Ginabolario – Le parole del Gin: GINocchio

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Il gin finirà in ginocchio? La nostra scommessa è che non accadrà!

Ginocchio: Un’espressione molto comune è “finire in ginocchio” per indicare una persona che è messa talmente male, che è sopraffatta dagli eventi o alla quale è accaduto qualcosa di talmente brutto, che difficilmente riuscirà a riprendersi, a rialzarsi. Spesso si usa per qualcuno che ha perso tutti i soldi ed è disperato.

Cosa ha a che fare col gin? Beh, speriamo nulla! In tanti si chiedono se questo business del gin finirà in ginocchio passata la moda. Già più volte ho sostenuto che non credo affatto sia così. Certamente non tutte le aziende sopravviveranno, non tutti i prodotti potranno mantenere il proprio successo se non saranno in grado di continuare a distinguersi dalla massa. C’è chi parla di mercato già saturo e c’è chi dice che al contrario questa continua produzione aiuta ad autoalimentare il sistema facendo sì che il gin rimanga sempre in vista.

Il mondo del gin è legato a una moda?

Il mondo del gin finirà in ginocchio? Noi scomettiamo di no

Il mondo del gin finirà in ginocchio? Noi scomettiamo di no

Certo è che alcuni paesi, per primo il Regno Unito, continuano a investire nell’export del gin. Certo che è che molte distillerie continuano a investire nella produzione di nuovi gin, sperimentano e promuovono iniziative per dare sempre più lustro a questo distillato.

La nostra sfida a chi sta aspettando che il gin finisca in ginocchio è questa: guardate e imparate! Il rum ha avuto il suo momento, ma non c’è mai stata innovazione e la moda è finita. Ora vanno tanto tequila e mezcal, ma anche loro se non sapranno continuare a proporre cose diverse non dureranno più di qualche stagione se va bene. La vodka ci sta provando ad imitare il successo del gin, ma l’impressione che ho avuto fin’ora è che solo Grey Goose ci stia riuscendo bene, anche se i brand storici come Absolut ci stanno provando a creare nuovo movimento attorno alla vodka. Il whisky, anche se non è così mainstream come altri prodotti, non crollerà tanto facilmente perché c’è uno zoccolo duro di consumatori e tutto un immaginario meraviglioso dietro ad esso che ne assicura la longevità.

Il gin sta cercando di fare lo stesso ed è sulla buona strada. L’innovazione, la ricerca, la raffinatezza di certi prodotti, la cura nell’arte dell’invecchiamento di altri faranno sì che anche il gin smetta di essere per tutti la schifezza che costa poco in discoteca e che entri a tutti gli effetti nel rango degli spiriti più “nobili”, nel senso che il grande pubblico lo percepirà come tale.

La sua forza è l’unione fra tradizione e modernità. La sua sfida è diffondere nel mondo una nuova immagine di sé. La nostra scommessa è che non finirà in ginocchio. E per sempre, God Save the Gin!

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