Ginabolario – Le parole del gin: GINolatria

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Buona festa della donna, ma solo se beve gin!

GINOLATRIA: Questa parola significa “Adorazione, culto della donna e di tutto ciò che è femminile”. E in occasione della festa della donna e della seconda uscita che avverrà questo giovedì della nuova rubrica The Gin Lady che sarà dedicata alle donne del gin, quale migliore parola di questa?

La donna, essere misterioso per l’altro sesso, portatrice di piacere e di dolore come nient’altro al mondo per l’uomo, si è meritata l’adorazione di alcuni a tal punto che esiste una parola per definire questo culto del genere femminile: ginolatria. E proprio la radice greca che indica la parola “donna”, traslitterata nell’italiano corrente, contiene la parola gin! Sarà un caso? Certo che sì, ma è comunque per noi un caso molto interessante!

“vorrei che la festa della donna servisse ad abbattere i pregiudizi di genere e non ad esaltarli

Bellino, solo che a me piacciono i cocktail secchi e amari

“Bellino, solo che a me piacciono i cocktail secchi e amari”

Il gin è tendenzialmente visto e trattato come una bevanda più apprezzata dagli uomini. Per attirare il pubblico femminile molti brand hanno creato versioni rosa e fruttate, dolcissime. Ciò, ve lo dico da donna, mi fa arrabbiare moltissimo! Come se i miei occhi femminili fossero subito attratti da una confezione pucciosa (farò istanza perché questa parola entri nel vocabolario, chiederò alla Crusca!) e sfavillante e giudicassi quello che bevo dal suo colore! No, le mie papille gustative prevalgono sulla fighettaggine del packaging a prescindere dal mio genere sessuale.

Una cosa che mi fa impazzire è quando vado in un bar nuovo dove non mi conoscono e chiedo un Gin Tonic secco. Puntualmente mi arriva una roba dolce e fruttata decorata con fragole e frutti di bosco. Bellino, solo che a me piacciono i cocktail secchi e amari.

Forse è anche vero che molte ragazze preferiscono questo tipo di drink, ma non sopporto il pregiudizio per il quale se sono femmina allora voglio una bevanda dolce e rosa. E vorrei che la festa della donna servisse ad abbattere i pregiudizi di genere e non ad esaltarli, come invece troppo spesso accade.

Ad ogni modo anch’io mi definirei “ginolatra”, ma non perché pratico un qualche culto della femminilità, ma perché questa parola potrebbe anche significare “adorazione del gin” e di sicuro negli ultimi tempi ho sviluppato un grande amore per il distillato di ginepro. Uno spirito che, anche se a prima vista non sembra, è complesso, proprio come una donna. Può essere delicato e floreale come una fanciulla o secco e pungente come un due di picche. Può essere caldo e speziato come una ragazza vogliosa o rinfrescante come la risata cristallina di una bambina gioiosa.

E con questa dichiarazione d’amore vi auguro buona festa della donna e God Save the Gin!!

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