Tom e John Collins: due fratelli o due cocktail quasi gemelli?

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Storia, leggenda e misteri su chi c’è veramente dietro queste due versioni di Collins, i cocktail John e Tom, una sfida USA vs. UK

Come oramai saprà chi legge queste righe, qualche volta mi piace studiare la storia… dei cocktail! È attraverso le vicende di uomini e donne che spesso non sono più tra noi, che si capisce la vera identità di un miscelato. Sono fermamente convinta di quanto sia importante l’atmosfera in cui è nato, fatta dalla città in cui è stato preparato per la prima volta, il momento storico, l’anima del suo inventore: sono tutti ingredienti che fanno parte del cocktail stesso. Certo però che qualche volta ci sono dei buchi neri in cui cadono queste storie ed è anche bello scoprirne i misteri, le leggende, le diverse versioni, accreditate e non.

Svelare i misteri delle storie dei cocktail ha un fascino da vera Gin Lady

È il caso di due presunti fratelli Tom e John Collins a cui la storia attribuisce la paternità degli omonimi cocktail. L’unica certezza è che siamo sul finire dell’Ottocento. Ma che Tom e John fossero fratelli (e che entrambi siano esistiti in quanto bartender), che i due cocktail abbiamo visto la luce a Londra, nel Limmer’s Old House, e non piuttosto in America… beh, ci sono diversi dubbi.

La versione più comune è che tutto abbia avuto inizio al Limmer’s Old House, un ristorante londinese, dove nel 1890 lavorava un certo Tom Collins. O John? O Tom John? O entrambi ed erano fratelli? E poi, erano i proprietari o dei semplici dipendenti? Ecco, è in questi piccoli dettagli che la storia si fa nebulosa, con tanto di sconfinamento negli Stati Uniti per Tom Collins, almeno il cocktail, se non l’autore.

La leggenda tramandata per generazioni è tuttavia a mio avviso la versione più affascinante. John e Tom erano due fratelli che lavoravano entrambi in questo ristorante di Londra. Sono loro ad aver elaborato la ricetta che prevede gin, succo di limone, sciroppo di zucchero e soda, il tutto preparato direttamente nel bicchiere che porta proprio il nome di Collins, con abbondante ghiaccio. La variazione fra i due cocktail è che il fratello Tom preferiva gin Old Tom, invece John sceglieva dei classici London Dry. La conclusione della storia vuole che il John Collins abbia ottenuto l’ufficialità con l’inclusione nella lista dei cocktail dell’Iba, mentre Tom no.

A chiedere al nostro amico Stefano Nincevich, sembra però che ci abbia piuttosto messo lo zampino il famoso Jerry Thomas, padre americano dei cocktail, che nel 1876 avrebbe iscritto all’anagrafe il Tom Collins, con gin Old Tom e senza soda. All’inglese John, quindi, tuttalpiù il merito di aver aggiunto la soda e di aver “inglesizzato” il drink utilizzando dei più secchi London Dry. E, per chi lo gradisce una goccia di angostura, e una ciliegina al maraschino. La ciliegina sul cocktail, verrebbe da dire, perché solo John Collins ha ottenuto gli onori dell’ufficialità, con l’iscrizione nella lista dei cocktail Iba. Usa-Regno Unito: 0-1.

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