4 gin per fare una bruschetta! O meglio, 4 botaniche particolari…

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Pomodoro, olive, basilico e sale: gli ingredienti ci sono tutti, basta metterli in bottigliera! Ecco i gin “gastronomici” assaggiati da The Gin Lady a RBS

Quando abbiamo visto uno in fila all’altro pomodoro, olive taggiasche, basilico e sale di Cervia abbiamo pensato, ecco gli ingredienti per farci una bruschetta alcolica! Avete letto bene, non sono i postumi del Roma Bar Show, ovvero, lo sono, ma non in senso da hang over alcolico, ma inteso come novità che abbiamo assaggiato in questa occasione. E che ci hanno colpito.

What’s your favourite?

Il buon Marco Bertoncini, guru de ilGin.it li ha riassunti sotto la dicitura di “gin gastronomici” ed è un trend a cui si stanno felicemente votando le distillerie italiane. D’altra parte, dopo aver saccheggiato l’antica sapienza di distillazione di grappe ed amari, dopo aver girato per boschi e lande impervie alla ricerca della botanica dop italiana e dei ginepri migliori del mondo, capaci di reggere anche in purezza, giustamente i master distiller nostrani hanno pensato che ciò che poteva caratterizzarci e distinguerci meglio di tutti poteva essere proprio la nostra cucina.

Ed ecco ben due gin al pomodoro, il Pomo che nasce dalla stessa distilleria sarda di Solo e Doro (ma sarà voluto Pomo e Doro?) e il Moletto. Il primo lo abbiamo assaggiato in purezza, ricordando felicemente appunto i sentori della bruschetta o della pappa al pomodoro e il secondo in un delizioso gin tonic che richiamava molto da vicino il Bloody Mary, rendendo aggraziato il mitico drink da hang over.

Poi abbiamo conosciuto da vicino Taggiasco ExtravirGin, delizioso gin in cui sono state utilizzate vere olive taggiasche fra le botaniche. La vera difficoltà in distillazione, ci hanno raccontato, è stata non farlo risultare oleoso, ma fargli mantenere le caratteristiche di un gin che appunto è fatto con le olive. Scommessa riuscita.

E ancora abbiamo finalmente conosciuto da vicino il Gin Primo, che è un simpatico ragazzotto romagnolo che ormai ha già qualche anno e che giustamente si può dire il primo gin con il sale. Di Cervia (o di “Servia” come sembrerebbe sentendo l’accento locale). Simpatico, divertente proprio perché iodato e con l’anima romagnola. Ultimamente gli hanno dato una “morosa”, ovvero la Bianchina, un’acqua tonica (non a caso China nel nome) che è destinata ad avere altre declinazioni, secondo i produttori.

Concludiamo la rassegna con il gin al basilico, di cui ne abbiamo censiti almeno due. Il più divertente era Ondina, con basilico ligure a foglia larga, balsamico al punto giusto, e una bellissima bottiglia con una presentazione del prodotto molto riviera ligure anni Sessanta. Questo gin vince il premio comunicazione a mani basse. Geniale l’idea del gin, anzi dei gin della linea 400 conigli: otto bottiglie “monovarietali”, ovvero ognuna è caratterizzata, a parte il ginepro, dall’aggiunta di una sola botanica. E c’è appunto anche il basilico.

Ecco, a questo punto manca solo il pane, ma non dubitiamo che arriverà presto anche quello!

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