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Gin Gam7.2: sette nipoti, due nonni, oltre 60 anni di storia

Vanessa Piromallo
January 21, 2021

L‘intervista di oggi ci porta a Canelli, in Piemonte, e ripercorre la storia di una famiglia che dagli anni ‘50 a oggi, attraverso le generazioni, ha portato avanti il suo lavoro nel mondo delle bevande. Oggi i nipoti dei fondatori hanno ritrovato le ricette del nonno e le hanno ricreate in chiave moderna in memoria della loro eredità e del loro territorio. Tra questi prodotti c’è Gin Gam7.2, riportato alla luce dopo 50 anni e la sua storia ce la racconta Gabriele Cerutti, uno dei sette cugini che hanno dato vita a questo progetto di recupero della memoria e del territorio tramite i distillati.

Ciao Gabriele, raccontaci chi siete, la vostra storia.

La nostra azienda di famiglia lavora nel settore delle bevande da 61 anni, è stata fondata nel 1959 dal nonno Aldo Cerutti. Nato nel 1923, è stato proprietario di un’impresa agricola e ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, durante la quale è stato prigioniero in Germania e in Prussia conquistando una Medaglia d’Onore. Nel ‘57 ha poi iniziato la sua attività con la moglie Maria e i figli Enzo, Franco e Luciano, dopo essersi trasferiti a Canelli – dove abbiamo tuttora una sede -, all’epoca zona ricca di importanti aziende di liquoristica e produttori di spumanti. Qui hanno cominciato a coltivare erbe officinali. Il ‘59 è invece l’anno in cui parte la produzione di liquori e distillati dell’azienda, sotto il nome di ILAS, ed è in quegli anni che nascono le ricette dei prodotti recentemente riproposti da noi nipoti della famiglia Cerutti: Amaro del Centenario, Gin Gam7.2, Aperilas Bitter, Limonquore e il Vermouth Bianco di Torino. Come ogni piccola azienda della zona, facevano di tutto, dalla distillazione al Prosecco.

Nel 1970 la famiglia smise di produrre liquori perché si trasferì in Liguria dove si è dedicata alla distribuzione delle bevande, attività portata avanti anche quando, nel ‘75, sono tornati a Canelli dove ha fondato La Minerale. Negli anni ’90 ha acquisito Punto Bere di Alba, azienda leader in Piemonte nella distribuzione di fusti per impianti di spillatura di birra e bevande, e si è specializzata nella realizzazione di questi impianti.

L’azienda ha continuato la sua crescita ed è stata in parte acquisita da Carlsberg che ha acquistato Bevi Srl di Mondovì, importante distributore delle zone di Asti, Cuneo, Alessandria e Torino. L’azienda è poi tornata completamente nelle mani della famiglia Cerutti e adesso ci siamo noi, io e i miei cugini, tutti nipoti di Aldo. Nel 2009 abbiamo aperto l’Enoteca a Canelli, divenuta Patrimonio dell’UNESCO, per la vendita al dettaglio di alcolici e nel 2014 abbiamo riavviato la produzione degli storici liquori e distillati di famiglia.

Come nasce Gin Gam 7.2?

Gin Gam 7.2 è arrivato nel 2018. Mio zio raccoglieva le vecchie etichette dei prodotti dell’azienda, ma la svolta è avvenuta quando finalmente, ristrutturando la casa di famiglia, ha trovato il ricettario murato in una parete assieme a una bottiglia di amaro. Ogni altra documentazione è andata perduta quindi è stato importante ritrovare il ricettario del nonno; sapevamo che lo aveva nascosto da qualche parte in casa, ma non sapendo che fosse murato lì siamo riusciti a ritrovarlo solo grazie ai lavori nella casa. Con il ricettario in mano io e i miei cugini abbiamo deciso di rivolgerci a un produttore per ricreare i liquori e i distillati storici e tra questi c’era anche il gin, quindi ci è sembrato perfetto fare anche Gin Gam 7.2 visto anche quanto è in auge oggi questo distillato.

Come è prodotto Gin Gam 7.2?

Per la produzione ci siamo rivolti a Torino Distillati, dove già facciamo il nostro vermouth, in quanto si tratta di un’azienda storica, ma vorremmo spostare la produzione presso una distilleria di Canelli con la quale stiamo già facendo alcune grappe e altri prodotti, in modo da rimanere nel territorio che per noi è fondamentale anche per quello che riguarda le materie prime.

