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Gin Mazzetti: storia e territorio nella miscelazione moderna

Vanessa Piromallo
January 15, 2021

Vi presentiamo oggi Gin Mazzetti insieme a Luca Bonsignore, Responsabile Vendite Italia della distilleria Mazzetti d’Altavilla, storica eccellenza del Piemonte che nel tempo ha saputo conservare la propria tradizione e identità rimanendo sempre al passo con le nuove generazioni. Dalla bottiglia azzurra come il ghiaccio delle Alpi al gusto fresco, scopriamo i segreti di questo gin piemontese.

gin mazzetti

Qual è la storia di Mazzetti d’Altavilla?

La distilleria Mazzetti d’Altavilla nasce nel 1846 in Monferrato e ha sede ad Altavilla, sulle colline piemontesi che sono diventate nel 2014 patrimonio dell’UNESCO. La filosofia dell’azienda ha sempre avuto come base un forte legame col territorio, scegliendo sin da subito di distillare vinacce della zona per la produzione delle nostre grappe, valorizzando in questo modo il territorio piemontese. Questa filosofia continua ancora oggi: un esempio è la linea di grappe “Radici”, che si può ben definire a chilometro zero in quanto basata su tre vitigni autoctoni delle colline che sorgono nelle immediate vicinanze di Altavilla Monferrato.

Mazzetti d’Altavilla nasce come distilleria di grappe, ma già nella prima metà del ‘900 Felice Mazzetti, rappresentante dell’allora quarta generazione dei grappaioli Mazzetti, aveva cominciato ad ampliare la gamma dei distillati iniziando a produrre acquavite di vino – una sorta di “Cognac” italiano, oggi noto nella sua forma invecchiata come Brandy Italiano. Tuttora la Collezione Mazzetti presenta cinque tipologie di invecchiamento che si differenziano per durata. Intorno agli anni ‘60 inizia anche la produzione liquoristica (ad esempio il liquore Sassolino) e poi quella di altri distillati come il Gin, lanciato per la prima volta negli anni ‘70. La produzione del Gin è stata poi dismessa nel corso degli anni, quando questo distillato aveva perso la sua fama, fino a quando abbiamo deciso di ricominciare la produzione due anni fa, modificando l’etichetta in quanto l’originale era ancora grezza con richiami al gin inglese come era tipico in quegli anni e migliorando la ricetta grazie alle tecnologie moderne.

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Come mai avete deciso di ricominciare la produzione del gin?

L’idea di proporre un Gin sul mercato ha iniziato a prendere forma nel 2016 insieme alla settima e giovane generazione della Famiglia Mazzetti composta dalle tre sorelle Chiara, Silvia ed Elisa.

Noi lavoriamo principalmente con le enoteche e con il mondo della ristorazione e volevamo avvicinarci di più anche al mondo della mixology, ma è chiaro che l’immagine del nostro Gin strizza l’occhio anche alle prime due realtà. In primis abbiamo avviato un’analisi di mercato e di conseguenza la ricerca del tipo di gin che potevamo proporre coerentemente con la filosofia dell’azienda. La decisione finale è stata di non inventare una nuova ricetta, ma di rivalorizzare quella già esistente, peraltro legata agli ingredienti del territorio oltre che alla nostra storia. Poiché era semplicemente denominato “Gin London Dry”, abbiamo scelto di affiancargli il nome della distilleria ed è così nato Gin Mazzetti. In questo modo il Gin è entrato a far parte della linea Original lanciata nel 2018 la quale comprende spirits che riportano in auge le ricette già create in passato. Fra queste annoveriamo l’Amaro Gentile, l’Amaro Forte (forse il più rappresentativo nella storia di Mazzetti), il Bitter e i neonati liquore “Limone” e “Liquirizia”. “Original” ci ha permesso di avvicinarci ad un pubblico più giovane e a far conoscere alle nuove generazioni anche le nostre tradizioni grappaiole.

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Quali sono le botaniche di Gin Mazzetti?

