River Mentana Venetian Dry Gin: due ingredienti per una grande storia

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River Mentana Gin è una delle migliori novità italiane e ha solo due ingredienti: bacche di ginepro del Veneto e alcol di grano antico Mentana…

Rime Craft Distillers rappresenta la quinta generazione di una dinastia che produce acquaviti da quasi due secoli nel cuore del Triveneto. E’ il progetto di Michela Furlanis e dei figli Giovanna, Olimpia e Giacomo Maschio, che hanno voluto raccontare una storia attraverso il loro distillato, River Mentana Venetian Dry Gin. Michela ci spiega questa storia, profondamente legata alla città di Venezia e ai boschi e le acque che la circondano, perfettamente rappresentata nel gin le cui peculiarità sono quelle di essere distillato con solo bacche di ginepro dell’altipiano del Cansiglio e a partire da alcol di grano Mentana, un’antica varietà che conferisce un gusto unico al gin e che fa trasparire tutta la competenza e la lunga tradizione di una famiglia che anche attraverso la base dei distillati sa raccontare qualcosa di prezioso.

State of mind in Venice

Come nasce Rime Craft Distillers?

Noi facciamo parte della famiglia Maschio, da quasi due secoli produttori di acquavite nel cuore del Triveneto. I distillati fanno parte della nostra vita quotidiana e quindi io e i miei tre figli – Giovanna, olimpia e Giacomo – abbiamo deciso si aprire Rime Craft Distillers perché volevamo scrivere anche noi una pagina nell’affascinante mondo del gin. Volevamo dire la nostra e abbiamo scelto il gin perché è lo spirito perfetto per raccontare storie: ogni gin ha una storia.

Mio marito, Licio Maschio, e prima di lui mio suocero Domenico hanno una profonda conoscenza dell’arte della distillazione ereditata dalla loro famiglia. E anche noi viviamo nella casa madre dove ogni giorno siamo a contatto con questo mondo che fa parte di noi a tutti gli effetti. Abbiamo dunque a disposizione il patrimonio, l’esperienza e una solida conoscenza che hanno permesso a me e ai miei figli di aprire una nostra azienda dove potevamo dedicarci a fare alto artigianato.

E come nasce l’idea che ha portato alla creazione di River Mentana Gin?

Mio suocero Domenico Maschio negli anni ‘40 produceva un gin monobotanica di cui conserviamo ancora due bottiglie che portano il sigillo reale. Il ginepro proveniva dalle zone tra il bosco del Cansiglio e Venezia quindi siamo partiti da lì. Abbiamo iniziato questo viaggio dalle alte colline a sinistra del Piave, a pochi metri dalla zona del Prosecco DOCG, e dall’altopiano del Cansiglio, il “Gran Bosco da Reme di Venezia”, perché da questi luoghi arrivano le bacche di ginepro che ora utilizziamo per il gin. Poi siamo andati a valle e siamo giunti alla Serenissima ed è a proprio a lei che abbiamo dedicato il gin, anche se questa storia è nata un po’ per caso. Mio marito già produceva una vodka a partire dal grano Mentana, una varietà di grano antico molto profumato e che dà una certa salinità al distillato grazie al terreno da cui proviene. Infatti abbiamo trovato un produttore proprio ai bordi della Laguna. Dai boschi si scende sul corso del Piave e si arriva a Venezia su questa rotta fluviale. E i boschi erano il tesoro nascosto di Venezia. Con il legno si producevano le imbarcazioni e i remi della potente Repubblica Marinara. La stessa Venezia è un bosco rovesciato, poggia infatti su milioni di alberi. E quindi abbiamo voluto completare il viaggio del nostro gin a Venezia, ripercorrendo con esso questo tracciato ricco di storia e di elementi naturali.

River Mentana Gin ha due grandi particolarità, l’essere distillato con solo bacche di ginepro e con un alcol di grano Mentana. Come mai la scelta di utilizzare un grano così particolare?

