Hayman’s Gin vs. “fake gin”: l’appello a distiller e consumatori

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Hayman’s Gin chiama a raccolta distiller e consumatori per firmare un appello per la regolamentazione della categoria del gin

Il noto produttore del brand Hayman’s Gin, che di recente ha spostato la produzione a Londra, si scaglia contro i “fake gin”, ossia i distillati che si fanno chiamare gin, ma non rispettano determinate caratteristiche, attraverso la campagna “Call Time on Fake Gin” con la quale richiedono una regolamentazione più stretta e precisa che ponga dei limiti all’interno della vasta categoria del gin. Avevamo già parlato della posizione al riguardo di James Hayman, managing director della Hayman’s Distillers, nel nostro resoconto del dibattito tenutosi con i master distiller Charles Maxwell (Thames Distillery) e Tarquin Leadbetter (Tarquin’s Gin) e Oliver Ward (Gin Foundry) durante il Ginposium 2017 sull’esigenza di una più rigida categorizzazione del gin.

Il gin ha bisogno di categorizzazioni più rigide?

Di recente, nel presentare la campagna Call Time On Fake Gin, James Hayman ha dichiarato: “Non esiste nessuno che si occupi della regolamentazione e protezione del gin come accade invece per lo Scotch whisky. Noi pensiamo che se su una bottiglia vi è la scritta gin, all’interno ci deve essere del gin.” Secondo le regolamentazioni europee e statunitensi, perché un distillato possa qualificarsi come gin, il suo aroma predominante deve essere quello del ginepro, ma questa affermazione è talmente vaga che non è sufficiente per poter delineare bene cosa sia gin e cosa invece sia un distillato che fra altre cose contiene anche bacche di ginepro, almeno a detta della maggior parte degli esperti del settore.

Hayman spera che questo tipo di regolamentazioni vengano meglio definite e rafforzate: “Negli ultimi dieci anni siamo stati fortunati nel poter assistere agli enormi cambiamenti nella categoria del gin e alla nascita di tanti nuovi prodotti. La maggior parte di questi gin hanno apportato qualcosa di nuovo pur mantenendo il gusto del ginepro che divide il gin dagli altri distillati. Però di recente abbiamo visto distiller commercializzare gin dove si percepisce pochissimo o per nulla il sentore del ginepro. Questi prodotti danneggiano la grande maggioranza dei distiller e rischiano di sviare i consumatore poiché rendono confusi i limiti fra il gin e gli altri distillati. Chiediamo a chi è nel settore di unirsi per proteggere il sentore di ginepro che rende il gin unico.” Hayman’s lancia il suo appello a coloro che sono d’accordo nel pensare che questi “fake gins” (falsi gin) rappresentino un problema per la categoria affinché firmino il manifesto online.

James Hayman

Con questa campagna Hayman’s mira a lavorare assieme ad altri distiller per istituire un garante del settore che governi e protegga le regolamentazioni sul gin. La causa sta molto al cuore all’azienda a conduzione famigliare, che opera nel settore del gin da molti anni, e gli Hayman sanno che la questione è importante per molti e vorrebbero trovare il supporto di consumatori, bartender, rivenditori e altri distiller così da avere la possibilità di produrre un vero cambiamento. Una legge che protegga il gin dovrebbe apportare benefici a tutta la categoria, secondo i sostenitori di Hayman’s, poiché l’attuale vaga regolamentazione lascia la categoria esposta al rischio di abusi. Per questo motivo l’appello è rivolto da una parte ai distillers e dall’altra ai consumatori che rischiano di farsi ingannare dai cosiddetti “fake gin”.

Per chi volesse ulteriori informazioni o volesse firmare il manifesto di Hayman’s, cliccare qui.

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