Come da ricetta storica, fra le botaniche troviamo la scorza di limone. Originariamente questa proveniva totalmente da limoni del Lago Maggiore e oggi a questa fornitura regionale si affianca anche una partita di scorze di limone calabrese. Al naso sono proprio le note agrumate del limone a spiccare, mentre al palato è ben presente all’inizio il cardamomo, successivamente emergono le note balsamiche della menta piperita unitamente a quelle di ginepro. Sul finale emerge l’altra botanica chiave: il pepe nero con le sue note “pizzicanti”. Salvia, rosmarino e coriandolo supportano la struttura del Gin e ne accentuano la freschezza con le loro note erbacee.

Il ginepro del ricettario originale era quello alpino della Val di Susa così come piemontesi erano salvia, rosmarino, menta piperita, facilmente reperibili in zona. Ancora oggi un occhio di riguardo viene rivolto verso fornitori di botaniche regionali.

Come è prodotto Gin Mazzetti?

Per la produzione di Gin Mazzetti utilizziamo il nostro alambicco pot still che permette di suddividere le botaniche a seconda della tipologia per ottenere il meglio dall’estrazione degli aromi tramite la distillazione. Si tratta di un Gin London Dry, quindi quest’ultima è one shot, si ha cioè un unico processo di distillazione con tutti gli ingredienti in presenza.

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Come avete scelto il nome, il packaging e l’etichetta di Gin Mazzetti?

Cominciamo dal nome: ci siamo scervellati per crearne uno ex novo e poi… abbiamo pensato che il nome siamo noi! Facciamo parlare il prodotto! La maggior parte dei nostri assaggiatori l’avevano apprezzato e quindi era giusto lasciare che fosse il gusto del gin ad esprimersi. Inoltre nessuno dei nomi che erano stati presentati dall’ufficio dedicato era calzante e così, dopo l’Amaro Gentile e l’Amaro Forte, il Gin e il Bitter sono stati chiamati Mazzetti.

Anche la ricerca del packaging giusto è stata molto lunga e per dare coerenza alla linea Original abbiamo scelto di utilizzare sempre lo stesso formato della bottiglia, chiamato “Antica Farmacia”, colorando il vetro con la tecnica della sabbiatura scegliendo un colore dedicato per ogni prodotto. Il Gin è azzurro non certo per il mare come a volte alcuni pensano, ma perché per noi ricorda i ghiacciai e quindi rappresenta la parte alpina del Gin, che non è estremizzata nel gusto ma è certamente presente.

Infine abbiamo scelto un tappo in legno per dare prestigio alla confezione; un tappo versatore perché il collo della bottiglia è grande e quindi così è più comodo versare il liquido utilizzando la chiusura originale.

Per quel che riguarda l’etichetta abbiamo preferito mantenerla il più pulita possibile in modo che, anche grazie alla colorazione, fosse ben in evidenza il nome Gin Mazzetti e la dicitura London Dry Gin.

Quali sono i tuoi cocktail preferiti con Gin Mazzetti?

Prima di tutto il Gin Tonic! Gin Mazzetti funziona bene anche con le toniche aromatiche, meglio se non troppo zuccherate. A me piace molto con la Fever Tree “Indian”, ma è apprezzato da tanti anche con la “Mediterranean”. Collaboriamo inoltre con un’azienda storica piemontese del beverage, Baladin, la quale produce anche acque toniche: fra queste ultime consiglio la tonica al fieno, le cui componenti erbacee si sposano bene con le parti agrumate e speziate di Gin Mazzetti.

Suggerirei di provare Gin Mazzetti anche nel Gin Fizz e in generale in cocktail che ne valorizzino la parte agrumata e/o la parte speziata.

Per sviluppare nuove ricette ci avvaliamo della collaborazione di bartender riconosciuti a livello nazionale come Luigi Barberis e Maurizio Sironi, peraltro entrambi piemontesi.

Invito le barladies e i barman che avranno piacere di utilizzare il Gin Mazzetti a farci pervenire le loro creazioni per poterle estendere al nostro pubblico di estimatori.

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