La nostra è una storia di distillatori e quindi per noi è fondamentale la base. Per questo motivo siamo partiti dalla base del gin. Grazie al grano Mentana essa dà una piacevolezza e una qualità al gin superiori, infatti non brucia nella gola e non dà i problemi che potrebbe dare un alcol generico. Volevamo che anche la base avesse una voce importante nella storia che racconta il nostro gin.

E’ più facile o più difficile lavorare con una sola botanica, cioè il ginepro?

Non è stato facile lavorare molto bene con una sola botanica, le bacche di ginepro, perché i nostri standard sono altissimi. Dunque ottenere un bilanciamento perfetto con un solo elemento ha richiesto un grande lavoro.

Tra l’altro adesso abbiamo cominciato a creare un ginepraio a 1500 metri di altitudine, sopra il bosco del Cansiglio, tramite la forestale, perché non si può piantare nulla che non sia autoctono. La decisione è stata presa assieme a una signora che nella zona possiede un’azienda agricola biodinamica e, quando le abbiamo raccontato il progetto, si è appassionata e ci ha fornito l’appezzamento di terra per l’impianto del ginepro.

river mentana gin

Come viene creato River Mentana Gin?

Noi distilliamo presso la Maschio Marcello Distilleria con piccoli copper pot still da 100 litri e da 250 litri. Si tratta di un lavoro di grande artigianalità, ma abbiamo dalla nostra il vantaggio di una lunga tradizione di famiglia. Qui si respira e si impara già dai profumi, poi crescendo si viene educati anche a bere e ad affinare il gusto. L’idea di fare un gin è nata fra donne, fra me e le mie figlie, infatti la storia di famiglia è legata alla grappa, ma crea anche altri prodotti, fra i quali il gin.

Le bacche di ginepro vengono messe in infusione idroalcolica con alcool da cereali italiani per dieci giorni a temperatura ambiente. Il liquido con le bacche viene poi distillato nell’alambicco di rame e lo spirito ottenuto viene sottoposto a una successiva distillazione lenta e frazionata (rettifica), che viene ripetuta diverse volte per ottenere uno “Spirito di Ginepro” estremamente pulito e con una grande concentrazione aromatica. Esso viene quindi tagliato dall’alcol da grano Mentana, poi si ha una filtrazione naturale e temperatura ambiente. Si porta a gradazione e si imbottiglia dopo un affinamento che ha tempo variabile, poiché per esempio d’estate con il caldo matura più velocemente, in un mese, mentre d’inverno può volerci di più, anche due mesi. Deve “chiudere le molecole” e ciò richiede un certo tempo. Se poi il gin rimane nella bottiglia continua a migliorare. Per questo motivo abbiamo scelto il tappo di vetro, oltre al fatto che la bacca di ginepro è ricca di oli essenziali e con un tappo di silicone c’era il rischio di una estrazione che un palato attento potrebbe cogliere. Invece così tuteliamo l’integrità del gin anche mentre continua a evolversi.

Quanto tempo ci è voluto per lo sviluppo della ricetta definitiva?

Sono passati un paio d’anno fra il concepimento dell’idea di recuperare la ricetta storica e l’uscita effettiva sul mercato di River Mentana Gin. Ci sono infatti volute molte prove per arrivare alla messa a punto attuale di questo prodotto fondato sul grano Mentana.

Photo credit: Gin Tonic Italy

Quali sono le caratteristiche organolettiche di River Mentana Gin?

Grazie alla forza dello Spirito di Ginepro e del grano Mentana, il gin è ricco di sfumature. Al naso risulta fresco e balsamico e alle note di ginepro si uniscono sentori di pane appena sfornato, di nocciola tostata, di castagno e di menta. Al palato è vellutato, con sentori minerali e salini dati dal grano, uniti a note speziate. Il lungo finale sorprende con sentori assieme dolci e salati, con note di mandorla e di crema.

