Gin Goccia: ogni goccia è importante!

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Gin Goccia è un London Dry piacevole ed equilibrato, tutto italiano e creato per dare il meglio nei cocktail: scopriamolo coi suoi creatori

Gin italiani di altissima qualità sono arrivati sul mercato nonostante il periodo difficile e ne siamo felici perché abbiamo potuto assaggiare prodotti fantastici e ottimi cocktail durante tutto il periodo del lockdown. Tra i gin lanciati di recente che più ci hanno colpito c’è sicuramente Gin Goccia, un London Dry dalla forte connotazione territoriale, caratterizzato da una botanica molto particolare: la mela rossa della Valtellina arrostita. Il profilo organolettico di questo gin lo rende particolarmente adatto alla miscelazione, ma anche morbido e piacevole nella bevuta liscia. Qui potete leggere la nostra scheda tecnica, ma ve lo raccontiamo in modo più approfondito con Vittorio Somaschini, uno dei creatori di Gin Goccia assieme a Roberto Riva, Davide Frigerio e Sabino Citera.

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Come nasce Gin Goccia?

Ad aver avuto l’idea di creare un gin sono stati tre miei amici, di cui uno, Davide, è uno chef e si è occupato di sistemare la ricetta, mentre gli altri due, Roberto e Sabino, sono titolari di bar della zona, quindi sono del campo. A forza di bere e servire Gin Tonic nei loro locali hanno voluto creare il loro gin, un po’ per gioco ma con un progetto ben delineato. Io invece vengo da un mondo diverso, ma quando, di ritorno dall’estero, ho visto il loro progetto, ho voluto partecipare anche io in quanto sono un grande appassionato di gin e ora sono la persona che si occupa dell’organizzazione.

Sviluppata la ricetta, per la produzione ci siamo rivolti ad Eugin Distilleria Indipendente, vicino a dove siamo noi, in Lombardia. Abbiamo creato un prodotto test e lo abbiamo fatto provare nei locali della zona. Lo abbiamo inviato a gare internazionali a Berlino e a Hong Kong. Il riscontro è stato davvero positivo e così abbiamo deciso di sistemare il packaging e la produzione per avviare un’attività vera e propria dedicata a Gin Goccia. E’ stata una grande soddisfazione vincere premi importanti, ma ancora più soddisfacente è vedere il nostro prodotto nelle bottigliere di posti belli e vedere quanto la qualità sia davvero apprezzata.

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Come è stata sviluppata la ricetta di Gin Goccia?

Davide ha lavorato con chef importanti, conosce gli abbinamenti tra erbe e altre botaniche ed è stata sua l’idea di utilizzare la mela rossa in quanto ci troviamo vicini alla Valtellina. Abbiamo quindi deciso di partire, oltre che dal Ginepro, dalla Mela Rossa per una ragione territoriale. A quel punto abbiamo fatto varie prove e abbiamo notato che con la mela arrostita riuscivamo ad ottenere un risultato più intenso e originale. Siamo andati, poi, ad aggiungere il Limone di Amalfi disidratato per bilanciare l’acidità. Infine, con le varie erbe che coltiviamo noi (Mirto, Rosmarino, Salvia, Melissa e Timo Limone) abbiamo composto il bouquet che più ci ha convinto per sottolineare la nostra idea di gin e dare quella nota balsamica che lo rende, a nostro gusto, molto facile da bere. Per questa ragione rimane molto piacevole da bere in purezza, ma offre anche la possibilità di essere miscelato con altri ingredienti e rimanere riconoscibile. Il gusto delicato con quel tocco di dolcezza dato dalla mela rende infatti Gin Goccia facile da usare nei cocktail.

Per quanto riguarda la distillazione ci siamo trovati bene da subito a lavorare con il master distiller Eugenio Belli della Distilleria Eugin. E’ estremamente preciso e punta tutto sulla qualità; ci ha seguiti nel dettaglio senza mai lasciare nulla al caso. Avevamo già l’idea di realizzare il gin con metodo London Dry e sono bastate poche prove per confermare questa scelta, infatti siamo riusciti a trovare il perfetto bilanciamento nel giro di poco tempo. Come base utilizziamo alcol da grano tenero biologico.

Come avete scelto il nome Gin Goccia?

Facendo brainstorming ci è venuto in mente questo nome ed è subito piaciuto a tutti perché ricorda il lavoro di fino che viene fatto per equilibrare gli ingredienti, goccia a goccia fino ad avere il bilanciamento perfetto. Inoltre è un gin pensato per i cocktail e la goccia richiama la precisione delle misure data dal jigger infatti anche una singola goccia può cambiare i sapori e i profumi. Ci piaceva anche il fatto di dare un nome al femminile al gin. Ma più di tutto Gin Goccia ci piace per l’idea di equilibrio che trasmette, infatti il nostro motto è: ogni goccia è importante.

Nel packaging abbiamo cercato di mantenere questi concetti scegliendo una bottiglia elegante creata da un produttore locale. L’etichetta è semplice ma non banale, con una goccia che scende dall’alto, una goccia come liquido, ma anche come una goccia sulla tela di un pittore poiché anche creare la ricetta di un gin è un’arte.

Gin Gocci

Quali sono i vostri consigli per provare Gin Goccia nei cocktail, ma anche negli abbinamenti culinari?

Io raramente bevo il gin liscio, preferisco un Gin Tonic con un’acqua tonica il più leggera possibile. A tutti noi piace molto bere Gin Goccia nel London Mule o anche nel Negroni, aggiungendone una goccia in un Campari shakerato si otterrà un risultato inaspettato.

Abbiamo inoltre provato e fatto provare ad alcuni chef l’utilizzo in cucina dando fantastici aromi e sapori in preparazioni come la marinatura dei pesci e ai risotti. Abbiamo anche provato l’utilizzo in pasticceria ed è assolutamente da provare Gin Goccia liscio con cioccolato bianco a fine pasto.

L’idea della versatilità, e della possibilità di vederlo come vero e proprio ingrediente è stata presente sin dal primo giorno di prove. Girando abbiamo notato come il gin dovesse avere molte facce e possibilità di utilizzo, non solo il gin tonic (che per noi è comunque una vera religione).

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