La storia del gin pt.1: Gli albori, l’Olanda e lo sbarco in Inghilterra

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L’inizio della storia del gin, l’avventura che parte dalla creazione del genever nei Paesi Bassi e arriva nell’Inghilterra del XVII secolo

L’INIZIO DELLA STORIA DEL GIN: L’OLANDA E IL GENEVER

La storia del gin si intesse tra i fili della storia sociale e politica dell’umanità, intrecciandosi con la storia della chimica, della medicina e dell’erboristeria, lasciando nodi significativi nelle culture di diversi paesi. Già dai suoi albori l’uomo ha scoperto come produrre alcol attraverso la fermentazione di frutta e cereali. Successivamente le scoperte nell’ambito della chimica hanno permesso di utilizzare questo alcol per estrarre dalle piante medicinali le loro proprietà benefiche. Ma i tonici curativi, quindi, erano anche alcolici e ben presto iniziarono a diffondersi più per le loro proprietà inebrianti che per quelle benefiche.

Medicina, chimica, arte della guerra, cultura… la storia del gin è questo e molto altro

Il primo filo dal quale è partita la storia del gin proviene dall’Olanda col suo genever (e dal Belgio, dove il nome è scritto con la “j”). In questi paesi esistono molte prove del fatto che già nel XIII secolo venissero preparati decotti con il vino e le bacche di ginepro, alle quali venivano attribuite svariate proprietà benefiche. Nel secolo successivo si trovano scritti, come quello di Jan van Aalter, che celebrano il genever in quanto rimedio contro la peste. Dal 1300 in poi in moltissimi paesi europei si sperimenta la creazione di distillati grazie alla scoperta della possibilità di trarre uno spirito da qualunque cosa fermenti. E così in Russia vengono usate le patate, in Irlanda e in Scozia l’orzo e nei Paesi Bassi la segale e altri tipi di grano.

Secondo la leggenda l’inventore del “Dutch Gin”, cioè del gin olandese, è il dottor Sylvius, professore all’Università di Leiden e vissuto nel XVII secolo, l’età d’oro dei Paesi Bassi. Per quanto sia vero che Sylvius abbia utilizzato il genever per curare il fegato e come rimedio per la peste, esistono molte prove scritte che dimostrano che il distillato a base di ginepro esistesse già da prima.

L’evoluzione delle bottiglie di Genever del celebre marchio olandese Lucas Bols

LO SBARCO IN INGHILTERRA

Sappiamo tutti che il gin è la bevanda nazionale inglese, ma come ha fatto il genever ad arrivare in Inghilterra e a trasformarsi in gin? Il tutto è avvenuto in seguito alla Guerra dei trent’anni (1618-1648), quando i soldati inglesi, alleati con gli olandesi e in lotta contro gli spagnoli, hanno posto alcune basi nei Paesi Bassi. I soldati olandesi avevano l’abitudine di farsi un goccetto prima della battaglia, per questo motivo il genever veniva chiamato “Dutch Courage” (“coraggio olandese”). Agli inglesi piacque molto il loro distillato e portarono questa usanza in patria. In realtà già dal 1571 l’Inghilterra era entrata in contatto con il genever, poiché ospitava più di 6.000 rifugiati fiamminghi di religione Protestante. Pensando che il nome del distillato si pronunciasse con una “i” al posto della prima “e” e sbagliando a scriverlo, il genever veniva chiamato dagli inglesi “ginnever”, parola che fu poi abbreviata in “gin”.

Guglielmo III d’Orange in un dipinto di Willem Wissing del XVII secolo

La svolta nella storia del gin avviene quando, nel 1688, Guglielmo III d’Orange sale al trono. Il re di origine olandese era un grande amante del genever, il quale diventa ben presto popolare fra la nobiltà inglese. Guglielmo III inoltre promuove la produzione dei distillati, permettendo a chiunque di crearli senza bisogno di licenza. Inoltre la tassazione elevatissima dell’importazione di distillati esteri incoraggia la produzione locale ed è così che esplode la grande moda del gin. Tutti vogliono la bevanda del re e tutti possono prodursela, o almeno possono provarci.

 

Seconda parte
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