La ricetta, basata su quella originale, è stata poi messa a punto avvalendoci della consulenza di bartender e sommelier oltre che della distilleria, in quanto dovevamo modernizzare la ricetta con i metodi di produzione attuali. La botanica principale è il ginepro, proveniente dalla Toscana, poi vi sono altri ingredienti tra cui agrumi, cannella, rosa canina e cardamomo.

Le spezie e le erbe vengono messe in infusione in soluzione idroalcolica con alcol da cereali per circa 20 giorni, poi gli infusi vengono passati attraverso a un filtro a cartoni e infine si ha una distillazione a vapore a temperatura massima di 70° per salvaguardare le fragranze degli ingredienti. Dopo un periodo di riposo in vasche d’acciaio il gin, portato a gradazione, viene imbottigliato e lasciato riposare in bottiglia per altri sei mesi prima della distribuzione in modo che i sapori si assestino alla perfezione. Questo processo è stato sviluppato assieme al distillatore in modo da ottenere la massima qualità possibile.

Due anni fa abbiamo piantato il ginepro nella nostra tenuta di Canelli così, quando sarà pronto, avremo la possibilità di usare il nostro ginepro locale, perché per noi sono molto importanti i concetti di ritorno alle origini e di territorio.

Da cosa deriva il nome Gin Gam 7.2 e come avete scelto il packaging?

Siamo 7 cugini primi e la ricetta è dei 2 nonni (7.2) e mettendo insieme le iniziali dei nostri nomi (Alessia, Manuela, Gabriele, Giuliano, Massimo, Andrea e Alessandro) si ricavano tre lettere: GAM. Così nasce il nome Gin Gam 7.2.

La bottiglia è la prima che avevamo scelto per la nostra gamma e abbiamo deciso che, per dare coerenza e contenere i costi, potevamo utilizzare la stessa tipologia per tutti. Per l’etichetta invece ci siamo fatti fare alcune prove di grafica e, come facciamo sempre, ognuno ha fatto la firma dietro a quella che preferiva e alla fine è stata scelta quella votata dalla maggioranza di noi. E’ un buon metodo che permette a turno di essere accontentati tutti senza discutere! Questa etichetta è semplice e ben visibile e riconoscibile senza fronzoli costosi quindi ci è piaciuta. Non potevamo utilizzare l’originale perché troppo antiquata nel suo stile anni ‘60-’70.

Quali sono i tuoi cocktail preferiti con Gin Gam 7.2?

Io sono molto classico: il Gin Tonic con limone e tonica Mediterranean è perfetto. Spesso utilizziamo anche la Schweppes classica perché esalta gli aromi naturali del gin senza far prevalere uno sull’altro.

Un altro cocktail che ci hanno fatto e che mi è piaciuto molto è il Negroni Pallido, con il nostro vermouth bianco e il nostro bitter:

  • 3cl Gin Gam 7.2
  • 3cl Bitter Aperilas
  • 3cl Vermouth Bianco di Torino Cerutti
  • Fetta d’arancia come decorazione

Mi è piaciuto tanto anche il Martini con l’oliva e il Vermouth Noilly Prat.

Inoltre alcuni bar con cui lavoriamo hanno fatto delle ampolle con il gin e lo servono con le ostriche, facendo mettere qualche goccia di gin al posto del limone.

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Negroni Pallido

Com’è lavorare in famiglia?

Lavorare in famiglia è una cosa bellissima! Siamo sette cugini primi tra i 30 e i 39 anni e siamo molto uniti. Gli zii e mio papà ci hanno lasciato molto spazio e libertà per muoverci nell’azienda, migliorarla a livello tecnologico, aprire l’Enoteca e creare i nuovi prodotti. Andiamo d’accordo anche perché ognuno fa il suo lavoro e tutte le decisioni le prendiamo tramite voto di maggioranza. Siamo tutti quanti cresciuti in azienda, già quando avevo 8 anni coi miei cugini andavamo a dare una mano come potevamo, per esempio sistemando i vuoti a rendere o, a 14 anni, facendo le consegne con l’Apecar.

E’ una grande soddisfazione vedere i nostri prodotti in giro portando avanti l’eredità dei nostri nonni, che hanno costruito dal nulla e continua ancora oggi. Adesso mettendo insieme i figli di tutti noi cugini sono in dieci nella nuova generazione e vedremo cosa farà!

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