Tiramisù fichi, noci e gin

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Un corso per preparare il dolce più amato d’Italia e scoprire come aggiungere nella ricetta lo spirit preferito dai gin lover: ecco la ricetta del tiramisù fichi noci e gin

Anche quando apparentemente il gin non c’entra affatto la vostra Gin Lady trova il modo di farcelo entrare, chiedendo all’esperta come inserirlo nella ricetta. Ma andiamo con ordine. Qualche mese fa nel quartiere Prati a Roma, a due passi dalla fermata di metropolitana di Lepanto è nata una vera e propria boutique del tiramisù dall’unione di forze di tre giovani amici: la chef pasticcera Giacinta Trivero, Luca Cuniolo e Luca Fiore. Tutto è rosa e allegro e la particolarità, oltre agli ottimi tiramisù, è che qui si fanno anche corsi per imparare a prepararlo a casa. In versione “for dummies” per gli stranieri, ai quali è d’obbligo insegnare anche come fare il caffè, più per esperti per gli italiani, i quali sotto la guida della chef si cimentano sia nella ricetta classica che in una creativa. E la vostra Gin Lady lo ha fatto per voi, chiedendo immancabilmente alla chef come aggiungere il suo amato gin nella ricetta. Ma partiamo appunto dalla ricetta universale.

Tiramibloom

Per la crema: 500g di mascarpone, 2 uova freschissime, 100g di zucchero
12 savoiardi
bagna
garnish
Per capirci, per il classico tiramisù ci mettiamo la bagna al caffè e la spolverata di cacao in chiusura. E per il creativo? In occasione di questo corso abbiamo sperimentato quello ai fichi e noci, ma come ha spiegato la Trivero, le regole per l’aggiunta della frutta sono le medesime per qualsiasi variante:

Giacinta Trivero

nella crema al mascarpone bisogna aggiungere 2 cucchiai da tè di confettura/marmellata di frutta e una granella fine della frutta secca scelta, che stia bene in abbinamento il frutto protagonista del tiramisù. Il garnish ovviamente riprenderà entrambi, ovvero la versione fresca della frutta in questione e un tocco di quella secca. La bagna inoltre deve essere coerente: per esempio va bene il succo della frutta stessa, ovvero come abbiamo fatto in questo esperimento, un’infusione delle foglie di fico spezzettate, 3-4 per litro d’acqua con 50g di zucchero.

A questo punto è scattata la domanda: e se voglio aggiungere il gin? La regola aurea della Trivero è che l’alcol va aggiunto al 10% rispetto alla quantità della bagna, quindi su 10 parti d’acqua, una d’alcol. Fermo restando che bisogna sempre assaggiare, sia che si voglia osare un po’ di più con l’alcol sia per scegliere il distillato giusto. E nel caso del gin e di tutte le possibili varianti date dalle botaniche non è scelta facile…

Comunque, ho provato per voi: con questa variante fichi e noci un tocco di gin ci stava più che bene. Ho messo il Bombay Sapphire che con le sue note speziate ha dato un quid in più.

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