Vacanze di settembre: 5 destinazioni a tema gin

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Fra gin bar e distillerie, cinque idee per una partenza settembrina, per approfittare del clima favorevole e delle ultime ferie

Sono 13 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza a settembre. Almeno stando ai dati di Federalberghi. E pare che molti di loro abbiano scelto di rimanere in Italia, magari abbinando i loro viaggi a destinazioni enogastronomiche. A noi gin lover piace andare piuttosto a fare escursioni a base gin, fra bar tematici e distillerie. Cominciando dal nostro amato The Gin Corner, vi proponiamo 5 idee perfette per le ferie di settembre dei gin lover.

Gin e vacanze: che meraviglia!

Roma – The Gin Corner

Settembre è uno dei migliori mesi per girare nella Capitale, dal momento che il clima è clemente e consente di affrontare lunghe passeggiate turistiche. Giochiamo in casa, con il nostro The Gin Corner, che ricordiamo essere il primo gin bar d’Italia, nonché collocato all’interno di un boutique hotel, l’Adriano, dove ci piace accogliere il cliente come a casa. Il suggerimento è quindi di soggiornare all’Adriano, che si trova in pieno centro, sia per apprezzare da vicino le bellezze della città, sia per approfittare direttamente degli oltre cento gin in bottigliera e della maestria dell’head bartender Angelo De Valeri. Chiedetegli un Martini e assisterete al “rito”. Se volete invece acquistare il gin dove il gin si fa (o almeno si pensa, visto che è distillato a Torino dalla Distilleria Quaglia) andate a bussare alla porta del Jerry Thomas in vicolo Savini e chiedete del Gin del Professore.

Podere Castellare

Chianti – Podere Castellare

“Una calda accoglienza nella rigogliosa campagna del Chianti più segreto, tra vigneti, boschi e uliveti secolari”. È così che si presenta questo raffinato Eco Resort in Toscana, non lontano da Firenze e Siena. La sua particolarità è che, a pochi metri dalle stanze, si distilla il gin Peter in Florence, caratterizzato dal ginepro toscano. Si può quindi visitare la zona distilleria, ma anche mangiare presso il ristorante del podere, che promette una cucina tradizionale, con le verdure dell’orto e un percorso coerente con la scelta delle botaniche del gin, che ovviamente può accompagnare l’intero pasto.

Ortisei – Baita Sofie

Una delle baite più esclusive della Val Gardena, di proprietà della famiglia Prinoth, è la destinazione perfetta per gli amanti del gin di montagna (o del gin e della montagna messi insieme). Il gin in questione è l’8025, che prende il nome dal numero di piedi a cui sono state raccolte le botaniche che vengono messe in infusione nel gin, prodotto in circa 1.500 esemplari l’anno a due passi dall’hotel. A volere fortemente la nascita di un gin che rappresentasse la sua montagna, il patron Markus Prinoth, che ha scelto, oltre al ginepro della sua terra, botaniche caratteristiche come il pino mugo e il cirmolo. Nella baita si dorme e si mangia, nel ristorante che cucina specialità tirolesi, e volendo si può innaffiare tutto con un buon gin tonic dal sapore di montagna. «Si serve con tre-bacche-tre di ginepro, acqua tonica Fever Tree e ghiaccio da acqua di fonte», raccomanda Markus.

The Botanical Club, Milano

Milano – The Botanical Club e gli altri

Lo dicono tutti che Milano dopo l’Expo è tutto un fermento. Nuovi locali che aprono e vecchi locali che sgomitano per farsi notare. Qui il tema gin è ben rappresentato, a cominciare dall’alambicco del The Botanical Club (quello originario in via Pastrengo), in pieno quartiere Isola, che è il principale esempio della rinascita meneghina. Qui si distilla il gin Spleen et Ideal, con chiari rimandi a Baudelaire, senza contare le altre cento e più bottiglie di gin da assaggiare al bar. Specializzato in gin anche il Gino12, sempre con oltre cento referenze in bottigliera, ma collocato in zona Navigli. Se volete poi assaggiare un altro gin “home made” c’è Carlo e Camilla in Segheria, il locale pop di Carlo Cracco, dove qualche anno fa è stato lanciato il Portobello Road, firmato dallo chef stellato.

Sardegna – Distilleria Silvio Carta

Siamo a Zeddiani, in provincia di Oristano e qui vi proponiamo una visita a una distilleria unica, quella di Silvio Carta. Volendo da abbinare a un salto al mare: siamo pur sempre a due passi da Cabras o da Bosa, solo per citarne un paio. È la Sardegna selvaggia, quella che viene in mente quando si vede la pubblicità dell’Ichnusa, per capirci. Meno pubblicizzato, ma sicuramente altrettanto storica è l’azienda di Silvio Carta, con il figlio Elio ad accogliere i visitatori e raccontare della sua produzione di vernaccia, di vermouth e ovviamente di gin: Giniu, Pigskin e Boigin. Se volete andarci è necessario scrivere una mail per prenotare la visita. Per farvi un’idea, leggete questo gustoso articolo di Bertoncini sulla sua esperienza diretta e cominciate a leccarvi i baffi.

https://ilgin.it/news/sardegna-gin-distillerie-silvio-carta/

L’alambicco della distilleria Silvio Carta dove vengono distillati i gin

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