è stato fatto il lotto ecc. Ci sono un sacco di informazioni aggiunte ed è una cosa che facciamo a tutela del consumatore. L’abbiamo realizzato assieme a Italcheck, una società che ha deciso di sviluppare questo brand che rappresenta l’italianità e il Made in Italy, così anche da tutelarci contro le imitazioni.”

Bravi ragazzi di J.Gasco e God save the Gin… and the Tonic!!!

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