Recensioni

Gin Primo Africa: in viaggio con Primo Giramondo

Vanessa Piromallo
November 24, 2021

Dalla Premiata Officina Lugaresi è arrivato il meraviglioso Gin Primo Africa: vi raccontiamo il progetto Primo Giramondo e la Xmas Edition

Sin da quando abbiamo assaggiato Gin Primo la prima volta quando venne lanciato nel 2016 ne siamo rimasti colpiti. Adesso esistono tanti liquori e distillati, soprattutto gin, prodotti con il sale o l’acqua marina, ma Gin Primo è il primo di nome e di fatto ed è realizzato veramente bene, come dimostrano i premi che continua ad aggiudicarsi. Il creatore è Federico Lugaresi, che ha lavorato con la rinomata Distilleria Quaglia per lo sviluppo della sua ricetta. Quest’ultima ha un grande focus locale, infatti Federico è di Cesena e tutte le botaniche principali del gin provengono dalla Romagna, sale compreso. Nel corso del tempo a Gin Primo si è affiancata la sua compagna, la Tonica Bianchina, poi è arrivato l’originale Amaro alle erbe in latta, La Miscela al 30, e così Federico ha aperto la sua azienda, la Premiata Officina Lugaresi, e ha cominciato a lavorare a nuovi progetti come Primo Giramondo ed edizioni limitate, oltre a rinnovare le bottiglie, con rilievi personalizzati sul vetro tra i quali il simbolo dei baffi di Primo. Ci siamo fatti raccontare direttamente da lui queste bellissime storie.

gin primo africa

Ciao Federico, raccontaci del progetto Primo Giramondo

Mi è venuta questa idea e la Distilleria Quaglia con cui lavoro ha subito colto la sfida. Ho pensato che Primo, dalla sua Romagna, potesse viaggiare il mondo e far nascere così gin ispirati ai diversi continenti che ha visitato e dove è andato a conoscerne usi e costumi oltre alle spezie tipiche. Lui è già rappresentante dell’Europa e quindi volevo fare gin con ingredienti tipici di Africa, Asia, Oceania e America. Il fil rouge che collega i distillati è sempre il sale, selezionandone ogni volta uno proveniente da quel continente. In questo modo volevo creare un’esperienza sensoriale gustativa del mondo che avesse un suo filo conduttore sempre chiaro e rappresentativo di ciò che è Primo.

Dei quattro gin che sto progettando al momento ne è pronto uno: Gin Primo Africa, già disponibile alla vendita.

Raccontaci di Gin Primo Africa, come hai sviluppato la sua ricetta?

Gin Primo Africa richiama questo continente già dall’etichetta, realizzata sempre dalla stessa pittrice, Monica Zani, e raffigurante Primo in un vestito tipico su uno sfondo rosso con i baobab. Lo sfondo crea continuità con il giallo acceso del gin, dato naturalmente dalla curcuma.

A livello di sapori esce dai miei schemi, con le sue note e i suoi profumi… selvaggi! Ma la base di ginepro rimane sempre molto forte perché per me è imprescindibile. Se Gin Primo aveva solo quattro botaniche, Gin Primo Africa è più ricco di elementi e, fra quelli africani, ho selezionato l’incenso d’Etiopia, le fave di cacao della Tanzania (scelte dal mastro pasticcere che ha creato anche le praline al Gin Primo e trattate in un certo modo per una migliore resa nel distillato), la vaniglia del Madagascar e poi il mango, Carvi dolce e pepe nero. La curcuma, come dicevo, dà il colore giallo che ricorda il deserto. Il sale proviene dalla Namibia.

Il metodo di produzione è lo stesso di Gin Primo e anche la gradazione è la medesima, 43°. Le botaniche sono distillate separatamente a gruppi in alambicco in rame discontinuo, mentre il sale è aggiunto all’acqua con cui viene portato a gradazione il gin.

Sorseggia l’Africa con Primo

Adesso di quale parte del mondo stai sviluppando la ricetta?

Ora stiamo ultimando Gin Primo Oceania. Speriamo di averlo pronto per la primavera o l’estate. Sarà un gin più agrumato e tutti gli agrumi vengono sbucciati e lavorati a mano. Tra le botaniche particolari originarie dell’Oceania ci sarà il Finger Lime, mentre per la sapidità ho scelto il sale Murray, delicato, color pesca. Il metodo di produzione sarà sempre lo stesso per tutti i gin perché permette di estrarre al meglio le essenze. Usiamo anche un Rotovapor perché la bassa temperatura permette un’estrazione delicata.

Prova Gin Primo Africa

Da pochissimo hai lanciato anche la tua prima edizione limitata, Gin Primo Christmas…

Sì, anche sulla confezione c’è scritto che si tratta di una special edition: ho fatto produrre 1200 bottiglie e saranno le uniche. Mi piacerebbe che questa fosse la prima di diverse edizioni speciali, basate su quello che mi ispira e che mi stuzzica le idee. Questa edizione festiva infatti si ispira alle birre di Natale del Belgio, più speziate e più alcoliche.

Gin Primo Christmas ha infatti una gradazione più alta, 46,8%, ed è prodotto con una selezione di botaniche natalizie come cannella, zenzero, mandarino, uva passa, cedro, vaniglia e mandorla. Ricorda un panettone, con una certa dolcezza non marcata, come un Old Tom Gin, una bella rotondità e una calda speziatura.

Anche il packaging è studiato per essere unico, da collezione, con le illustrazioni di Monica Zani e la storia che ci siamo inventati di Primo che, dopo un avventuroso viaggio, giunge al Polo Nord dove i simpatici elfi di Babbo Natale gli regalano la loro ricetta segreta.

Ho in mente altre edizioni limitate ispirate alle stagioni, alla musica… chissà domani quale potrà prendere vita…

Grazie Federico, complimenti per il tuo progetto e, personalmente, voglio farti i complimenti per Gin Primo Africa perché trovo che sia veramente un gin dal raro equilibrio, in grado di sprigionare un’intensa complessità di sapori ben armonizzati senza mai dimenticare il ginepro come botanica principe del gin. Mi ha lasciata piacevolmente stupita e tu sai quanti gin ho assaggiato in questi anni, bravo davvero!

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