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Il gin torna a crescere nel 2025: +1% nei volumi globali, trainano i mercati emergenti

Vanessa Piromallo
March 9, 2026

Secondo i dati divulgati da The Gin Guild, il mercato del gin nel mondo è ancora in crescita, grazie soprattutto ai mercati emergenti...

Nel primo semestre del 2025 i volumi globali di gin sono aumentati dell’1% in 20 mercati chiave. È quanto emerge dai dati IWSR citati nel Report Annuale 2025 di The Gin Guild, che confermano una ripresa moderata ma significativa per una categoria che negli ultimi anni ha vissuto una fase di assestamento dopo il boom pre e post pandemico.

La crescita è contenuta se confrontata con altre categorie, ma segnala un ritorno alla stabilità. Nello stesso periodo, secondo IWSR, l’Irish whiskey è cresciuto del 2%, il whisky indiano del 7%, gli spirit a base di bitter e aperitivi del 3%, mentre gli spirit a base di agave hanno registrato un +1%, in linea con il gin.

Un mercato da 14 miliardi di dollari

Nel 2024 i volumi globali di gin avevano già mostrato segnali positivi, salendo del 2% fino a circa 107 milioni di casse. Il dato era stato presentato durante il Ginposium dello scorso giugno da Chris Pitcher, analista beverage di Redburn Atlantic. Sul fronte del valore, la categoria ha registrato una crescita ancora più solida: +3% a livello mondiale, raggiungendo circa 14 miliardi di dollari, un livello superiore del 29% rispetto al 2019.

L’incremento del valore superiore rispetto ai volumi indica una tenuta del posizionamento premium e una capacità di sostenere prezzi medi più alti, nonostante un contesto macroeconomico complesso in diversi mercati.

I mercati emergenti spingono la categoria

Secondo The Gin Guild, uno dei principali fattori di crescita è rappresentato dall’espansione dei gin locali nei mercati emergenti. Paesi come India, Filippine, Russia e Cina stanno contribuendo in modo rilevante all’aumento dei volumi.

In particolare, l’India si sta affermando come uno dei mercati più dinamici. La crescita della classe media urbana, l’evoluzione della cultura del bere e l’emergere di distillerie artigianali locali stanno ampliando la base di consumatori. Il fenomeno dei gin prodotti con botaniche autoctone, spesso legate al territorio e alla tradizione ayurvedica, sta creando una proposta distintiva rispetto ai brand internazionali.

Anche in Cina e nelle Filippine si osserva un maggiore interesse per il gin come alternativa moderna ai distillati tradizionali, sostenuto dalla crescita del canale on trade nelle grandi città.

Export britannico in forte ripresa

Un segnale particolarmente positivo arriva dal Regno Unito, storico epicentro del gin. Secondo il Food and Drink Federation H1 Trade Snapshot, nel primo semestre 2025 le esportazioni di gin britannico verso gli Stati Uniti sono cresciute del 7,1% in volume. Ancora più marcata la crescita in valore, che ha registrato un +23,8% sfiorando i 100 milioni di sterline.

A livello globale, l’export di gin britannico è aumentato del 17,6% in valore, raggiungendo 298,4 milioni di sterline, pari a circa 402 milioni di dollari, mentre i volumi sono saliti del 6,3%. Il divario tra valore e quantità conferma una domanda orientata verso prodotti premium e super premium.

Un ulteriore impulso potrebbe arrivare dal nuovo accordo commerciale tra Regno Unito e India, che prevede una riduzione dei dazi su gin e Scotch whisky. L’intesa potrebbe facilitare l’ingresso dei brand britannici in uno dei mercati più promettenti al mondo per gli spirit.

Ritorno al ginepro e calo dei flavoured gin

Dal punto di vista dei gusti dei consumatori, durante l’ultimo Ginposium è emerso un cambiamento significativo: l’interesse si sta spostando nuovamente verso gin tradizionali a forte caratterizzazione di ginepro. Dopo anni dominati da varianti aromatizzate e sperimentali, il mercato sembra premiare profili più classici e riconoscibili.

Nel Regno Unito, in particolare, i gin aromatizzati stanno mostrando segnali di indebolimento più rapidi rispetto ai classici Dry Gin. Il fenomeno riflette una fase di maturazione della categoria. Dopo un periodo di innovazione spinta, il consumatore sembra cercare autenticità e coerenza stilistica.

Tutela legale del termine “gin” nell’Unione Europea

Il 2025 ha segnato anche un passaggio importante sul piano normativo. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che i prodotti analcolici non possono utilizzare il termine “gin” in etichetta. Una decisione approvata da The Gin Guild. “Accogliamo con favore questa decisione, che tutela l’integrità della categoria e protegge i produttori che investono nella distillazione del gin”, ha dichiarato il direttore della Guild, Pal Gleed. “Il termine gin deve restare una garanzia significativa di uno spirit botanico a base alcolica, non un’etichetta di marketing per un prodotto diverso”. La sentenza rafforza la protezione delle denominazioni e chiarisce i confini in un mercato in cui le alternative no e low alcohol stanno crescendo rapidamente.

Una comunità in espansione

Il 2025 ha rappresentato anche un anno simbolico per The Gin Guild, che ha superato la soglia dei 600 membri. Con 58 nuovi ingressi nell’ultimo anno, l’associazione conta oggi 612 membri tra distillatori, brand owner e professionisti del settore.

Il prossimo Ginposium si terrà venerdì 12 giugno e sarà un’occasione per fare il punto su un comparto che, pur lontano dai tassi di crescita a doppia cifra del passato, mostra segnali di consolidamento e rinnovata solidità.

 

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