Singapore Sling: un sorso di Oriente a base gin

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Il ricordo di un viaggio in terre lontane, con un passaggio per il prestigioso Hotel Raffles e il suo bar coloniale dove servono Singapore Sling

Una chiacchiera con un’amica che mi dice che è in partenza per Singapore e subito la mente va all’hotel Raffles e al Singapore Sling. È il ricordo più nitido di questa città estremamente moderna, dove in fondo c’è più da vivere che da vedere. Si vivono emozioni come il camminare nelle strade pulitissime, mangiare una cucina cinese raffinata, frequentare alberghi e centri commerciali di gran lusso e avere un’esperienza da colonialisti del ventunesimo secolo, appunto all’hotel Raffles.

Il Singapore Sling fu inventato per permettere alle signore di bere alcolici senza farsi notare

Raffles Hotel

Raffles Hotel

Simbolo di una Singapore che fu, questo raffinato hotel è uno degli edifici più antichi e intatti della città, datato 1887 e diventato monumento nazionale. Qui vissero Somerset Maugham e Rudyard Kipling e soggiornarono altri ospiti vip come Ernest Hemingway, Charlie Chaplin, Ginger Rogers. L’hotel Raffles racconta i tempi degli antichi commerci coloniali, delle signore imbellettate che prendevano il tè nelle sue sale, mentre i mariti con il panciotto trattavano i loro affari. Singapore era colonia inglese e quindi il gin, ça va sans dire, era uno degli alcolici più apprezzati.

Le signore, tuttavia, ai primi del novecento non potevano bere in pubblico e dovevano accontentarsi di tè e succhi di frutta, quando si incontravano nelle hall di alberghi come questi, veri e propri crocevia dell’aristocrazia locale, dove si svolgeva la vita sociale dei coloni.

La storia racconta che nel 1915 il barman Ngiam Tong Boon, pensando proprio a loro, inventò un drink dal colore fra il rosso e l’arancione e tutto l’aspetto di un drink analcolico, per ingannare l’occhio ma non il gusto. Lo chiamò Singapore Sling e la ricetta, come è stata tramandata e riconosciuta dall’Iba, è la seguente: 3 cl di gin, 1,5 cl di Heering Cherry Liqueur, 0,75 cl di triple sec, 0,75 cl di benedictine, 1 cl di granatina, 1,5 cl di succo di lime, 12 cl di succo d’ananas, uno spruzzo di angostura. Ma è la sua presentazione allegra e il sapore di terre lontane che lo ha fatto diventare un pezzo della storia della miscelazione.

Ecco, mentre quell’amica nominava Singapore è una sensazione che mi è tornata in mente. D’altra parte lo sling è sì un miscelato fresco a base di gin, ma in inglese vuol dire anche catapulta. Ecco, basta un nome per sentirsi catapultati dall’altra parte dell’oceano, seduti su una poltrona di pelle d’epoca in un’ambientazione retrò, con un Singapore Sling fra le mani e tutto il sapore dell’Oriente nelle papille gustative. Un’esperienza da fare. E da rifare.

N.B. Raffles è una catena di alberghi e si può sorseggiare un Singapore Sling certificato in tutti gli hotel del gruppo. Tuttavia, farlo nel luogo in cui questo drink è nato è tutta un’altra cosa.

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