Junipalooza 2018: tanti nuovi gin da ogni parte del mondo

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junipalooza 2018

Le incredibili novità proposte quest’anno al Junipalooza 2018 di Londra, una delle più importanti fiere del mondo dedicate al gin

Anche quest’anno non potevamo mancare al Junipalooza 2018, uno dei più importanti eventi dedicati al mondo del gin, tenutosi a Londra il 10 e 11 giugno. Giunta ormai alla sesta edizione londinese, questa manifestazione diventa sempre più grande e offre continuamente nuovi spunti per il mercato del gin. Inoltre quest’anno, oltre al Junipalooza di Londra e a quello di Melbourne, si terrà un terzo evento ad Amburgo. La più grande forza del Junipalooza è che si ha la possibilità di parlare direttamente con i produttori, provenienti da diverse parti del mondo e di farsi raccontare in prima persona la storia e la produzione dei vari brand.

75 stands e oltre 250 gin!

Fra le novità del Junipalooza 2018 c’erano le “experiential rooms”: era infatti possibile assistere alla distillazione del gin dal vivo con Warner Edwards, partecipare a lezioni sulla preparazione del Gin Tonic con fever Tree e giovare ad “Highland Games” con Caorunn Gin. Ma la nostra “stanza esperienziale” preferita è stata la riproduzione del famoso The Gibson, uno dei migliori bar di Londra situato a Old Street. Qui abbiamo degustato tre originali cocktail a base delle tre varianti di Copperhead Gin abbinati a cibi gourmet molto particolari (vi racconteremo tutto a breve su ilGin.it).

Cocktail & Food Pairing a The Gibson Experience con The Copperhead Gin

Ma vediamo adesso alcuni dei nuovi gin che abbiamo provato a questo Junipalooza 2018. Premettiamo che c’erano 75 stand per un totale di oltre 250 gin diversi quindi quella che segue è solo una piccola selezione di ciò che più ci ha colpito. In generale si possono chiaramente notare due tendenze che coinvolgono il mercato del gin nel mondo: la prima è la sempre più diffusa sperimentazione con i gin invecchiati, mentre la seconda riguarda la proposta gin aromatizzati, soprattutto con frutta citrica e con frutti di bosco, che si sta ampliando enormemente, ma sta anche prendendo direzioni interessanti. Infatti sia per quel che riguarda i gin invecchiati sia per a quelli aromatizzati si nota uno sforzo diffuso nel cercare di non tradire la natura del gin e di non soffocare le note del ginepro con quelle delle botti o della frutta, con risultati davvero ottimi.

Un terzo fatto interessante emerso dalla nostra visita al Junipalooza 2018 è che sono sempre più i paesi dove non si è mai prodotto gin, come alcuni stati africani e l’India, che stanno aprendo le prime distillerie, rendendo sempre più globale la produzione del gin. Partiamo quindi da Hapusa Himalayan Dry Gin, il primo gin mai prodotto in India, distillato con bacche di ginepro himalayano, un po’ diverso a quello a cui siamo abituati, ma deliziosamente aromatico, e diverse spezie indiane. Si tratta di un ottimo gin, con forti note di ginepro e molto molto speziato, ma ben bilanciato con più leggere note citriche e floreali, perfetto in abbinamento con i tipici piatti indiani molto speziati, proposti in assaggio assieme al gin.

Hapusa Hymalian Dry Gin

Abbiamo poi assaggiato Procera Craft Artisan Gin, unico gin prodotto in Kenya utilizzando una particolare varietà di ginepro, chiamato appunto “Procera”, che cresce solamente in quelle zone. Il cambio di varietà delle bacche dona davvero un aroma diverso al gin, che pur rimanendo di ginepro, sprigiona un profumo unico. Le altre botaniche africane concludono il quadro formando un bouquet unico e intrigante che ci ha subito conquistati.

Nella zona “Newcomers” abbiamo poi assaggiato diversi altri gin che ci sono piaciuti subito. Fra questi quelli pluripremiati della gamma Dancing Sand, prodotti in Nuova Zelanda, in un luogo immerso nella natura e assolutamente meraviglioso. Qui si trovano le fonti “ Te Waikoropupu”, che significa “Il luogo delle sabbie che danzano” (Dancing Sands). famose per la loro purezza e ritenute sacre dai locali. I gin della gamma sono tutti prodotti artigianalmente con un alambicco di rame scolpito a mano nel 1986 in Germania. Il primo è il Dancing Sands Dry Gin, particolare per l’aroma di fogli di manuka e interessante al palato per le spezie indiane unite alla liquirizia che bilancia il dolce finale. Ottima anche la versione barrel aged, invecchiata in parte in barili di quercia e in parte in ex barili di rum. Fra le varianti quella che più ci ha colpito è quella Chocolate Gin, poiché le note del cacao sono bilanciate davvero ottimamente con quelle del gin rendendolo particolarmente adatto anche alla miscelazione (incredibile, ma vero: con la ginger beer sta benissimo!). Interessante poi la versione Saffron Gin, secondo noi particolarmente adatta al food pairing grazie al delizioso gusto dello zafferano che ben si sposa con le altre botaniche. La gamma propone anche un gin al wasabi che però non abbiamo avuto occasione di assaggiare e i produttori promettono che presto arriveranno nuovi sapori!

