Gin David: Arte, Gusto e Bellezza made in Italy

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Due chiacchiere davanti a un gin tonic con Francesco Schenetti, uno dei creatori di Gin David, il gin che celebra la filosofia del Bello in Italia

Due chiacchiere davanti a un gin tonic si sono trasformate in molto di più di un semplice racconto sul gin, sono diventate una interessante dissertazione sull’Arte, la Filosofia, la cultura che distinguono l’Italia, e in particolare la Toscana, dal resto del mondo. Abbiamo infatti intervistato Francesco Schenetti, uno dei creatori di Gin David, un gin tutto italiano, distillato in Toscana e profondamente legato alla sua regione di origine, un gin speciale nato per rendere omaggio ad Arte, Gusto e Bellezza italiani. Gin David, prima ancora di colpire i sensi con le sue note agrumate e floreali, si distingue per la sua bottiglia unica al mondo, scolpita a riprodurre la testa del celebre David di Michelangelo. Enjoy and God Save the Gin!

Gin David celebra l’eccellenza che solo l’Italia ha saputo creare

Ciao Francesco! Partiamo dalle origine: come è nata la vostra azienda, Bonasi Brand, e come è nato Gin David?

Io e i miei soci abbiamo creato l’azienda proprio per poter dare vita a Gin David, che è il nostro primo prodotto. L’idea è nata più di un anno e mezzo fa; volevamo creare un prodotto che fosse l’emblema del made in Italy e che in particolare rappresentasse la Toscana. Volevamo che fosse legato al territorio e che celebrasse Arte, Gusto e Bellezza. Abbiamo scelto di fare un gin da una parte per via della mia passione personale dall’altra a seguito di una profonda ricerca di mercato. Io infatti sono un grande amante del gin e desideravo farne uno mio e in questo momento di grande fermento verso il mondo del gin, ma in cui ancora in Italia c’è spazio nel mercato, si è presentata l’opportunità perfetta.

Gin David

gin david

Quanto tempo ci è voluto per sviluppare Gin David dal momento che avete preso la decisione di fare un gin?

A partire da questa idea di Arte, Gusto e Bellezza abbiamo intrapreso una lunghissima ricerca per rendere il prodotto il più piacevole possibile. Abbiamo svolto numerosi test fra bartender, sommelier e amanti del gin. Dalla versione n. 1 siamo arrivati alla n. 103 prima di mettere a punto il gin perfetto. A parte le botaniche di base del gin, quelle più comuni come ginepro, coriandolo e angelica, tutto il resto è  stato frutto delle numerose prove che abbiamo svolto. Per esempio, l’idea di utilizzare il fiore dell’Iris è venuta strada facendo. Ci è voluto un lungo sviluppo perché, come spesso accade, quello che si ha in mente non è facile da far sposare con l’effettiva realtà delle cose.

 

Raccontaci un po’ come vi è venuto in mente di creare una bottiglia così tanto particolare

A dire il vero l’idea di questa bottiglia è nata ancora prima del gin e l’abbiamo brevettata tempo fa. Ci piaceva questa idea di un packaging d’impatto, che fosse fatto in Italia e che rendesse omaggio al nostro Paese e alla Toscana. Quando poi abbiamo deciso di creare Gin David i due progetti sono andati avanti di pari passo, perché è stato molto complesso mettere a punto questa bottiglia che è anche una scultura.

 

Cosa ci puoi dire di più su questo concetto di Arte, Gusto e Bellezza e di Filosofia del Bello?

I miei soci sono degli esteti, amanti del Bello in senso assoluto, alla ricerca del Bello e sono loro ad aver sviluppato questi concetti attorno al gin. Michelangelo Buonarrotti è stato un genio indomabile, che ha dato vita a uno dei più grandi capolavori della scultura del mondo, che è il David che si trova a Firenze, e con il suo impeto ha imposto una rivoluzione dei canoni estetici dell’Arte e quindi, allo stesso modo, con Gin David abbiamo voluto interpretare l’eccellenza italiana senza compromessi per dare vita a un nuovo rinascimento del gusto. La bottiglia rappresenta proprio un tributo stilistico a Michelangelo, un tentativo di esprimere la bellezza attraverso questa bottiglia-gioiello di vetro bianchissimo. Questa ambizione di scolpire un nuovo tassello nella filosofia del bello ha animato Michelangelo e ha animato anche noi, che non ci siamo accontentati di niente di meno che creare il gin italiano più pregiato, supportando i migliori ricercatori e distillatori d’Italia per compiere questa impresa, come Lorenzo il Magnifico fece con Michelangelo. Tutte le scelte che abbiamo fatto sono state spinte dall’idea del gin come opera d’arte e quindi abbiamo voluto impreziosirlo in ogni suo elemento, dalle botaniche all’alcol di base, dall’acqua al metodo di distillazione, e il tutto legando il gin alla storia, all’arte, alla cultura e al territorio toscani.

Infatti, per quanto riguarda la distillazione sono due gli elementi che rendono unico Gin David: la base di alcol di vino e l’uso del marmo bianco di Carrara. Ce ne vuoi parlare?

Dopo la distillazione della base e delle botaniche il prodotto viene filtrato. Abbiamo pensato di mettere dei blocchetti di marmo di Carrara nei filtri per dare maggiore purezza e lucentezza al gin, ma soprattutto perché è coerente con il discorso che abbiamo appena fatto riguardante Arte, Gusto e Bellezza e con il forte legame con la Toscana.  Per questo stesso motivo abbiamo deciso di utilizzare una base di alcol di vino al posto delle più classiche basi di grano, infatti la distillazione delle uve fa parte della grande tradizione italiana a cui vogliamo rendere omaggio. Qui abbiamo a disposizione materie prime di altissima qualità che danno un qualcosa di più al prodotto non solo dal punto di vista tecnico (perché la morbidezza donata al gin dalla base di alcol di vino è unica!), ma anche dal punto di vista del legame col territorio. Siamo orgogliosi di essere riusciti a mettere a punto un prodotto così coerente in tutte le sue diverse sfaccettature.

Qual è il perfect serve per Gin David?

Secondo me il perfect serve non esiste, perché i gusti di tutti sono estremamente vari, ma posso dirti come piace a me: io sono un grandissimo amante del gin tonic da sempre, quindi a me Gin David piace servito in un G&T in tumbler alto e con una tonica bella frizzante con bolla fine, magari guarnito con una scorzetta di bergamotto oppure di lime.

 

Ora una domanda personale: a parte Gin David, quali sono i tuoi gin preferiti?

Eh, una domanda difficile. Così su due piedi direi The Botanist e il Macaronesian; sono due gin che apprezzo molto.

 

Leggi la scheda di Gin David nella nostra Enciclopedia del Gin

Ringraziamo Francesco per l’intervista e consigliamo a tutti di provare Gin David! God Save the Gin… and the made in Italy!

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