Curiosità

La grande burla del John Collins

Marco Poggioni
June 13, 2024

Ma tu la sai la "vera" storia del Tom Collins? O John Collins? Scopriamo oggi la grande burla e il grande mistero...

Il John Collins si è riproposto prepotentemente in voga negli ultimi anni, uno dei pilastri della storia dei drink, la cui ricetta risale al 1800. Una limonata al Gin, un cocktail semplicissimo, ma che grazie al suo sapore fresco e aromatico è diventato un classico. Il primo a pensarla così, pur riconoscendo di trovarsi di fronte ad una icona della miscelazione classica, è sicuramente David Embury, scrittore dalla penna dissacrante ed ironica. Nella sua pietra miliare “The fine art of mixing drinks” del 1948, liquida in maniera lapidaria il drink e lo definisce “una limonata fatta con acqua ed addizionata di gin”.

Diciamo subito, per fugare ogni dubbio, che John Collins e Tom Collins sono praticamente uguali, stessa ricetta e stesse dosi, cambia solo il tipo di gin impiegato, che nel Tom Collins è l’Old Tom Gin. Entrambi fanno parte della grande famiglia dei Collins, un tipo di cocktail preparato direttamente nel bicchiere con distillato, succo di limone, sciroppo di zucchero e soda. Attenzione a non confonderli con i Fizz, soprattutto il Gin Fizz, uguali nella composizione, ma che vengono prima agitati nello shaker.

La storia dei due cocktail è ricca di aneddoti, tra cui quello più famoso, ma messo in discussione, narra che il John Collins sia stato inventato da un tal  J. Collins, capo cameriere del Limmer’s Old House, un famoso pub di Londra. Altre versioni invece portano Oltreoceano, dove le spiegazioni sul nome non sono legate al suo creatore ma a quella che fu definita The Great Tom Collins Hoax, ossia il grande inganno. Da fonti giornalistiche dell’epoca sappiamo che a quel tempo dire “Hai mica visto Tom Collins?” significava parlare di una cosa che non esisteva, priva di fondamento. Questo modo di dire nacque nel 1874, a seguito di una colossale burla organizzata dal New York Herald che pubblicò un articolo in cui si invitava la popolazione a fare attenzione poiché dallo zoo erano fuggite decine di belve feroci. Il giornalista che firmò l’articolo si chiamava Tom Collins. Nemmeno a dirlo, nei giorni successivi l’Herald affermò che non aveva mai avuto il signor Collins alle sue dipendenze.

Da questo prese spunto un ulteriore burla legata al personaggio immaginario di Tom Collins: si diceva ad un amico che un tale Tom Collins, uomo dubbio e arrogante ma potente, avesse parlato male di lui o che dovesse dirgli cose riservate. L’appuntamento era in un bar e, quando veniva chiesto al barman se ci fosse un Tom Collins, non si riceveva alcuna risposta. E da lì prese spunto la nascita del cocktail che veniva servito all’ignara vittima dello scherzo, affermando che l’unico Tom Collins del bar fosse quello. Ma la scarsità di prove a disposizione su questa tesi potrebbe far pensare che tutto questo sia uno scherzo nello scherzo.

La ricetta del John Collins, ingiustamente snobbata

  • 4,5 cl gin
  • 3 cl succo limone
  • 1,5 cl zucchero
  • 6 cl soda
  • ciliegia al maraschino
  • scorza di limone
  • ghiaccio

L’impostazione gustativa del cocktail e la semplice miscelazione nel bicchiere non ne hanno fatto per anni un drink di successo dietro al banco. I barman spesso gli preferivano il Gin Fizz che, pur avendo i medesimi ingredienti, permette una parentesi coreografica con la shakerata. Questo per ricordare quanto sostenuto nel 1936 da Elvezio Grassi, secondo il quale se un cocktail non era agitato era un semplice miscuglio di ingredienti. 

La preparazione infatti prevede il solo rimescolamento degli ingredienti all’interno di un tumbler alto riempito di ghiaccio (mi raccomando di freddare bene il bicchiere prima di preparare il drink), come si conviene al servizio di un punch. A differenza del Fizz, oltre alla fetta di limone, la decorazione prevede una ciliegia al maraschino, una probabile aggiunta postuma che non ha riscontri sui testi storici.

Un Collins nella suo caratteristico bicchiere

La famiglia Collins

Oltre a Tom e John, sono tanti i Collins, ma il resto della famiglia gioca soprattutto sulla base alcolica:

  • Capitan Collins – whisky canadese
  • Colonel Collins – bourbon
  • Joe Collins – vodka
  • Pepito Collins – tequila
  • Pierre Collins – cognac
  • Pedro Collins – rum bianco

 

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