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I gin del Gin Day: Giniu

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Giniu: ancora una volta per la rassegna dei Gin del Gin Day vi presentiamo un gin tutto italiano. Dalla Sardegna, ecco a voi Giniu di Silvio Carta!

Giniu nasce da un progetto durato quasi 4 anni della storica azienda sarda Silvio Carta S.r.l. L’intento era quello di creare un gin italiano che fosse profondamente legato alla Sardegna. Le materie prime per la produzione provengono tutte dal territorio a pochi chilometri dall’azienda.

Le botaniche che sono state scelte per produrre Giniu sono: ginepro coccolone, foglie di mirto, lentisco, finocchietto selvatico, scorze di limone, timo, elicriso e salvia Desoleana. Quest’ultima è una pianta endemica della zona, scoperta da alcuni botanici sardi e andata in disuso e che è stata riportata in coltivazione dall’azienda.

La Salvia Desoleana, botanica particolare del Giniu, è una pianta endemica sarda

La bottiglia di Giniu in un'immagine promozionale

La bottiglia di Giniu in un’immagine promozionale

Le peculiarità del Giniu sono molteplici. Innanzitutto questo gin si distingue per il tipo di macerazione, che avviene solo con botanici freschi raccolti sul momento così da evitare stoccaggio e deterioramento. La qualità del ginepro utilizzato è quello di tipo coccolone (Juniperus oxycedrus), che cresce su terreno sabbioso e a poca distanza dal mare conferendo alla bacca il particolare gusto sapido e resinoso. Un’altra caratteristica di Giniu è data dai lunghi tempi di distillazione, dalle 12 alle 14 ore, con metodo discontinuo ad alambicco a colonna con otto cestelli di rettificazione. Si parte con una macerazione di tutti i botanici in alcool cerealicolo a 50 gradi per ottenere tramite la distillazione, un prodotto tra i 75-80 gradi di volume successivamente tagliato con acqua demineralizzata portandolo a 40 gradi, per preservare aromaticità e delicatezza delle botaniche.

Giniu è riconoscibile immediatamente anche per il packaging, che riprende le forme delle vecchie bottiglie da taschino e il tappo dalla forma di antica manopola di rubinetto è in acciaio fuso dal peso di 350 grammi e vi si legge in lingua sarda il verbo “abberere” che ha un duplice significato, girare e bere (quasi fossero le istruzioni del suo uso).

Le caratteristiche organolettiche sono date da un prodotto dal colore cristallino e trasparente, all’olfatto nella prima fase abbiamo dei sentori pungenti e balsamici dati dalla bacca del ginepro coccolone, ricca di oli essenziali e resina, per poi cedere ai sentori alle erbe spontanee. Al gusto abbiamo la massima espressione del ginepro per cedere con delicatezza a un retrogusto più sapido e morbido.

Che altro dire? Enjoy!

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