Foraging: l’arte del cercare e raccogliere i propri ingredienti


Passeggiare tra i boschi, nei campi o in riva al mare, arrampicarsi sui monti o frugare tra i cespugli, aguzzare la vista per adocchiare le piante e le bacche più nascoste. Tutto ciò fa parte del “foraging”, dell’abitudine sempre più diffusa tra i produttori di gin artigianali di cercare e raccogliere a mano le botaniche dei loro gin. Anche tra i cuochi si sta diffondendo questa pratica, così come fra alcuni bartender che preparano sciroppi, bitter e altri composti personalizzati da aggiungere ai propri cocktail.

Sin dalle sue origini l’uomo ha dovuto procacciarsi in questo modo il cibo e ancora oggi il contatto diretto con la natura e la genuinità degli ingredienti sono tra i valori fondamentali di tante persone. Da questi valori sono spinti anche i creatori di Shortcross Gin, che raccolgono personalmente le botaniche principali a Rademon Estate. Per questo motivo The Craft Gin Club ha intervistato la Brand Ambassador Nicola Spiers. Ecco un estratto dell’intervista.

La produzione di gin diventa sempre più artigianale con l’arte del foraging

Nicola Spiers, brand ambassador di Shortcross Gin

Perché Shortcross preferisce raccogliere le proprie botaniche anziché procurarsele con i metodi più comuni?

Volevamo fare qualcosa di leggermente differente, un gin che fosse la reminescenza di ciò che ci circonda, quindi ci siamo ispirati ai giardini e alle foreste di Rademon Estate. E’ un parco giochi botanico ricco di trifoglio selvatico, bacche e fiori di sambuco, mele. Tutte insieme creano Shortcross Gin.

Il trifoglio dona al gin le note più terrose ed erbacee; le bacche di sambuco lasciano in bocca una sensazione dolce e ricca; i fiori di sambuco sprigionano profumi floreali; e le mele regalano gli aromi e i sapori dei verdi campi estivi.

Quanto spesso uscite per la raccolta?

Andiamo a raccogliere gli ingredienti durante tutto il corso dell’anno – camminiamo sempre nei giardini e nelle foreste e cogliamo quello che troviamo a seconda della stagione. Secondo noi fare una bella passeggiata per schiarirsi le idee durante la pausa pranzo è davvero piacevole e unico. Non sono molte le persone che possono dire di stare in un ufficio circondato da una foresta di 540 acri, pieno di piante magiche.

Che cosa raccogliete esattamente e a quale fine?

In primavera raccogliamo i primi boccioli e i fiori di sambuco, l’aglio selvatico cresce in abbondanza e adoriamo preparare il pesto fresco. L’estate è il periodo del trifoglio, che cogliamo in giardino, e delle foglie di lime, della menta e della melissa citronella, tutti ingredienti che consegnamo ai bar della zona da usare per i loro cocktail a base di Shortcross Gin. In seguito le siepi si riempiranno di bacche selvatiche e caprifoglio. In autunno raccogliamo le bacche di sambuco e le prugnole, e cogliamo e immagazziniamo le mele. In inverno cerchiamo le ultime rose e le bacche di biancospino per fare sciroppi e ketchup.

In un gin a fare la differenza sono le botaniche, e quindi perché mascherarle usando prodotti chimici?

Fonti:

  1. https://www.craftginclub.co.uk/ginnedmagazine/2016/3/22/ijy3cgdcoqw0zfw8bw11maydvsy74q

Foraging: l’arte di raccogliere erbe e botaniche


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