Non dire al bartender quanto è buona la pizza col gin tonic

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Se il cibo più amato dagli italiani va d’accordo con il distillato di ginepro: dalle pizze con vinaigrette al gin ai locali che offrono cocktail in abbinamento a spicchi gourmet

Lo scorso weekend si è svolta a Roma l’ormai annuale kermesse dedicata alla pizza: la Città della Pizza. Nell’ex caserma Guido Reni si è parlato di impasti, lievitazione, topping, teglie, margherite, marinare e pizze gourmet. Vi starete chiedendo: che cosa c’entra con il gin? Ma, da bravi gin lover, vi sarete anche risposti che il gin c’entra sempre!

Innanzitutto, se siete venuti da noi al The Gin Corner saprete che la pizza scrocchiarella, croccantissima, con olio, sale e rosmarino, non manca mai. Un semplicissimo pairing con il gin tonic, che vi assicuro funziona sempre. Però qualcuno potrebbe voler andare oltre e dare un’occhiata alla Città della pizza però ci ha aperto nuovi orizzonti di abbinamento.

Pizza e Gin Tonic: che si può volere di più dalla vita?

Così, partecipando alla presentazione della guida Teglie Romane, che ha censito 46 indirizzi di pizza al taglio della Capitale (si può scaricare da internet sull’omonimo sito), scopriamo che da Sancho a Fiumicino si fa addirittura la pizza con spigola, songino e vinaigrette al gin, per la quale ha ricevuto il premio Pizza creativa mare. Assolutamente da assaggiare, ma nel frattempo abbiamo chiesto alla famiglia Di Lelio, che gestisce questa pizzeria, in che cosa consiste la loro pizza e ci hanno detto così: “Mettiamo il carpaccio di spigola a marinare con una polvere mediterranea composta da sale, basilico, rosmarino e timo. Poi realizziamo una pizza bianca croccante aromatizzata al rosmarino sulla quale adagiamo del songino fresco, la spigola e condiamo il tutto con una vinaigrette al gin-mare (olio Evo 65% e Gin 35% e qualche foglia di rosmarino e basilico) e infine guarniamo con polvere di ginepro realizzata da noi con ginepro colto nell’Oasi di macchia-grande del Wwf”. Niente di più gustoso, insomma, da mangiare con un bel gin tonic mediterraneo con il Gin Mare.

Pizza spigola, songino e vinaigrette al gin

Recentemente a Roma non sono mancate le aperture dedicate all’abbinamento pizza e cocktail, come pure a Milano non mancano i locali che seguono questo filone, come Garage Pizza, che di recente è stato protagonista del programma con Alessandro Borghese “4 Ristoranti” e Dry Milano con le sue due sedi, che ha dietro lo chef Andrea Berton. A Roma le più interessanti sono l’Osteria di Birra del Borgo, che nasce come brewpub, ma propone anche cocktail con la birra, da abbinare ai tranci che Luca Pezzetta, il resident chef, ha studiato insieme al guru capitolino della pizza Gabriele Bonci. E poi c’è Blind Pig, in zona San Giovanni, dove ha messo lo zampino un altro guru della pizza romana, Stefano Callegari, che ha unito il suo impasto da focaccione (in pratica quello del suo famoso trapizzino, in versione focaccia da condire in superficie) a una carta dei cocktail molto interessante, studiata da Egidio Fidanza e Mattia Ria, ex del cocktail bar Spirito. I due sono stati chiamati per questo nuovo bancone dal patron Marco Pucciotti, che è partito un po’ di anni fa con Epiro, ma sta letteralmente colonizzando il quartiere San Giovanni. Anche questi due ragazzi erano presenti alla Citta della pizza e hanno spiegato al grande pubblico come abbinare pizza e cocktail. Ed è stato un successo.

A parte che anche Egidio Fidanza è del partito del “less is more” e concorda che una focaccia al rosmarino fa faville con il gin tonic, ci ha ricordato le basi dell’abbinamento: concordanza o opposizione, similitudine o contrasto. Si consiglia la similitudine soprattutto quando ci sono ingredienti difficilissimi da trattare, “come il carciofo, l’incubo dei sommelier, che sta molto meglio con un drink che con un bicchiere di vino”. La soluzione? Il Cynar, che contiene appunto carciofo e metterlo magari in un twist sul Negroni: “Gin beefeater, Cynar 70, rabarbaro e bergamotto per dare una nota agrodolce e floreale, con garnish di lemon peel, timo e menta per dare freschezza al naso”. Questo drink si sposava particolarmente con una pizza che è stata presentata alla manifestazione, con menta nell’impasto, ripiena di ricotta e carciofi.

Però poi ci sono ingredienti più grassi che hanno bisogno di essere contrastati, come è capitato proprio alla Città della pizza, quando Stefano Callegari ha proposto una pizza con il lardo mastunicola, un prodotto lavorato con sale, pepe, basilico, peperoncino. Il miglior modo per affrontarla? Un gin sour per sgrassare il palato. Per questa pizza Fidanza ha pensato a un Collins, partendo da “un gin Beefeater infuso con alloro e rosmarino per ricordare la conciatura del lardo e dare una nota balsamica e aromatica, insieme al vermouth dry”. Poi si aggiungono succo di limone, zucchero, e soprattutto “soda e angostura bitter, che servono per sgrassare e completare con un tocco di aromaticità”.

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