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Selvatiq Beyond Gin: oltre il gin, attraverso un foraging sostenibile, per creare aromi unici

Vanessa Piromallo
January 26, 2021

Oggi vi presentiamo dei prodotti che sono veramente eccezionali, unici non solo perché si tratta di un batch limitatissimo, ma anche per gli incredibili aromi che vengono sprigionati: stiamo parlando della gamma Selvatiq di WoodLab. I primi prodotti della gamma sono Selvatiq Beyond Gin, Beyond Bitter e Beyond Vermut e i due sodati Selvatiq Mediterranean Coast Natural Fig Leaf Soda e Selvatiq Alpine Forest Natural Spruce Soda. Il metodo di creazione di ognuna di queste ricette è unico: la Master Forager Valeria Margherita Mosca si reca personalmente nella zona scelta per il progetto, in questo primo batch si tratta della Valtellina, dove sceglie gli ingredienti da raccogliere in maniera completamente ecosostenibile in modo da non danneggiare in alcun modo l’ambiente. A partire da queste botaniche raccolte WoodLab collabora con una distilleria della zona per creare i prodotti estraendo tutta la magnificenza da questi prodotti, ponendo sempre grande attenzione all’ecosistema. Il lavoro a impatto zero viene fatto anche sul packaging e in ogni aspetto della produzione. Ma l’unicità reale è data proprio da questo approccio scientifico e moderno al reperimento delle materie prime e dalle incredibili aromaticità che nascono dal blend di queste materie.

selvatiq

In Selvatiq Beyond Vermut la balsamicità di gemme di pino silvestre e foglie di timo montano si uniscono all’artemisia e si bilanciano con i toni di muschio dei coni di abete rosso e con l’acidità del vino nebbiolo per un risultato di un’eleganza unica. Selvatiq Beyond Bitter è insolito, non molto amaro, con delicati sovratoni di liquirizia donati dall’Agropyron repens che regala forti connotazioni aromatiche bilanciate dal mallo di noce e dalle foglie di Rubus. Selvatiq Mediterranean Coast Natural Fig Leaf Soda stuzzica il palato con le sue meravigliose note date dalla foglia di fico, mentre Selvatiq Alpine Forest Natural Spruce Soda rinfresca con i suoi sentori di abete rosso. Selvatiq Beyond Gin è un gin molto particolare, dove il ginepro non è preponderante, ma si fonde con le peculiari note delle botaniche selvatiche: i fiori di Tillia donano un profumo intenso e note di miele al palato, unite a quelle erbacee della salvia e a quelle floreali dei fiori di Filipendula, con una particolare speziatura quasi piccante nel lungo finale, data dalla rosa canina. 

Per raccontarvi al meglio l’approccio di WoodLab e la nascita di questi prodotti abbiamo fatto una bella chiacchierata con Charles Lanthier, co-fondatore, e con la Master Forager Valeria Margherita Mosca. Ecco a voi Selvatiq.

Valeria Margherita Mosca

Come nascono la vostra passione per questo mondo e la vostra azienda WoodLab?

Valeria: Woodlab è composta da me, che da sempre mi occupo di ricerca scientifica per l’alimentazione umana; Charles che è esperto nella promozione di prodotti sperimentali e di qualità e di industrializzazione sostenibile; e Stefano che supporta il progetto dal punto di vista della comunicazione e dello story telling. Da tutto questo nostro know how nascono i prodotti Selvatiq. Ho abbracciato questo progetto perché è una passione intrinseca anche nel mio lavoro: mi occupo di botaniche da molti anni, della loro catalogazione e analisi in qualità di nutrimento. Abbiamo cominciato a lavorare insieme a inizio 2019 e per lo sviluppo del primo prodotto abbiamo impiegato sei mesi.

Come sono creati i prodotti Selvatiq?

Valeria: I nostri spirits nascono da un processo di ricerca e osservazione dell’ambiente attraverso il quale vengono selezionati gli ingredienti: è un processo scientifico. Il primo passo è  la scelta dell’area da cui ci procureremo tutte le botaniche. Per questo nostro primo batch abbiamo scelto la Valtellina. Il passo successivo è l’esplorazione dell’area e l’analisi della sua biodiversità per capire quali specie sono esogene e quali sono ben presenti o invasive. Una volta individuate queste specie, selezioniamo tra loro quelle più affini nel blend che andremo a creare e più rappresentative. A questo punto scegliamo la distilleria vicina all’area, che possa produrre i nostri spirits.

Questo primo batch è prodotto da Francoli, che si trova a Ghemme, in provincia di Novara. Abbiamo scelto questo produttore perché è un’azienda sostenibile al 100%, senza compromessi, e lavorano le botaniche rispettandone le caratteristiche organolettiche oltre a tutelare l’ambiente. Le botaniche vengono trattate singolarmente, poi procediamo alla creazione del blend fino a trovare l’equilibrio che ci soddisfa. Per la lavorazione utilizzano alcol biologico italiano.

