Negli ultimi anni il dialogo tra cucina e mixology si è fatto sempre più stretto: non si tratta soltanto di pairing tra drink e piatti, ma di una vera e propria contaminazione tra linguaggi gastronomici. In questo scenario si inserisce il progetto Bugin, realtà torinese che lavora proprio sull’incontro tra distillati, barbecue e cucina contemporanea. Tra le idee più originali nate da questo approccio ci sono i “drink in gelatina”, un prodotto che trasforma i profili aromatici dei cocktail classici in un condimento pensato per la degustazione dei formaggi.
Dal bicchiere al tagliere: il cocktail cambia stato
L’idea alla base delle gelatine Bugin è semplice quanto efficace: tradurre l’aroma dei grandi cocktail della miscelazione internazionale in una consistenza solida, capace di dialogare con la componente grassa e lattica del formaggio. Il cocktail, in altre parole, abbandona il bicchiere e diventa ingrediente gastronomico.
Le gelatine vengono prodotte artigianalmente nel laboratorio dell’azienda alle porte di Torino e sono pensate per offrire una chiave di lettura diversa al classico tagliere: non più solo mostarde, mieli o confetture, ma una gamma di accompagnamenti che richiamano il mondo del bar e delle botaniche.
Dal punto di vista tecnico, ogni vasetto da 50 grammi utilizza ingredienti che richiamano la struttura dei cocktail originali – distillati, vermouth, bitter, succhi agrumati o botaniche – gelificati con agar agar. Nonostante la presenza di alcol negli ingredienti, il contenuto finale è talmente ridotto da far rientrare il prodotto nella categoria dei non alcolici.











