World 50 Best Bars: Italia sul tetto del mondo

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Cinque indirizzi italiani (2 a Milano, 3 a Roma) fra i primi 100 e tanto tricolore nelle prime posizioni: scopri i World’s 50 Best Bars 2019

Si stava per chiudere il Roma Bar Show quando, fra bacheche Facebook, messaggi Whatsapp e stories di Instagram, erano partiti i festeggiamenti romani delle due new entry della 50 Best: Baccano e Drink Kong, entrambi a Roma, che rispettivamente hanno conquistato le posizioni numero 70 e 82. Esatto, Drink Kong, il locale del nostro amico Patrick Pistolesi, che pienamente nel suo personaggio lo scorso 3 Ottobre ha ritirato a Londra anche il premio Campari One to watch come rivelazione dell’anno e con un aplomb tutto suo, ha pronunciato il suo discorso, che è già rimasto negli annali: “Grazie, caxxo, daje!”.

Daje!

E ancora le certezze, che si sono riconfermate, migliorando le loro performance e scalando posizioni in graduatoria: il Nottingham Forest di Milano, regno di Dario Comini, che dal 99° è passato all’86° posto; il Jerry Thomas di Roma che l’anno scorso aveva drammaticamente scavallato la classifica finendo al 52° posto e che è tornato per un soffio nei magnifici 50; e soprattutto il 1930, lo speakeasy di Milano che sta facendo faville e che è passato da quota 80 a un onorevolissimo 44° posto.

Drink Kong

Insomma, Roma batte Milano 3 a 2, anche se va detto che il bar più in alto in graduatoria è milanese. Ma soprattutto quello che conta è che c’è tanta Italia nelle primissime posizioni. Partiamo dal numero uno, il Dante di New York. Seppur non ci sia un italiano né al bancone né nella proprietà, questo locale dal suo bancone al Greenwich Village ha fatto la storia della miscelazione della Grande Mela ed è tornato sul tetto del mondo del bere bene dopo la recente riapertura: ha un nome italiano, dedicato al Poeta con la P maiuscola, stile italico e un drink nostrano come il Negroni fra i suoi cavalli di battaglia.

Jerry Thomas

Al secondo posto ancora Italia nel cuore e nell’anima, con The Connaught bar di Londra, regno della creatività liquida di Agostino Perrone e Giorgio Bargiani che propongono la loro “fine drinking experience” e che hanno conquistato anche la palma di Best Bar in Europe. Un italiano anche nella medaglia di bronzo, arrivata come i nostri migranti dall’altra parte del mondo, in quel di Buenos Aires, Argentina, dove c’è Renato Giovannoni dietro al bancone della Florerìa Atlantico, Best Bar Sud America.

Dante, New York

Molti altri ancora ce ne sono. Per esempio solo pochi mesi fa avevamo avuto l’onore di conoscere Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona, che ha conquistato il 20° posto. Quello che viene in mente è che sia sempre più apprezzato il savoir faire all’italiana, la creatività e la voglia di fare, aiutata dal grande palato che sviluppa chi come gli italiani cresce in un paese con una fortissima cultura del bere e del mangiare. Possiamo parlare di fuga dei cervelli della mixology. Qualcuno però ogni tanto torna…

Per la lista completa dei 50 Best Bars 2019 clicca qui.

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