Gil The Authentic Rural Gin & Gil Italian Peated: l’autentica Calabria

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Intervista a Ivano Trombino, fondatore di Vecchio magazzino Doganale e creatore di Gil The Authentic Rural Gin e e Gil Italian Peated

Abbiamo intervistato Ivano Trombino, fondatore di Vecchio Magazzino Doganale e creatore di Gil The Authentic Rural Gin & Gil Gin Italian Peated, oltre ad altri prodotti caratteristici come l’Amaro Jefferson, nominato l’amaro migliore del mondo e liquore migliore migliore del mondo nel 2018. Con botaniche calabresi e procedimenti artigianali e naturali, Ivano lavora con passione al suo progetto, senza mai fermarsi. Ci racconta la sua storia in questa bella chiacchierata.

Autenticità e territorialità

Ciao Ivano, come nasce Vecchio Magazzino Doganale?

Vecchio Magazzino Doganale è in un certo senso la mia eredità di famiglia. Dieci anni fa mio padre scoprì che il nonno, Egidio, era partito per gli Stati Uniti come immigrati e lì si era fatto una nuova famiglia. Riuscì a ritrovare questa famiglia e una delle figlie gli raccontò la storia del nonno ed è così che venne a sapere che il nonno del nonno possedeva un magazzino dove vendeva spezie. Gli archivi storici erano andati bruciati, ma scoprimmo diversi dettagli grazie alla stampa dell’epoca e quindi decisi di ricreare il vecchio magazzino in Calabria dove vendere spezie.

Quattro anni fa, a marzo 2016, decisi di creare un liquore con queste spezie calabresi e così nacque l’Amaro Jefferson, caratterizzato da una botanica propria della zona, l’eucalipto. nel frattempo scoprii che sulla spiaggia cresce del ginepro che definisco “di bassa quota”, il cui gusto ricco è influenzato dal clima marino. Decisi così di fare un gin, a partire dalla botanica: se non l’avessi trovata nella spiaggia calabrese non avrei fatto un gin, per me è stata una grande scoperta che mi ha acceso questo passione. Partiamo sempre dalla materia prima, è questo che intendo quando parlo di autenticità e territorio, infatti il gin si chiama “Gil – The Authentic Rural Gin”, autentico e rurale. Rurale perché è legato al territorio e, in fin dei conti, io sono contadino.

Come è prodotto Gil The Authentic Rural Gin?

Mi si può definire un purista. Volevo un prodotto con un abboccamento diretto, dove risaltasse la complessità degli agrumi, in particolare il bergamotto e i limoni di Rocca Imperiale, senza dare un’eccessiva secchezza al palato. Quando lo abbiamo presentato al Gin Day 2016 a Milano abbiamo avuto ottimi feedback e siamo contenti perché le vendite di Gil, Gil Peated e dell’Amaro Jefferson continuano a crescere e abbiamo anche raggiunto circa 30 paesi esteri, fra cui Canada, Australia, Svizzera Germania…

Gil è un distilled gin prodotto artigianalmente. Raccolgo io stesso le bacche di ginepro, con tutta la cura necessaria per il rispetto delle piante selvatiche e con le difficoltà relative alla spinosità del ginepro. Sono bacche particolari, grosse e con una sapidità e una viscosità peculiari. Effettuiamo un essiccazione spontanea al sole perché voglio che tutto il procedimento sia naturale. Anche la lavanda e altre botaniche sono raccolte a mano ed essiccate naturalmente. Sono poi conservate in ambiente termorefrigerato in modo che anche la conservazione sia naturale.

Ho scelto di filtrare il distillato come si faceva un tempo, con un panno di lino. Si mantengono i colori e il filtraggio è più grezzo, ma funziona perfettamente: non ho mai avuto residui in bottiglia e in questo modo il prodotto non viene snaturato, che è quello che volevo. Un metodo di lavoro semplice, come nel passato, come era in uso negli anni ‘50. Preferisco non utilizzare tecnologie particolari e tantomeno aromi e cose del genere.

Credo che sia meglio lavorare con cose reali, concrete, in modo trasparente, senza segreti, ma anche in modo semplice. Preferisco utilizzare al massimo dodici o tredici botaniche, in modo sensato, equilibrato e legato al territorio.

Come nasce invece l’idea di un gin così particolare con Gin Gil Italian Peated?

