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Stati Uniti, una corte federale annulla il divieto di distillazione domestica in vigore da 158 anni

Vanessa Piromallo
May 27, 2026

Una corte d’appello federale degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale il divieto di distillazione domestica in vigore da oltre un secolo e mezzo

Una corte d’appello federale degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale il divieto di distillazione domestica in vigore da oltre un secolo e mezzo, stabilendo che il governo non può vietare tale pratica al solo fine di tutelare le entrate fiscali. Il 10 aprile, la Corte d’Appello del Quinto Circuito si è infatti pronunciata a favore della Hobby Distillers Association (HDA) e dei tre querelanti coinvolti nel caso, affermando che il divieto di produrre distillati in casa o nelle sue immediate vicinanze viola la clausola costituzionale sulla tassazione e quella sulle misure “necessarie e appropriate”. Secondo la sentenza, il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e il Bureau of Alcohol and Tobacco Tax and Trade (TTB) non possono imporre un divieto sulla distillazione domestica giustificandolo come misura di amministrazione fiscale.

Origini del divieto nel XIX secolo

La normativa contestata risale al 1868, quando il Congresso introdusse rigide restrizioni sui luoghi di produzione degli alcolici per contrastare l’evasione fiscale. In base alla legge federale (26 U.S.C. § 5178(a)(1)(B)), la produzione di distillati è vietata in “qualsiasi abitazione” o in strutture ad essa collegate, come cortili, capanni o recinzioni. Le violazioni possono comportare sanzioni fino a 10.000 dollari e pene detentive fino a cinque anni.

I querelanti sono distillatori amatoriali che producono alcolici per uso personale, non commerciale. Alcuni di loro già realizzavano birra, vino e sidro in casa — attività consentite dalla legislazione statunitense — e intendevano estendere la propria attività ai distillati. Tra questi, Scott McNutt aveva ricevuto nel 2014 una lettera di avvertimento dal TTB, in cui si sottolineava che “la legge federale non prevede eccezioni” per la produzione domestica di distillati e che la distillazione illegale poteva comportare procedimenti penali. Nel novembre 2023, l’avvocato dei querelanti aveva contattato il TTB per verificare la possibilità di ottenere un permesso per la distillazione domestica, ma l’agenzia aveva rifiutato di esaminare la richiesta, ritenendola “contraria alla legge”.

Il contenzioso e la decisione

Successivamente, i querelanti e la HDA hanno avviato un’azione legale contro il TTB e il DOJ, chiedendo un provvedimento ingiuntivo. In prima istanza, il tribunale distrettuale aveva escluso alcuni ricorrenti per mancanza di legittimazione. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ribaltato tale decisione, riconoscendo che tutti e quattro i querelanti avevano titolo a procedere, in quanto intenzionati a distillare in ambito domestico e concretamente esposti al rischio di persecuzione penale.

Il governo aveva sostenuto che il divieto fosse necessario per prevenire l’evasione fiscale, ipotizzando che impianti nascosti potessero occultare la produzione o eludere completamente il pagamento delle imposte. La Corte ha respinto questa argomentazione, definendo la norma “anti-entrate”, poiché elimina del tutto la possibilità di produzione. I giudici hanno inoltre avvertito che, se il Congresso potesse vietare qualsiasi attività solo perché potenzialmente suscettibile di evasione fiscale, verrebbe meno ogni principio limitativo. A titolo di esempio, la Corte ha osservato che una simile logica potrebbe portare a criminalizzare attività come il lavoro da casa o le imprese domestiche. La sentenza rileva anche che il governo non ha contestato l’analisi della Corte durante il procedimento d’appello, rinunciando di fatto a tale linea difensiva.

Permessi ancora necessari

Dopo la decisione, la Hobby Distillers Association ha chiarito che resta comunque necessario ottenere un permesso federale dal TTB per produrre distillati in casa. Tuttavia, la sentenza elimina il divieto basato esclusivamente sulla localizzazione dell’attività, che sia all’interno dell’abitazione, in garage o in giardino. “Si tratta di un passo storico, ma non del traguardo finale”, ha dichiarato l’associazione. “Continueremo a lavorare per portare la distillazione amatoriale fuori dall’ombra e ottenere lo stesso riconoscimento legale di cui già godono i produttori casalinghi di birra e vino, sia a livello federale sia nei singoli Stati.”

 

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