Un gin che ha il DNA del mare e del vulcano: Gin Ionico

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Gin Ionico, il gin siciliano che prende vita dal mare con il suo profumo di sale e dal vulcano con la sua acqua e le arance…

È nato da meno di un anno, ma ha già conquistato i locali più rappresentativi della Sicilia e non solo: è Gin Ionico, un vero e proprio concentrato di sicilianità. Il suo nome evoca i sentori di quel mare dal quale trae la sua particolare salinità, che è solo uno degli elementi che lo contraddistinguono insieme ad altri, tutti rappresentativi di un’isola ricca di gusti unici e profondamente mediterranei. Per scoprire i segreti di questo distillato capace di rappresentare al meglio la terra dalla quale nasce abbiamo parlato con Giuseppe Pistone, cofondatore del liquorificio Fratelli Pistone, che ne è il fiero produttore.

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Giuseppe, parliamo della storia della vostra azienda, il Liquorificio Fratelli Pistone.

La storia inizia nel 1998 alle pendici dell’Etna: è lì che ha sede la nostra azienda. Fin dal principio il nostro filo conduttore è stato quello di fare tesoro delle materie prime del nostro territorio, in particolar modo gli agrumi. Per i primi dieci anni abbiamo prodotto infusi destinati ad altri liquorifici, poi abbiamo iniziato a sperimentare, a studiare come l’infuso abbinato a note amaricanti possa dare vita a prodotti innovativi capaci però di mantenere un’anima tipicamente siciliana. Tre anni fa abbiamo iniziato a produrre distillati e a dicembre 2019 abbiamo presentato ufficialmente la nostra ultima novità, Gin Ionico.

Gin Ionico e il vulcano (Foto: Giuffrida Concetta)

La vicinanza dell’Etna incide sul carattere del Gin Ionico?

Certo, incide molto. La presenza del vulcano lascia il segno su tutta la natura circostante. L’influenza dell’Etna si sente sicuramente nell’acqua utilizzata per produrre il nostro gin, che sgorga da una sorgente locale e poi viene microfiltrata. L’impronta del vulcano c’è anche nell’arancia, che è una delle botaniche presenti nel Gin Ionico, e noi di famiglia abbiamo sempre avuto agrumeti: le nostre sono arance pigmentate, impropriamente chiamate arance rosse, e tra gli aromi racchiusi nel Gin Ionico rappresentano una nota importante, che si sente. É proprio dalle arance, dalla nostra storia di famiglia legata agli agrumeti, che arriva l’ispirazione per i nostri prodotti, Gin Ionico compreso.

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Raccontaci come viene prodotto il vostro gin.

Noi in azienda abbiamo soltanto un piccolo distillatore, quindi abbiamo optato per la produzione di un cold compound. D’altro canto il London Dry al giorno d’oggi deve confrontarsi con un buon numero di cold compound con caratteristiche diverse, molto più aromatici, un universo variegato e decisamente interessante. Nel Gin Ionico le botaniche che emergono di più, oltre all’arancia come dicevo prima, sono il ginepro, il cardamomo e i fiori di zagara, la cui delicata raccolta avviene a maggio ed è seguita dall’infusione. Una delle caratteristiche più particolari di Gin Ionico, al di là delle botaniche, è sicuramente l’intenso profumo di sale che deriva dall’inserimento di una soluzione idrosalina a base di sale e acqua di Sicilia nella diluzione alcolica.

Cosa ami di più di Gin Ionico?

Si tratta di un gin un po’ estremo e molto complesso, con un fortissimo DNA siciliano: le arance, i fiori di zagara, l’acqua proveniente dall’Etna e il sale anch’esso siciliano gli donano un carattere fortemente radicato al territorio. Infatti una cosa di cui io sono profondamente convinto è questa: il suo connubio perfetto non è con la tonica bensì con la gazzosa siciliana, composta da limone, soda e zucchero.

A riprova della sua anima siciliana! Un prodotto con un carattere così speciale in che altri modi si presta alla miscelazione?

Si presta molto bene, ma è un gin che va spiegato, come ogni prodotto particolare. Noi lavoriamo molto con gli opinion leader, che sono i barman; da parte loro vedo grande entusiasmo nell’affrontare la miscelazione, sono anche propositivi nel dare consigli, soprattutto i più giovani. Ci tengo molto a spiegare Gin Ionico a chi deve utilizzarlo nella miscelazione: è fondamentale perché possa far sì che il carattere del gin si esprima al meglio. Ad esempio, è perfetto per preparare uno splendido Negroni, ma il risultato che ne deriva è decisamente diverso rispetto all’originale. Anche le proporzioni per ottenerlo sono un po’ differenti rispetto al Negroni classico: è necessario quindi che il barman sappia prepararlo in maniera corretta e che il cliente sappia che si troverà a degustare un drink diverso dal solito. Anche su twist di Bloody Mary funziona benissimo, ma, di nuovo, il barman che lo prepara deve conoscere a fondo il prodotto per bilanciarlo correttamente.

Quali considerazioni puoi fare sul lockdown causato dal Covid19 rispetto a Gin Ionico?

Gin Ionico è stato presentato ufficialmente a Dicembre 2019 e pochi mesi dopo tutto si è fermato, ma adesso stiamo riprendendo con rinnovato entusiasmo laddove eravamo rimasti, e i riscontri da molti locali non mancano come non manca a noi l’ottimismo né il fatto di credere nel nostro prodotto, che è un omaggio agli aromi e ai profumi della nostra terra!

Vai alla scheda di Gin Ionico nell’Enciclopedia del Gin
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