Bombay Sapphire: la storia di un brand che ha fatto la storia

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Il nuovissimo Star of Bombay gin è finalmente arrivato in Italia e ilGin.it vi racconta le tappe che hanno segnato la storia del Bombay Sapphire

2015: Arriva Star of Bombay, la presentazione ufficiale in Italia è avvenuta il 27 ottobre e il 28 è partito da Torino il tour autunno/inverno: BOMBAY SAPPHIRE: THE ULTIMATE G&T EXPERIENCE, durante il quale sarà possibile degustare in anteprima Star of Bombay e vedere come funziona la tecnica dell’infusione a vapore. In queste occasioni i Gin Tonic saranno preparati dal bartender d’eccezione Alex Frezza.
Per tutte le info sulle date del tour: www.facebook.com/Bombay.Sapphire.it

Adesso procediamo con ordine e torniamo indietro alla seconda metà del ‘900:

La presentazione ufficiale in Italia dell’ultimo prodotto di casa Bombay, lo Star of Bombay, è avvenuta il 27 ottobre

Star of Bombay, l'ultimo prodotto di casa Bombay Sapphire

Star of Bombay, l’ultimo prodotto di casa Bombay Sapphire

1960: Siamo nell’epoca del gin Martini ed è in questo periodo che l’imprenditore Americano Allan Sorbin era alla ricerca di un nuovo brand inglese da importare. Fu così che sì imbattè nel G&J Greenall’s Warrington’s gin e lo ribattezzò Bombay Dry Gin. Stampò sull’etichetta una bella effige della Regina Vittoria assieme alla data del 1761, quando Thomas Dakin, fondatore di Warrington’s, compilò la lista delle botaniche.

1987: Il brand era di proprietà di IDV e si trovava in guai seri, minacciato dalla competizione con Beefeater e Tanqueray. La svolta fu data da Michel Roux, che allora era CEO di Carillon Imports, l’azienda importatrice del Bombay Dry Gin, e il genio al quale si deve il successo di ABsolut vodka. Roux aveva capito che la chiave stava nella categoria “premium” e così nacque il Bombay Sapphire, con la sua originale bottiglia blu ispirata al famoso zaffiro “Star of Bombay”.

Rispetto al Bombay Dry Gin, il Bombay Sapphire contiene due botaniche in più. Nik Fordham, master distiller di Bombay, ha descritto il suo gin come un “London dry hard-core” e ha così commentato la scelta: “Aggiungendo il pepe di Giava e i Grani del Paradiso si è modificato il bilanciamento del gin, quindi abbiamo attutito leggermente le note di ginepro e quelle citrate e abbiamo aggiunti aromi più ricchi, provenienti dalla costa Ovest dell’Africa.” Inoltre le botaniche vengono infuse a vapore nell’alambicco Carterhead e non immerse nello spirito neutro come si fa di solito con i gin London dry. In questo modo i sapori risultano più morbidi e il gin è più malleabile nelle mani dei bartender. Lo ha dimostrato il re dei cocktail Dick Bradsell, che ha inventato il Bramble negli anni ‘90: probabilmente è grazie a lui che molte persone hanno provato per la prima volta un gin non accompagnato dalla tonica.

1998: Bacardi acquisisce Bombay da Diageo per 1.94 miliardi di dollari e per la prima volta inserisce un gin premium nel suo portfolio.

2000: Il successo del brand cresce e Bacardi non si fa spaventare dai nuovi competitors. Questo è l’anno in cui Hendrick’s si immette sul mercato, raggiungendo l’apice del successo nel 2008 e dando ispirazione all’apertura di una profusione di boutique di gin.

Valerie Brass, global brand director di Bacardi, ha commentato: “ Ci sono moltissimi nuovi brand e sarei preoccupata se smettessimo di crescere, ma non è questo il caso. Siamo in cima alla classifica dei premium gin più venduti e uno di quelli dalla crescita più veloce.”

Anche Fordham non è preoccupato per la nascita di tanti nuovi brand gradi e piccoli che stanno allargando la categoria e anche ampliando la definizione di “gin”: “Non credo che la categoria del gin diventerà troppo frammentata e non credo che l’amore per il gin tonic si estinguerà mai.”

2011: Bacardi lancia Bombay Sapphire East – prima estensione del Brand. Il nuovo prodotto sfoggia due botaniche in più: citronella tailandese e grani di pepe nero vietnamita. Brass spiega che questo gin è pensato per i gin tonic e per il pubblico americano in quanto le toniche più usate negli Stati Uniti sono più dolci.

Un'immagine promozionale del Bombay Sapphire East, uscito nel 2011

Un’immagine promozionale del Bombay Sapphire East, uscito nel 2011

Laverstoke Mill, la nuova casa di Bombay Sapphire

Laverstoke Mill, la nuova casa di Bombay Sapphire

2014: Trasferimento della produzione a Laverstoke Mill. La vecchia sede di Warrington ormai non era più in grado di sostenere l’immagine glamour di Bombay e così Bacardi ha spostato la produzione in una casa da sogno nell’Hampshire. L’edificio si trova vicino al fiume Test, le cui acque, secondo i pescatori di trote della zona, sono chiare come il gin e doppiamente costose. Inoltre Bacardi ha commissionato al designer Thomas Heatherwick il progetto delle serre dove mettere in mostra le botaniche.

“Volevamo dare una casa a Bombay Sapphire e integrare il suo patrimonio in una distilleria sostenibile e all’avanguardia,” ha dichiarato Fordham. “La gente vuole sapere dove viene fatto il prodotto vogliono averne la proprietà.”

Nella nuova distilleria, sempre nel 2014, è stata prodotta un’edizione limitata di Bombay Amber, un gin fatto riposare nei barili, distribuito solo negli aeroporti.

2015: Arriva Star of Bombay. Enjoy and God Save the Gin!

Fonti:

  1. http://www.thespiritsbusiness.com/2015/09/bombay-sapphire-a-brand-history
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