Gin inglese nei guai se il Regno Unito uscisse dalla UE

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I produttori di distillati inglesi fanno sentire la loro voce contro l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, che metterebbe in crisi l’esportazione del gin

Il 23 giugno il Regno Unito è chiamato a votare per un Referendum il cui esito potrebbe cambiare gli equilibri di tutta l’Europa. Si deciderà infatti l’uscita o meno del Paese dalla UE, cosa che avrebbe ricadute importanti su tutti gli Stati dell’Unione, compresa l’Italia. Le conseguenze socio-politiche ed economiche della votazione voluta dal Primo Ministro Cameron comprendono anche l’industria degli spirits e molte importanti personalità del mondo del gin hanno espresso la loro profonda preoccupazione in caso di successo della “Brexit” (l’uscita dalla UE della Gran Bretagna).

“L’industria del gin è più forte e sicura all’interno dell’Unione Europea”

Miles Beale, amministratore esecutivo della WSTA

Miles Beale, amministratore esecutivo della WSTA

Il CEO di Chivas Brothers Laurent Lacassagne e l’Amministratore Esecutivo della WSTA (Wine and Spirits Trade Association) Miles Beale hanno incontrato Damian Hinds, Ministro del Tesoro, presso la distilleria di Beefeater per aggiungere le loro voci a quelle che si sono espresse contro la “Brexit”. Pur concordando che la decisione debba essere presa da tutti gli inglesi, i due hanno avvertito che il fatto di essere parte dell’Unione Europea è fondamentale per la produzione e l’esportazione dall’UK di distillati quali il gin e il whisky. L’accessibilità equa ai mercati permessa dalla UE supporta il lavoro, la crescita e l’industria a lungo termine.

Lacassagne assieme al CEO di Diageo Ivan Menezes e a più di 200 altri leader del settore hanno scritto a febbraio una lettera aperta in favore della permanenza della Gran Bretagna nella UE. A loro si è unita la WSTA quando il 90% dei suoi membri ha espresso il desiderio di partecipare alla causa (contrario solo il 2% e neutrale l’8%). Inoltre Beale a specificato che l’uscita dalla UE potrebbe compromettere seriamente la rapida crescita del settore del gin inglese. Al Ginposium di Londra (il 12 maggio a Covent Garden) ha infatti dichiarato: “La grande tradizione della produzione di gin inglese è supportata dalla permanenza in Europa per ragioni che riguardano sia l’esportazione sia la qualità. Solo nel 2015 l’UK ha esportato gin per un valore di 231 milioni di Sterline in paesi extra-UE e per il valore di ben £189 milioni nel solo mercato europeo. Senza i benefici degli standard di qualità sostenuti dalla definizione europea di gin i nostri produttori e i loro brand potrebbero trovarsi con meno consumatori, meno partner commerciali e una reputazione globale meno brillante.”

Hinds e tutti gli altri confermano che lasciare l’Europa fermerà il boom del gin e che l’intera industria degli spirits è più forte e sicura all’interno dell’Unione Europea. Anche David Frost, parlando per la Scotch Whisky Association, ha sostenuto le dichiarazione del Ministro dell’Ambiente Elizabeth Trust contro la “Brexit”.

 

Fonti:

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