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Dolomix’s Gin: dalle Dolomiti un distillato aromatico tra frutti rossi, erbe alpine e spezie

Vanessa Piromallo
September 16, 2026

Dolomix’s Gin è il gin delle Dolomiti, non solo nella sua immagine, ma nella costruzione stessa del profilo aromatico...

Il legame tra gin e territorio è diventato negli ultimi anni uno dei temi più frequentati della distillazione contemporanea. Nel caso di Dolomix’s Gin, però, il riferimento alle Dolomiti non è soltanto una scelta d’immagine: entra nella costruzione stessa del profilo aromatico attraverso una ricetta dichiaratamente complessa, basata su 33 erbe e botaniche e pensata per affiancare alla riconoscibilità del ginepro una componente floreale, fruttata, balsamica e soprattutto speziata.

Dolomix’s è un Distilled Gin italiano a 42% vol., proposto nel formato da 500 ml. Il progetto nasce dall’iniziativa di due amici, entrambi professionisti del settore, intenzionati a creare un gin legato alle Dolomiti e caratterizzato da un’identità aromatica marcata. La ricetta definitiva è il risultato di due anni di sperimentazione, ricerca e selezione delle botaniche; con oltre 800 prove prima di arrivare alla formulazione che oggi possiamo degustare.

Una ricetta costruita su 33 botaniche

Il numero delle botaniche è certamente uno degli elementi che colpiscono per primi, ma più del dato quantitativo interessa il modo in cui queste vengono organizzate nel bicchiere. Tra quelle dichiarate figurano ginepro, mirtillo, more, karkadè, fiori, bacche di goji, limone e spezie esotiche, unite a quattro differenti tipi di pepe, insieme ad agrumi ed erbe dolomitiche.

Non siamo quindi di fronte a un gin costruito esclusivamente attorno all’asse classico ginepro-agrumi. La ricetta cerca deliberatamente un campo aromatico più ampio, nel quale entrano frutti rossi, elementi floreali, note alpine e spezie. Le 33 erbe e botaniche vengono lavorate separatamente, mentre le erbe dolomitiche sono raccolte nel periodo di massima balsamicità. È un particolare significativo per comprendere l’impostazione del prodotto: Dolomix’s punta infatti molto più sull’intensità e sulla stratificazione degli aromi che sulla ricerca di un profilo essenziale.

Dolomix’s Gin alla degustazione

È al naso che questa impostazione diventa immediatamente evidente. L’impatto aromatico è deciso: frutti di bosco e ginepro emergono insieme a una marcata componente balsamica riconducibile alle erbe alpine. Seguono progressivamente il karkadè e le spezie calde, mentre la componente floreale contribuisce ad ampliare ulteriormente il bouquet.

Il tratto interessante è che la parte fruttata non trasforma Dolomix’s in un gin semplicemente morbido o immediato. Al palato il registro cambia e acquistano maggiore importanza le sensazioni legnose, erbacee e speziate. L’agrume agisce piuttosto da raccordo fra queste componenti, prima di un finale nel quale sono soprattutto i pepi a prendere spazio. La persistenza è lunga e conserva una componente balsamica evidente.

Ne risulta un gin dal profilo piuttosto esuberante. Chi cerca una lettura asciutta e minimalista del distillato, tutta giocata sul ginepro, troverà qui una direzione diversa. Dolomix’s lavora sull’accumulo controllato di registri aromatici: frutta, fiori, erbe e spezie convivono e si succedono durante l’assaggio. La forte aromaticità è dunque il principale elemento distintivo.

Come berlo e come miscelarlo

Proprio per la quantità di aromi presenti, l’assaggio liscio è probabilmente uno dei modi più utili per comprenderne la struttura. Nel Gin Tonic, invece, il distillato mantiene la propria complessità e tende a mettere maggiormente in evidenza le componenti fruttate e le spezie più dolci. Considerata la ricchezza della ricetta, ha senso evitare garnish eccessivamente elaborate che rischierebbero di aggiungere ulteriori livelli aromatici a un gin che ne possiede già molti.

In cocktail più strutturati, la strada indicata dalla degustazione è quella dell’affinità aromatica: agrumi, frutti rossi, karkadè e pepe sono ingredienti capaci di dialogare con elementi già presenti nel gin anziché contrastarli. È un approccio particolarmente adatto a un prodotto di questo tipo, perché permette al bartender di scegliere quale parte della ricetta mettere in primo piano.

Un gin che sceglie l’intensità

Anche la bottiglia insiste sull’origine montana del progetto. Il packaging viene presentato con richiami grafici alle Dolomiti e con una selezione di francobolli dedicati alle montagne dolomitiche, applicati alle bottiglie insieme a uno spago.

Al di là della narrazione territoriale, tuttavia, è nel bicchiere che Dolomix’s trova la propria caratterizzazione più chiara. Non cerca di essere un gin neutro né particolarmente austero: punta su un’espressione floreale, fruttata, balsamica e speziata, con il ginepro a fornire il riferimento necessario alla categoria e i diversi pepi a caratterizzare soprattutto la parte finale. È una fisionomia che lo rende riconoscibile ma che, proprio per la sua intensità, suggerisce una miscelazione ragionata.

Dolomix’s Gin si colloca così nel filone dei gin italiani che utilizzano il territorio non per riprodurre semplicemente un’immagine di montagna, ma come punto di partenza per definire un preciso vocabolario aromatico. Nel suo caso le parole chiave sono balsamicità, frutti di bosco, fiori e spezie: un insieme decisamente ricco, destinato a chi nel gin cerca complessità e persistenza più che sottrazione.

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