Gin Tonic and more: la parola ai barman

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Gin Tonic and more: la parola ai barman

Il Gin Tonic è la passione che accomuna tutti i Giner e ilGin.it è andato a parlarne con alcuni barman in occasione della manifestazione fieristica TuttoFood a Milano

La moda del gin dilaga e si è visto anche a TuttoFood. Noi non potevamo mancare e abbiamo parlato con alcuni esperti barman.

Gin e acqua tonica stanno crescendo insieme i produttori lo sanno. Lo stand di Cortese (abbiamo intervistato Elena Ceschelli, consigliere delegato di Bevande Futuriste un mese fa: leggete l’intervista qui) era un vero e proprio cocktail bar, che ospitava barman professionisti da tutta Italia.

Ci siamo fatti spiegare la  preparazione di un gin tonic da i barman dello stand di Cortese a TuttoFood

Una veduta panoramica del TuttoFood di Milano

Una veduta panoramica del TuttoFood di Milano

Noi abbiamo parlato con Alessandro Serrani, 29 anni, barman al Meccanismo di Roma, e con Daniele Turrina, 33 anni, barman all’Old Town di Bolzano e Sard Wonder, general bar manager della Cohouse Pigneto di Roma.

I barman, in collaborazione con i soft drink Cortese, hanno presentato alcuni twist di ricette classiche.

Ci siamo fatti spiegare la  preparazione di un gin tonic:  “Si raffredda il bicchiere con del ghiaccio, poi si toglie l’acqua in eccesso, si aggiuge il gin e delicatamente la tonica. Possono essere aggiunte delle spezie per aromatizzare e richiamare le caratteristiche delle botaniche utilizzate all’interno del gin stesso. Viene servito con una scorza di limone o un’erba come garnish che possa richiamare il flavour del gin.”

Alcuni master distiller dicono che il perfect serve per un gin tonic sia senza nulla per non alterare le caratteristiche del gin, cosa ne pensate?

“Pensiamo che dal momento che ho in mano il prodotto possiamo farci quello che ci pare. A prescindere dalle botaniche aggiunte nel bicchiere, già la tonica in sé è fondamentale per il gin, perché se ne usi molto aromatica, come per esempio la Fever Tree o la Cortese, puoi accentuare la parte amara o quella balsamica ecc. L’abbinamento di garnish o altro è un consiglio che può dare il barman come richiamo alle tonalità del gin, per dare la percezione di quelle che sono le botaniche presenti all’interno di quel gin.”

Ci hanno proposto una ricetta a base di gin; un twist su un Collins, uno dei drink più classici, nato alla fine dell’800;

  • base di gin,
  • una parte acida data dall’agrume,
  • una parte dolce data dallo zucchero. Volendo possono essere utilizzati vari tipi di zucchero
  • può essere aromatizzato utilizzando qualsiasi tipo di spezia, la lavanda, vari tipi di piante o fiori, camomilla, cannella e quant’altro.

I barman ci hanno proposto un twist sul classico Collins

Un Collins nella suo caratteristico bicchiere

Un Collins nella suo caratteristico bicchiere

Ed ecco la ricetta:

preparazione dentro il bicchiere, perché il Collins prevede la costruzione build all’interno del bicchiere stesso (cioé non va shakerato)

  • zucchero semplice, realizzando un preparato con due parti di zucchero e una parte di acqua,
  • lime spremuto,
  • gin,
  • liquore al sambuco per dare un fleur particolare (il St. Germain o qualunque altro),
  • un bitter aromatizzato che sia amaricante o agrumato, per esempio all’arancia amara,
  • ghiaccio,
  • top di soda oppure di un altro sodato, come l’acqua tonica, un ginger ale o una ginger beer.

Presto su IlGin.it arriveranno nuove news su barman, locali e ricette: stay tuned!

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