Distillati invecchiati più velocemente: in Tasmania apre una distilleria innovativa


I lavori sono avviati e la nuova distilleria aprirà in Tasmania all’inizio del 2018. Si tratta di una grande novità portata avanti da un distiller australiano, John Hyslop (immagine in alto), che vuole produrre spiriti utilizzando un metodo che accelera il processo di invecchiamento. Al momento sta utilizzando un piccolo alambicco di prova da 50 litri con il quale vuole mostrare la validità della propria tecnologia, ma è in costruzione un grande sito commerciale dal nome Devian Distillery a Sandy Bay, in Tasmania. Qui verrà collocato un alambicco da 900 litri capace di produrre 30.000 bottiglie all’anno.

E’ possibile conciliare innovazione e tradizione?

Hyslop ha rilasciato un’intervista a The Spirit Business durante la quale non ha potuto dare ulteriori chiarimenti riguardo la tecnologia che utilizza per velocizzare il processo di invecchiamento dei distillati perché sta ancora aspettando la conferma del brevetto. In ogni caso l’argomento è interessante e controverso, poiché per un produttore tradizionalista ci troviamo di fronte a una specie di eresia, ma dal punto di vista commerciale ciò potrebbe portare a una rivoluzione della concezione di invecchiamento permettendo ai distillatori di mettere sul mercato maggiori quantità di spiriti invecchiati a prezzi più contenuti. Vista la crescente sperimentazione con l’invecchiamento in botte anche nel mondo del gin, ciò potrebbe riguardarci da vicino, anche se per ora Hyslop sta lavorando con prodotti come il whisky, anche se non può chiamarli con questo nome visto che l’uso di questa tecnologia fa sì che non ci sia un vero e proprio invecchiamento del distillato.

Hyslop ha dichiarato: “Il processo si avvale degli stessi quattro elementi naturali, che sono orzo, acqua, lievito e quercia, per realizzare un prodotto identico al whisky invecchiato in una frazione del tempo. Non vengono aggiunti additivi o catalizzatori chimici e utilizziamo barili forniti dal bottaio locali e sono gli stessi utilizzati dalle altre distillerie e dai produttori di vino. Ci focalizziamo nel produrre distillati della massima qualità possibile e tutti i nostri prodotti sono distillati a mano utilizzando un alambicco artigianale a fiamma diretta e cereali premium. Prima dell’invecchiamento tutto è esattamente come ci si aspetta da un whisky artigianale ultra-premium, solo che non usiamo semplicemente barili e quindi non possiamo chiamare il prodotto whisky.”

Hyslop ha poi spiegato brevemente che replicano e velocizzano il processo naturale che avviene nei barili attraverso il controllo di parametri fisici e ambientali che influenzano l’ossidazione, l’esterificazione e l’evaporazione riuscendo così a creare il doppio del prodotto nel 2% del tempo solitamente impiegato. L’idea è nata lavorando in diverse distillerie dove ha visto quanto whisky evapora durante la maturazione in botte e quindi quanto spreco inutile avviene, ma nonostante le buone intenzioni è Hyslop è consapevole di quanto controversa sia la sua tecnologia: “Alcune persone sono curiose e di vedute aperte, altre vogliono inseguirmi con forconi e torce. Io personalmente non vedo una gran differenza fra ciò che facciamo noi e l’uso di barili piccolissimi comunemente usati dalle nuove distillerie per accelerare i tempi del processo di invecchiamento.” E ancora: “Ci sarà sempre un posto per il tradizionale invecchiamento in botte, soprattutto per le etichette premium e ultra-premium, ma le tecnologie come la mia stanno diventando sempre più comuni e a un certo punto ci sarà un cambio di paradigma. So bene quanto sia importante il rispetto delle tradizioni, ma penso che mentre un piede viene lasciato nel passato sia importante portare avanti l’altro.

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