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Terracquae di Miss Wax: il gin sardo che nasce dallo studio delle piante

Vanessa Piromallo
September 7, 2026

Gin Terracquae di Miss Wax: la linea di gin che sostiene la ricerca sugli impollinatori, senza i quali non ci sarebbe vita... e nemmeno gin!

Ci sono gin che partono da una ricetta e altri per i quali la ricetta è la conseguenza di un percorso precedente. Terracquae appartiene alla seconda categoria. È il distillato di Miss Wax – Spirit of the Plants, progetto fondato in Sardegna dalla botanica e ricercatrice Silvia Cera, e nasce da un interesse per la flora mediterranea che precede quello per la distillazione. La distinzione non è secondaria. Negli ultimi anni il riferimento al territorio è diventato quasi inevitabile nel gin italiano: ginepri locali, erbe spontanee, agrumi, macchia mediterranea. Nel caso di Terracquae, però, vale la pena partire da chi quelle piante le studia prima ancora di trasformarle in ingredienti.

Silvia Cera si è formata ai Royal Botanic Gardens di Kew, a Londra, dove ha lavorato tra conservazione della biodiversità, collezioni scientifiche e ricerca. Tornata in Sardegna, ha proseguito l’attività scientifica occupandosi in particolare di impollinatori e delle interazioni tra bombi e piante aromatiche mediterranee. È da questo retroterra che nasce Miss Wax: un progetto nel quale botanica, divulgazione e produzione artigianale finiscono per incontrarsi.

Che cosa c’entrano i bombi con un gin?

La parte meno consueta della storia di Miss Wax riguarda gli impollinatori. Attualmente Silvia Cera svolge attività di ricerca presso ToxMed dell’Università di Cagliari, occupandosi di bombi, salute degli impollinatori, Crithidia bombi e piante aromatiche mediterranee. Parte del progetto consiste nell’andare materialmente sul campo, mappando le piante che crescono nelle diverse zone del sud della Sardegna e campionando gli impollinatori senza danneggiarli. L’analisi dei campioni permette di studiare la presenza e la carica del parassita in relazione alle piante visitate e alla dieta, con l’obiettivo di individuare botaniche e metaboliti con potenziale attività antiparassitaria.

Gli impollinatori sostengono una parte fondamentale della biodiversità vegetale e degli ecosistemi. E senza piante, naturalmente, non ci sarebbe neanche il gin. Il legame, per Silvia, non consiste nel sostenere che il gin abbia una funzione terapeutica: la ricerca e la produzione restano due ambiti distinti. È piuttosto lo stesso modo di osservare le piante — riconoscerle, studiarle, comprenderne la chimica e il rapporto con il paesaggio — a passare dal lavoro scientifico alla formulazione dei distillati. Silvia ha scelto il gin anche per passione personale e per un ricordo d’infanzia, quando giocava sotto un ginepro inventando piccole “pozioni” con le piante.

Silvia Cera

Dal Sulcis alla bottiglia

Terracquae è un gin botanico che interpreta il confine tra terra e mare del Sulcis. Il ginepro incontra corbezzolo, mirto, lentisco, cisto, finocchietto selvatico, rosmarino, lavanda e scorza di limone. Le botaniche vengono selezionate e raccolte seguendo criteri botanici e stagionali e lavorate in piccoli lotti, con un processo seguito personalmente da Silvia dalla formulazione all’imbottigliamento.

Al naso il ginepro è accompagnato dalle componenti balsamiche della macchia mediterranea, mentre mirto, rosmarino, lavanda, finocchietto e agrumi ampliano il profilo aromatico. In bocca Terracquae mantiene una struttura erbacea e una chiusura sapida: un gin pensato per raccontare l’incontro tra terra e mare senza trasformare il paesaggio in una semplice lista di botaniche.

Anche il linguaggio visivo della bottiglia nasce dalla botanica: il sigillo magenta richiama il frutto del corbezzolo (Arbutus unedo), conosciuto in inglese come “strawberry tree” per le bacche mature dal colore intenso. Non è una decorazione aggiunta a posteriori, ma un segno che rimanda direttamente a una delle piante del paesaggio da cui nasce Terracquae.

Per il Gin Tonic l’indicazione è essenziale: tonica neutra e scorza di limone, eventualmente accompagnata da un piccolo rametto di rosmarino o mirto. Una scelta sensata per un distillato con una componente vegetale già articolata, che non sembra avere particolare bisogno di ulteriori aromatizzazioni nel bicchiere.

Sostenibilità a tutto tondo

A Sant’Antioco MISS WAX fa parte anche dell’ecosistema indipendente di THE BEAT GOES ON !!, collettivo di artisti e artigiani uniti da temi come design sostenibile, ricerca ambientale ed ecologia. È uno spazio di incontro tra pratiche diverse, accomunate dall’attenzione al territorio, ai materiali e ai processi: anche le idee, in fondo, crescono verso la luce.

Il progetto non si ferma qui. L’idea è continuare a lavorare su geografie botaniche precise: dune, macchia, saline, vento e luce possono generare formule diverse senza perdere coerenza. Per MISS WAX il punto di partenza non è la bottiglia, ma la pianta, il luogo e la domanda che quel paesaggio suggerisce.

Scopri di più su misswaxspirit.com

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