Storia e Distillazione

Cocktail Genesis: Singapore Sling

labarbaalbar
June 1, 2022

Tra i pochi cocktail dalla storia certa, il Singapore Sling continua a deliziarci dal 1915... Ecco come è nato...

Oggi vi portiamo a bere in un piccolo arcipelago di isole, storicamente conteso dalle potenze coloniali, che dà i natali ad una delle cucine più interessanti e celebrate del mondo, Singapore. Questa città-Stato è oggi una delle principali città cosmopolite del mondo e gioca un importantissimo ruolo nel commercio internazionale e nella finanza. Il suo porto è tra i primi cinque per attività e traffico su scala mondiale.

Ma Singapore è soprattutto la patria del celebrato Singapore Sling, delizia locale da oltre cent’anni, centosette per l’esattezza, ma solo recentemente assurto agli onori dell’IBA e dei banconi di tutto il mondo. A differenza di molti altri cocktail iconici, qui abbiamo un attestato di nascita molto preciso.

Long Bar, Raffles Hotel, Singapore

Il Singapore Sling, la vera bevanda nazionale di Singapore, fu creata per la prima volta nel 1915 dal barista del Raffles Hotel, Ngiam Tong Boon. Dai primi del Novecento, nella Singapore coloniale, il Raffles era il luogo di ritrovo per la comunità e il Long Bar, il bar dell’hotel, ne era la punta di diamante. Era comune vedere gentiluomini passare l’intera giornata con bicchieri di gin o whisky saldamente in mano.

Il Long Bar inizialmente si trovava nella centralissima Cad’s Alley, in un’epoca in cui il miglioramento dei sistemi ferroviari e stradali portava i proprietari di piantagioni di gomma e olio di palma a Singapore dalla Malesia ogni fine settimana, ed era noto appunto come “l’appuntamento dei piantatori”. Non un bar formale, ma piuttosto tavoli posti uno accanto all’altro di fronte a Bras Basah Road, perfetto punto panoramico per i visitatori maschi per osservare il passaggio delle fanciulle.

Sfortunatamente per le donne, l’etichetta imponeva che non potessero consumare alcolici in pubblico, portandole forzatamente a consumare tè e succhi di frutta. Con grande perspicacia, Ngiam, vide un’importante nicchia nel mercato e decise di creare un cocktail che sembrasse all’apparenza un semplice succo di frutta, ma fosse in realtà infuso con gin e liquori. L’abile bartender rese la bevanda rosa per conferirle un tocco femminile che, insieme all’uso di alcol chiaro, portò le persone a pensare che fosse una bevanda socialmente accettabile per le donne. Nacque così ufficialmente il Singapore Sling. Inutile dire che divenne un successo istantaneo. Si tratta di un cocktail a base di gin addizionato di succo di ananas, succo di lime, curaçao e Bénédictine. A dargli la famosa tonalità rosa sono granatina e liquore alla ciliegia.

Ancora oggi il Raffles Hotel è una vera istituzione nella rutilante nightlife singaporiana. I colori profondi e ricchi alle pareti e la vegetazione lussureggiante trasportano gli avventori del Long Bar nell’atmosfera di un piantagione tropicale. Per rendere l’atmosfera rilassata, gli ospiti sono invitati a spazzolare i gusci di arachidi dal tavolo e dal bancone del bar sul pavimento. Questo è probabilmente l’unico posto nella pulitissima Singapore in cui sporcare è obbligatorio.

Presso il Long Bar, il drink viene preparato secondo la ricetta originale, che prevede ben otto ingredienti che donano a questo cocktail un gusto unico, complesso, pieno di profumi e dalla straordinaria bevibilità, nonostante la sua elevata gradazione. Ne vengono preparati oltre 800 al giorno e questo ha reso necessaria l’installazione di un divertente shaker manuale in grado di preparane sedici dosi contemporaneamente semplicemente girando una manovella.

Image by Wilfried Strang from Pixabay

Se anche voi desiderate gustare questo cocktail come molti altri illustri ospiti del Raffles quali Rudyard Kipling, Ernest Hemingway, Somerset Maugham e Ginger Rogers, ma non volete volare fino a Singapore, ecco le dosi per prepararlo a casa.

  • 3 cl di gin
  • 1,5 cl di apricot brandy
  • 0,75 di triple sec
  • 0,75 di DOM Benedictine
  • 12 cl di succo di ananas
  • 1,5 di succo di limone
  • 1 cl di granatina
  • 1 goccia di Angostura
  • ghiaccio

Spremete ananas e limone e filtrate i succhi. Mettete il ghiaccio nello shaker e aggiungete i succhi. Versate il gin, il triple sec, l’apricot brandy, il DOM Benedictine e l’angostura. Shakerate energicamente. Versatelo nell’iconico Hurricane Glass o in un tumbler alto con ghiaccio e aggiungete un tocco di colore con un filo di granatina. Decorate, secondo tradizione con una fettina di ananas e una ciliegina al maraschino. Per rendere l’esperienza ancor più tropicale e realistica potete abbinare il drink a polpette di pesce, salmone in salsa teriyaki, maiale in agrodolce, riso alla cantonese e pollo al curry.

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