Ginabolario – Le parole del gin: GINgillo

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Ci stiamo solo gingillando con la moda del gin? Non credo proprio, una volta giners lo si rimane per sempre!

GINGILLO: Gingillo è una parola che mi piace, con il suo suono allitterante e tintinnante. E’ una di quelle parole che a mio avviso rende bene il suo significato quando la si pronuncia nonostante non sia tra le parole più comuni.

Con “gingillo” si indica “qualsiasi oggetto di scarsa o nessuna utilità, motivo di trastullo o perdita di tempo”, mentre il verbo gingillarsi significa “giocherellare, trastullarsi con gingilli, perdere il tempo in cose di poco conto”. Forse io, come tanti altri, mi gingillo solo con il gin, ma in verità non penso affatto di perdere il mio tempo. Il gin è più di una passione, è il mio lavoro, è un elemento portante dell’economia di molti paesi, è l’investimento su cui in tanti hanno deciso di puntare, scommettendo contro il fatto che costituisca solamente una moda passeggera.

La passione per il gin è momentanea? E’ un GINgillo?

La Copa Balon, il bicchiere preferito dalla Spagna per un ottimo gin tonic

La Copa Balon, il bicchiere preferito dalla Spagna per un ottimo gin tonic

Credo fermamente che il gin ormai stia entrando trasversalmente nella cultura di tantissimi Stati. Non si ferma in Inghilterra, dove è già culturalmente innestato ormai da secoli. E nemmeno in Olanda e in Belgio, dove il Genever sta seguendo beneficiando dell’ondata positiva che il gin ha portato al business dei distillati a base di ginepro. Il gin ha toccato nel profondo la Spagna, dove la moda estiva del Gin Tonic nella copa Baloon si è trasformata in un fenomeno a livello mondiale. Nelle Filippine c’è un consumo di gin pro capite superiore a quello di tutti gli altri paesi, ma la produzione rimane prevalentemente interna. Negli USA i cocktail a base di gin continuano a spopolare, c’è un vero e proprio ritorno al bartending classico degli anni ‘20 e degli anni ‘50: Martini, Negroni e compagnia bella sono tra i più cool del momento. La Germania e l’Italia hanno dato il via a una produzione locale senza precedenti, ma anche il lontano Giappone non scherza affatto e anche se per il momento in Oriente le distillerie di gin sono poche, il numero è destinato a crescere. Inoltre i mercati orientali sono il nuovo target favorito dei brand che vogliono espandere globalmente la propria presa.

Un gingillo dunque? Questa volta no. Anche se “gingillo” contiene la parola “gin”, questa volta i due non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro. I master distiller che si trastullano, si gingillano con le botaniche con le quali sperimentare creano prodotti dal valore inestimabile. Altro che gingillarsi quindi, la loro passione alimenta la novità, la varietà e l’innovazione che caratterizzano il poliedrico mondo del gin e noi siamo grati a questi geni della distillazione.

Magari alcuni dei nostri lettori si stanno dilettando nell’approfondire la loro conoscenza sui white spirits e si gingillano e bastano, ma l’entusiasmo che circonda questo business fa sì che ciò che per molti parte come puro passatempo, spesso si trasforma in qualcosa di molto di più.

No, giners, non stiamo perdendo tempo, perché siamo parte di una comunità meravigliosa e di portata mondiale. Enjoy and God Save the Gin!

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