Una bottiglia ispirata alle lanterne dei marinai
Se la ricetta guarda alla tradizione degli speziali veneziani, il design di Neverin trae ispirazione dalla marineria e dalle sue leggende, così come il nome. Neverin, infatti, è un vento improvviso e violento dell’Adriatico, capace di trasformare il mare in tempesta in pochi istanti, un fenomeno temuto dai naviganti, simbolo di forza e imprevedibilità.
La bottiglia, dal vetro scuro e lavorato a rilievo, è concepita come una lanterna marittima, oggetto che rappresenta l’orientamento e la possibilità di trovare una rotta anche durante una tempesta. Sulle sue superfici prende forma una storia: una galea veneziana viene sorpresa dalla furia delle divinità dei venti e del mare, mentre un mostro marino minaccia l’imbarcazione. L’equipaggio cerca di salvarsi affidandosi alle stelle, nel tentativo di ritrovare la strada verso casa.
Il racconto prosegue attraverso le etichette, la cui forma si ispira ai fú, talismani di protezione che richiamano anche il ruolo di Venezia come ponte commerciale e culturale tra Oriente e Occidente. Sull’etichetta frontale compare una galea veneziana accompagnata da un uroboro dorato, il serpente che si morde la coda, simbolo di ciclicità, distruzione e rinascita. Sul retro è raffigurata la Laguna di Venezia, approdo sicuro dopo la tempesta. Non manca il Leone in moeca, una delle rappresentazioni del leone di San Marco, che compare nella parte inferiore della bottiglia.
Particolarmente originale è il tappo in legno, la cui forma riprende quella di una bitta d’ormeggio. Una legatura in corda e un sigillo lo avvolgono, quasi a voler trattenere simbolicamente la forza degli elementi. Sul tappo è incisa anche la frase latina Ex vento ortus, in tempestate formatus, ovvero “Nato dal vento, forgiato nella tempesta”.
Il risultato è una bottiglia nella quale il riferimento al mare non si esaurisce in un motivo grafico, ma si sviluppa attraverso un insieme di dettagli da osservare e interpretare.