Red Snapper: altro che Bloody Mary!

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La ricetta originale del Red Snapper, il cocktail che unisce amanti del Bloody Mary e amanti del gin, e tre varianti superlative

Il Red Snapper è semplicisticamente definibile come una variante del ben più conosciuto Bloody Mary, uno dei grandi classici pre-dinner. L’originalità e il gusto inconfondibile di questo long drink fanno sì che questo cocktail sia in assoluto uno dei più diffusi ed apprezzati, soprattutto per chi ama bere “leggero” ma non vuole rinunciare al gusto di un aperitivo deciso e speziato. Se vi siete però stufati della versione originale abbiamo l’idea perfetta per voi: abbandonate per sempre la bottiglia di Vodka e correte in direzione degli scaffali dove riponete i vostri Gin… con una piccola ma significativa variante saremo in grado di dare nuova linfa vitale a questo grande classico della miscelazione.

Red Snapper: il perfetto pre-dinner

Ecco a voi la ricetta originale del Red Snapper:

  • 4,5 cl di Gin
  • 1,5 cl di succo di lime fresco
  • 2 spruzzate di salsa Worcestershire
  • 2 gocce di Tabasco
  • 2 pizzichi di sale
  • 2 pizzichi di pepe nero
  • 9 cl di succo di pomodoro fresco

Preparazione: versate tutti gli ingredienti tranne il succo di pomodoro in un tumbler alto e aggiungete il ghiaccio. Versate l’ultimo ingrediente sul ghiaccio e mescolate bene. Guarnite con uno spicchio di limone (oppure di lime) o in alternativa con il tradizionale gambo di sedano.

Il Red Snapper rispetto al Bloody Mary si dimostra complesso e brillante, il Gin reclama il suo spazio in maniera più decisa rispetto alla vodka e per questo il risultato è molto diverso rispetto alla versione originale. C’è da rilevare come sia impossibile ribaltare i rapporti di forza nel mix, il succo di pomodoro resta il fulcro attorno al quale ruotano gli altri ingredienti, mentre la base alcolica deve funzionare come elemento capace di fornire struttura e mordente al cocktail. Per questo motivo è sconsigliato l’utilizzo di Gin molto particolari, strutturati e poliedrici: non riuscirebbero comunque ad emergere e risulterebbero in qualche modo “sprecati”. Meglio utilizzare dei London Dry dalla bassa gradazione (dai 40 ai 42%) o Distilled Gin tradizionali con botaniche non particolarmente caratterizzanti. Sulla base di quanto detto abbiamo deciso di provare il Red Snapper con tre differenti gin: Bombay Sapphire, Kapriol Original e Bulldog Gin.

Photo credit: Paolo Topa

Con Bombay Sapphire il Red Snapper si dimostra competitivo sotto tutti gli aspetti. Il Gin fa la sua parte senza strafare, fornisce equilibrio e aggiunge senza difficoltà “colore aromatico” e struttura. Un Red Snapper leggero e vivace, leggermente citrico e con alto tasso di bevibilità.
Per molti, se non per tutti!

Con Kapriol Original le cose cambiano proprio in relazione a una delle botaniche contenute nel
Gin. Il luppolo si avverte distintamente con i suoi sapori leggermente amarognoli: c’è minore “risonanza aromatica” rispetto alla precedenza versione ma c’è più corpo e una avvertibile solidità di base.
Delizioso e poco “mainstream”!

L’ultima versione provata è quella con Bulldog Gin e anche in questo caso le percezioni aromatiche sono diverse, a conferma che la natura del distillato che sta alla base del Red Snapper incide maggiormente rispetto all’utilizzo della Vodka. Qui le note floreali, pur nascoste, si sentono e conferiscono al nostro cocktail sfumature di tutto rispetto. Meno corpo ma più ampiezza…
Fresco e dissetante… ma con classe!

Photo credit: Paolo Topa

Complessivamente possiamo dire che il Red Snapper non sia classificabile come semplice “versione alternativa” del Bloody Mary ma che abbia una sua precisa identità capace di stupire gli avventori abituali di questo long drink. Provate le tre versioni proposte o scegliete un gin che vi sembra adatto a questa preparazione sulla base di quanto via abbiamo detto… Siamo certi che il “Dentice Rosso” vi conquisterà molto presto!

Photo credit: Paolo Topa

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