Gil Peated è stato presentato al Gin Day l’anno successivo, nel 2017. E’ l’unico gin torbato con una vera e propria affumicatura. La storia a cui mi sono ispirato per i miei prodotti è quella del Capitano Jefferson e del suo medico di bordo Gil e avevo letto che Gil faceva impacchi di calore alla schiena al Capitano per alleviare i dolori. Successivamente ho scoperto che un medico toscano di fine ‘800 venne incaricato di analizzare il territorio calabrese e scrisse della torba della Sila che aveva trovato. Questa storia mi colpì particolarmente e così cominciai a fare tentativi con la torba. Ho trovato il terreno combustibile in Calabria, molto diverso da quello scozzese, ma mi ha permesso di ottenere quello che volevo per il mio nuovo gin. Nei miei studi ho scoperto che in Italia esistevano molte torbiere ma ora sono quasi tutte in disuso. Anche in questo caso sono partito dalla materia prima, altrimenti non mi sarei avventurato in queste acque.

Con Gil Italian Peated ho voluto fare un po’ il verso ai gin stranieri, specificando che si tratta di un torbato italiano nell’etichetta, ma mettendovi una rappresentazione del Big Ben. Per me è molto importante che il gin italiano venga conosciuto e rispettato all’estero e penso che se tutti noi produttori riuscissimo a fare sistema assieme potremmo davvero ottenere tutta la visibilità che meritiamo anche in questo campo ancora non abbastanza conosciuto del Made in Italy.

Come mai hai scelto la storia del Capitano Jefferson e del Dottor Gil per il tuo brand?

Perché si rifà a elementi reali. Tre marinai lavoravano al Vecchio Magazzino Doganale e Gil era il medico di bordo della nave e mi piaceva sia il nome sia la storia. Così mi piace raccontare la leggenda per cui tutto iniziò a fine Ottocento, quando una nave partita dal porto di Panama con un carico di alcool da canna da zucchero naufragò sulle coste della Calabria. Gli unici sopravvissuti furono il Capitano Jefferson, il navigatore Roger e il medico di bordo Gil ed essi trovarono rifugio presso il Vecchio Magazzino Doganale, il negozio di spezie e liquori gestito da Raffaele Trombino. Lì iniziarono a produrre liquori utilizzando il patrimonio botanico della Calabria, territorio di cui si innamorarono follemente, e nel 1871 nacque la ricetta dell’Amaro Jefferson.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per quello che riguarda nuovi prodotti sto cercando di avviare un  nuovo progetto con una tipologia di ginepro più comune che cresce nel Parco del Pollino. Ho anche appena lanciato Dopolavoro, aperitivo classico italiano pronto da bere.

Per quel che riguarda l’azienda invece a breve inaugurerò il giardino botanico aprendolo ai visitatori ai quali, su prenotazione, voglio far provare l’esperienza di creare le proprie tinture naturali con le erbe.

Un altro progetto imminente è quello di utilizzare il QR Code sulle bottiglie per permettere l’accesso a contenuti come per esempio video che mostrano la coltivazione e la raccolta delle botaniche nei periodi dell’anno.

In contemporanea porto sempre avanti la mia missione di portare l’italianità fuori dai confini facendo conoscere i gin italiani all’estero.

Negroni del Dottore (di Domenico Dragone)

Quali sono i tuoi cocktail preferiti con Gin Gil?

Con Gil Gin il mio cocktail preferito è il Gin Fizz perché con il limone sta benissimo. Amo tantissimo anche il Tonico Rurale:

  • 4,5cl di Gil The Authentic Rural Gin
  • 1,5cl di Bergamotto Fantastico
  • Qualche goccia di Jefferson Tintura Importante
  • Colmare con acqua tonica

Da preparare direttamente nel bicchiere Collins pieno di ghiaccio e decorare con una scorza di limone.

Mi piace bere classico. Mi piace anche il Martini con la nostra salamoia artigianale delle olive calabresi.

E i tuoi cocktail preferiti con Gil Gin Italian Peated?

Il mio preferito è il Negroni del Dottore:

  • 1,5cl di Roger – Tenere Sotto Banco
  • 1,5cl di Jefferson Amaro importante
  • 3cl di Frack Amaro Serale
  • 2cl di Gil Gin
  • 1cl di Gil Gin Italian Peated

Da preparare direttamente nel tumbler basso con ghiaccio e guarnire con una fettina d’arancia.

Un altro che amo molto è La Penicillina, anche di questo si trova la ricetta sul sito di Vecchio Magazzino Doganale. E’ un twist sul Penicillin Cocktail con Gil Torbato italiano al posto del whisky torbato. Tutte queste ricette sono state create da Domenico Dragone.

Il torbato poi mi piace anche moltissimo liscio, fresco di frigorifero. Perfetto per accompagnare le lunghe fumate. Non ha invecchiamento, ma dà piacere come il whisky, però bisogna essere abituati a quel sapore, è un prodotto che deve essere comunicato bene.

Leggi la scheda tecnica di Gil Gin  Vai alla scheda di Gil Peated

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