Inoltre, come dicevo, una particolare caratteristica di River Mentana Venetian Dry Gin è che, man mano che passa il tempo in bottiglia, migliora. Ciò è tipico dei grandi distillati. Si evolve in meglio, si affina e diventa più complesso. Non abbiamo coinvolto bartender nella genesi del gin, ma Lucas Kelm (AMO, Venezia) ha partecipato alla prima degustazione quando il prodotto era ancora agli inizi e aveva notato il corpo particolare del gin che doveva ancora maturare, affinarsi in bottiglia e sviluppare gli aromi. Glielo abbiamo fatto nuovamente assaggiare dopo due mesi ed è rimasto colpito da questo corpo che si è affinato e che è in grado di dare struttura ai cocktail. I profumi danno eleganza al gin, ma è il corpo che ne costituisce le fondamenta. E’ la parte che non evapora. Nella beva si sente la lunghezza, la pienezza e la naturalità. E anche le sensazioni fisiche che si hanno la mattina dopo sono prova della qualità dell’alcol!

(Leggi la scheda tecnica sull’Enciclopedia del Gin)

River Mentana Gin colpisce anche per la bellissima bottiglia; come avete sviluppato il packaging?

L’etichetta è stata creata da un nostro amico art director, che è rimasto affascinato dal racconto del nostro percorso che omaggia Venezia e così lo ha riproposto sotto forma di “racconto grafico”. Venezia è una città da sogno e così l’etichetta è onirica per rendere grazia alla sua bellezza. I colori dello sfondo riprendono quelli della laguna, quasi psichedelici, ipnotici. Le parti in oro si rifanno alla Venezia di Marco Polo, del Palazzo Ducale, dei soffitti di San Marco, all’oro antico di Venezia. La forma in alto riprende invece la specchiera veneziana.

Le tre icone dorate spiegano cosa si trova nel prodotto: puro ginepro, grani antichi RIver Mentana e “distilled” che richiama al processo produttivo. Nella parte centrale troviamo i seguenti elementi:

  • Dea Cerere: è quella raffigurata nell’icona in alto, la Dea romana delle messi, emblema del grano Mentana.
  • River: richiama al colore trasparente, quasi azzurro, del diamante River, puro come il gin;
  • Mentana: è il nome del grano antico;
  • Venetian Dry Gin: richiama al Veneto, la regione da cui proviene il gin; si tratta di un London Dry, ma nella denominazione abbiamo preferito dare risalto a Venezia;
  • Craft Distillers: “craft” perché si tratta di una produzione davvero artigianale; “distillers” per via della tradizione di famiglia.

La grafica si rifà allo stile anni ‘20-‘30 perché il Mentana è una delle “sementi elette” di

grano tenero create dal famoso agronomo Nazareno Strampelli tra gli anni ‘30 e ‘40. In quel

periodo crea anche il cultivar di grano Senatore Cappelli che tra l’inizio del ‘900 e gli anni ’60 ha rappresentato la base del miglioramento genetico del frumento duro ed è infatti presente nel patrimonio genetico di quasi tutte le cultivar di grano duro oggi coltivate in Italia e di numerose altre a livello internazionale.

Qual è il tuo perfect serve per River Mentana Gin?

Nella nostra famiglia siamo tutti abituati a degustare gli alcolici in purezza, quindi anche nel Gin Tonic preferisco che il gin non venga troppo diluito. Penso sia un drink piacevole, che associo all’estate e alla primavera. Facendo degustazioni con alcuni barman, tra cui Lucas Kelm, ho capito che per me l’ideale è con non più di due parti di tonica e una di gin ed essa deve essere molto basica.

Avendo io un palato preparato, ho una passione per il Martini in versione Hemingway: il vermouth viene usato solo per bagnare il ghiaccio, così il gin è degustato quasi in purezza, però viene comunque lavorato ed esaltato. Poiché l’alcol di cereali è corposo e morbido, River Mentana funziona molto bene in questo cocktail.

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