Gin trend: sempre più qualità nelle scelte dei clienti

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Un’analisi dei dati del Consorzio Distributori Alimentari conferma il boom del gin e accende il faro sulle etichette premium

Di gin si parla ormai da diversi anni e, alla soglia dei 6 anni del The Gin Corner, che festeggeremo il prossimo 13 giugno, siamo sempre più felici e orgogliosi di aver annusato il trend prima degli altri, aprendo il primo gin bar d’Italia. Ulteriore conferma arriva da un articolo pubblicato da Repubblica, che ha lanciato la nuova piattaforma Osserva Beverage, in collaborazione con il Cda, Consorzio Distributori Alimentari. Esatto, quelli che ci fanno arrivare tutte le primizie, sia in fatto di cibo, che in fatto di beverage.

Più che la quantità, cresce la qualità

L’articolo in questione, pubblicato qualche giorno fa, dava dei dati interessanti e sempre più favorevoli per il fenomeno gin. Riassumendo, secondo l’articolo, il 2018 è stato l’anno del boom, ma il 2019 è l’anno della conferma, con i dati del primo trimestre e i parziali del secondo già in segno positivo. Come dice la ricerca: “Positivi i trend di tutti i canali di vendita del fuori casa: consumo bar, convivio ristorazione e tempo libero serale”.

Quello che colpisce è che non solo cresca la quantità di bottiglie vendute (tendenza sui volumi), ma evidentemente anche la qualità, perché più della quantità cresce il valore dei gin venduti: “il trend a valore nel primo trimestre del 2019 è del 14,14% mentre la tendenza sui volumi è del 9,50%”.

Scorporando poi il dato a seconda della tipologia di locale in cui il gin viene venduto, si osserva un altro dato interessante: cresce specialmente nella ristorazione: “nei primi tre mesi dell’anno il consumo bar ha segnato un trend dell’8,09% a valore del 5,03% a volume. Più che positivo anche il canale convivio ristorazione, dove il gin registra un 20,72% a valore e un trend del 6,27% sui volumi. Il tempo libero serale marca invece 22,46% a valore e 19,20% a volume”.

Cosa ci dicono, quindi, questi dati? Che, a fronte di una diffusione a macchia d’olio del fenomeno gin, la qualità paga sempre di più. Non solo cresce il consumo, ma anche il palato di chi acquista, che cerca nello sconfinato mercato i prodotti premium e non più quelli più scontati e cheap. E, a maggior ragione, se il gin sfonda anche nella ristorazione, la sensazione è che drink come il Gin Tonic, con la sua semplicità, o il Martini, con la sua sacralità, rispondono bene al concetto di food pairing e sono apprezzati ancora di più dai palati meglio allenati e più disposti alla sperimentazione.

Qualche dato arriva anche dal Ginshop, l’unico e-commerce italiano dedicato unicamente al gin: in vendita ci sono 240 etichette, selezionate dagli esperti de ilGin.it, e di queste 68 hanno un prezzo superiore ai 40€, mentre 160 superano i 30€. E indovinate quali sono le più vendute?

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