E’ una prassi calcolata, un processo scientifico, geografico ed esplorativo, poi abbiamo un protocollo per la produzione verso uno sviluppo sostenibile.

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Come nasce la collaborazione con la distilleria Francoli?

Charles: Ci siamo rivolti a Francoli in modo consapevole in quanto è una distilleria a impatto zero, è un’azienda etica che utilizza energia pulita e che cerca di ridurre al massimo gli sprechi in vari modi, per esempio con il riutilizzo le vinacce. Condividiamo in pieno gli stessi valori e ciò è fondamentale. Tutte le piante sono raccolte da noi con l’approccio moderno di Valeria e Francoli è stato molto colpito dal nostro progetto e dal nostro modo di lavorare quindi è nata da subito una bella collaborazione.

 

Quali sono le botaniche che tu, Valeria, hai raccolto per Selvatiq Beyond Gin?

Valeria: Questo primo batch di Selvatiq Beyond Gin è composto da botaniche particolari, quasi tutte fiorite: Fiori di Tillia, Fiori di Trifolium Pratense, Salvia Pratensis, Fiori di Filipendula Ulmaria, Cinorrodi di Rosa Canina. Il risultato è un blend che ricorda il polline fiorito e tendente al dolce nella sua aromaticità. A questo risultato contribuiscono anche le bacche di ginepro, infatti abbiamo scelto un ginepro di montagna che è molto aromatico e dolce perché raccolto all’apice della maturazione, quando è ricco di zuccheri.

Anche il packaging di Selvatiq Beyond Gin e degli altri prodotti è del tutto ecosostenibile…

Valeria: Sì, il packaging è strategico: è completamente ecosostenibile ed esteticamente studiato perché racconti il territorio e le sue botaniche. Il vetro è 100% riciclato e abbiamo studiato un sistema per non incollare l’etichetta, che è tutta in carta riciclata, così che il riuso o il riciclo risultino più semplici. L’astuccio che avvolge le bottiglie non rappresenta solamente una bella soluzione per un regalo, ma è anche biologico per evitare l’eccessivo uso di cartone e riporta tutte le informazioni riguardanti il prodotto.

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Quando ho assaggiato i prodotti Selvatiq ho pensato che fossero davvero unici e diversi dal solito, non solo perché si tratta di batch limitati, ma proprio per i sapori che incredibili che riescono a sprigionare…

Valeria: Tutti i prodotti, il vermut, il gin e il bitter, sono catalogati con questi nomi per semplicità, ma li abbiamo chiamati “Beyond” perché “vanno oltre la categoria”, se ne discostano mostrando qualità organolettiche particolari e uniche. Rappresentano per noi un modo per parlare della nostra filosofia sostenibile. Sono i nostri primi prodotti e abbiamo voluto cominciare con distillati più conosciuti in modo che fosse più semplice capirli, anche se non convenzionali, ma la nostra idea è man mano creare prodotti sempre più sperimentali. A breve comincerà la nuova produzione con prodotti di un territorio diverso, quindi la selezione delle botaniche segue lo stesso protocollo ma applicato a una nuova zona, rispettandone le caratteristiche per la sua tutela. Nello specifico il nuovo territorio è il Mincio, una zona fluviale, dove abbiamo selezionato botaniche autunnali e invernali, quindi principalmente frutta e radici. Ci sarà quindi una piccola evoluzione nel 2021 con i nuovi distillati e sodati e faremo altri prodotti analcolici.

Charles: Con i prodotti Selvatiq abbiamo creato una vera e propria esperienza: viaggiare in un habitat racchiuso nel bicchiere. Un altro elemento di unicità è la freschezza dei prodotti, data dall’uso di piante sai sapori e dagli aromi potenti, con un’ampia palette aromatica, poco comune nei gin. Da questo punto di vista abbiamo avuto un ottimo feedback da parte del pubblico che ha provato la nostra gamma.

Come vi piace bere Selvatiq Beyond Gin?

Charles: Io lo bevo liscio e consiglio a tutti di provarlo in questo modo perché si sentono gli aromi. Tutti quelli che lo hanno provato poi sono tornati, è piaciuto e abbiamo sempre avuto una bella accoglienza!

Valeria: Anche per me tutti e tre i nostri alcolici sono da provare lisci, in un bel bicchiere ampio con ghiaccio. Così si può assaporare ogni sfumatura, trovare al naso e al palato tutte le componenti aromatiche. I prodotti infatti sono davvero riconoscibili e gli ingredienti si sentono. L’assaggio liscio fa provare le stesse emozioni del camminare in un viale di tigli fioriti.

Ovviamente sono buonissimi anche il miscelazione. Nel Gin Tonic Selvatiq Beyond Gin funziona benissimo anche con le toniche più comuni proprio perché è già bello aromatico di suo. E poi ci piace creare tanti cocktail come quelli che sono nel mio libro “Wild Mixology”. Però prima bisogna provarli lisci perché è un’esperienza entusiasmante!

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