Procera Gin

Dancing Sands Chocolate Gin

Fra i nuovi arrivati ci ha ben accolto la nuovissima The Woodlab Distillery, con la sua gamma di tre gin chiamati “Symphonia” prodotti in Irlanda da una famiglia il cui padre ha deciso di rendere più divertente il mestiere di chimico utilizzando le sue conoscenze per distillare gin.Il Symphonia N°1 è un classico dry gin dove le note erbacee di rosmarino e basilico si uniscono a quelle floreali di rosa e dente di leone, perfettamente bilanciate con le note degli agrumi e, ovviamente, quelle del ginepro. Il Symphonia N°2 è più goloso, aromatizzato alla mela, molto fresco e particolare grazie all’uso di mele che contengono pochissimi zuccheri e quindi dal gusto leggermente acido. Il Symphonia N°3 invece è un “Fruit Cup”, infatti la gradazione è solo del 25% e sprigiona dolci note di frutta estiva e frutti di bosco. Consigliato in abbinamento al Prosecco come interessante alternativa allo spritz.

Andiamo ora a Mallorca con Eva Gin: il dry gin è classico e ben bilanciato. Molto interessante la varietà al bergamotto di Mallorca (l’isola è uno dei pochissimi posti oltre al sud Italia dove si trova questo frutto), ma quella che ci ha colpito più di tutte è l’Artisan Olive Extra Dry Gin, in cui il gusto delle olive si armonizza benissimo a quello del ginepro e delle altre botaniche dando vita a un gin assolutamente perfetto per un ottimo dry Martini, cioè a un Evatini!

Stand di Woodlab Distillery

Gin Eva

La Brindle Distillery, creatrice di Cuckoo Gin, proponeva invece due interessanti varianti: la prima è Cuckoo Spiced Gin, molto speziato e davvero ottimo, mentre la seconda rispecchia la richiesta da parte dei bar e dei consumatori di avere gin più “facili” e fruttati. Stiamo parlando di Cuckoo Sunshine Gin, aromatizzato ai lamponi ma senza l’utilizzo di zucchero, sostituito invece dal miele. Il gin è decisamente equilibrato e quindi la chiara aromatizzazione dei lamponi non copre completamente quella del ginepro, così da dar vita a un gin che possa essere chiamato tale anche se facilmente apprezzabile da chi non ama i gin classici.

Niente male anche i gin proposti da Anno Distillers, che uniscono metodo scientifico e ricerca storica, in quanto le ricette sono state sviluppate a partire dallo studio di tomi conservati alla British Library. Anche qui troviamo un ottimo dry gin e le sue varianti sloe e cranberry. A differenza del gin di Cuckoo qui le note del mirtillo rosso si uniscono a una serie di spezie che danno vita a un sapore precisamente definito come “natalizio”. Per la miscelazione consigliamo poi vivamente l’Anno 60 Gin, con gradazione al 60% Vol. Davvero ben bilanciato e in grado di emergere con classe in ogni tipo di cocktail.

Cuckoo Gin

Anno Distillers

Molto apprezzato il Broken Heart Gin. Questo gin neozelandese è molto buono, ben equilibrato e ben riflette la ricchezza della Nuova Zelanda, ma si distingue anche per la sua triste storia. Nasce infatti dalla passione di Joerg Henkenhad e di Bernd Schnabel, il quale è deceduto proprio quando la ricetta finale del gin era quasi ultimata, lasciando all’amico il compito di portare avanti il loro lavoro.

Un gin che ci ha conquistato è decisamente Hidden Curiosities, prodotto da una ragazza davvero in gamba, Jenny, che è riuscita a mettere assieme un gin ottimo e interessante e un packaging davvero stupendo e ben riconoscibile. Jenny ha preso ispirazione dalle sue esperienze in Giappone per mettere a punto la sua ricetta e chiunque sia in cerca di nuovi sapori non può perdersi questo gin morbido e dalla qualità eccezionale! Siamo contenti di aver parlato con lei e presto la intervisteremo su ilGin.it!

Broken Heart Gin

Hidden Curiosities

Un grande piacere è stato anche parlare con i ragazzi della Oxford Distillery. Creano tutto dal niente, coltivando il loro stesso grano per la base neutra e le botaniche del gin. Oltre al loro Toad Oxford Dry Gin ci hanno fatto provare il Physic Gin (da bere liscio su ghiaccio è fantastico) e Ashmolean Dry Gin (se volete un bel Negroni è quello che ci vuole). Questi ragazzi sono davvero bravi, oltre che simpaticissimi, e siamo certi sentiremo ancora parlare di loro!

Menzoniamo infine de Borgen, che ha proposto un interessantissimo abbinamento di birra e genever. Le diverse birre si sposavano ottimamente col distillato, ma attenzione! Il drink è facile e dissetante da bere, ma fa ubriacare con grande facilità!

Concludiamo con una bellissima novità: per la prima volta un gin italiano presente al Junipalooza, il VII Hills Italian Dry Gin! Domenica hanno proposto il loro gin in un delizioso Bloody Mary.

Tra i gin che vi consigliamo di provare infine citiamo Old Bakery Gin, Campfire Gin e Donkey Jack Gin (bellissimo il packaging con personaggi da cartoni).

Una menzione speciale ai produttori di Sir Robin of Locksley Gin, già apprezzato lo scorso anno, che hanno proposto il Morocello, una specie di limoncello fatto con arance rosse. Decisamente delizioso, un bell’omaggio alle origini italiane della produttrice del gin.

Stand di Oxford Distillery

Beer & de Borgen Genever pairing

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