Boigin Saffron: la Sardegna in tutto il suo splendore in un gin eccezionale

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Un gin unico in grado di esprimere il territorio della Sardegna come non mai: vi raccontiamo Boigin Saffron con zafferano DOP

Con il giornalista Francesco Bruno Fadda vi abbiamo parlato di recente della sua meravigliosa creatura, Gentù Porto Cervo Dry Gin, ma, collaborando con la distilleria Silvio Carta, Francesco ha dato un prezioso contributo anche a un’altra ottima ricetta di un gin unico e dai tratti gastronomici, Boigin Saffron. L’unico gin distillato con zafferano DOP di Sardegna, Boigin Saffron è diventato di recente un mio compagno di aperitivi e food pairing, quindi è con grande piacere che ve lo racconto assieme a Francesco.

Boigin Saffron

Foto: ilGin.it c/o GinO12, Milano

Ciao Francesco, come nasce Boigin Saffron?

A mio avviso Boigin Saffron è tra i prodotti che dimostrano la genialità di Elio Carta. L’idea e parte della ricetta sono farina del mio sacco, ma è lui che ha perfezionato il bilanciamento a livello produttivo.

L’idea è nata grazie a una serie di avvenimenti. Il primo è un assaggio di un gin allo zafferano in un bar di Londra. Come la madeleine di Proust il profumo mi ha riportato all’infanzia, in quanto lo zafferano rappresenta un elemento identitario per noi sardi, che lo utilizziamo in un dolce tipico. Pensa che in alcune zone dell’isola molti lo avevano in casa e lo utilizzavano senza sapere quale patrimonio prezioso si trovassero per le mani, infatti un rimedio sardo e casalingo contro il mal di gola è mele bollite e zafferano. Il secondo avvenimento è un evento a cui ho partecipato per lavoro in Marmilla, nel centro-sud della Sardegna. L’hotel in cui alloggiavo coi colleghi si trova a Turri, patria della zafferano DOP e, poiché vivo di curiosità, ho convinto un gruppetto a venire con me a dare un’occhiata. Non abbiamo trovato nemmeno un fiore solitario, ma ci siamo imbattuti in una piccola azienda con 250mq di piantagione. Le produzioni infatti avvengono solo in piccole zone con terreno particolari, molto secco e con un forte drenaggio. Assaggiando le preparazioni di questa azienda mi è tornato in mente il gin che avevo provato a Londra e così mi è venuta l’idea di proporre a Elio Carta di fare un gin allo zafferano.

Ho comprato alcune bustine, poi ho incontrato Elio, ho preso un bicchiere, ci ho versato Giniu Gin e vi ho buttato dentro un’intera bustina di zafferano, e crepi l’avarizia! E’ stato molto divertente costringere Elio ad assaggiarlo, non sembrava affatto convinto e invece… lo ha trovato buonissimo e ha subito cominciato a pensare a come modificare la ricetta per ottenere un risultato pazzesco!

Boigin Saffron

Foto: Silvio Carta

Come è stata sviluppata la ricetta di Boigin Saffron?

Per fortuna a me e a Elio non è mancato l’entusiasmo perché ci sono volute diverse prove per perfezionare la ricetta. Durante i test capitava che il naso fosse ottimo e la bocca pessima o viceversa oppure che il colore fosse brutto. Non lo trovavamo mai completo. Poi Elio, e qui si vedono genio ed esperienza, ha avuto l’idea per fermare il colore in modo naturale tramite l’infusione a freddo.

Ha poi pensato di scegliere due tipologie di ginepro, una infusa e una distillata. Per il naso ha utilizzato solo i petali del fiore e vengono utilizzate molte stigme, non la polvere, in modo che il sapore non fosse troppo potente. E così ha sistemato tutti e tre i parametri, naso, bocca e colore, utilizzando solo ginepro sardo, zafferano DOP di Sardegna e scorze di limone verde.

Il gin è distillato in caldaia di rame a dischi, con temperatura massima 70°C. Le botaniche vengono infuse nel distillato di ginepro a temperatura controllata per oltre venti giorni. L’attenzione alle temperature è ciò che permette a Elio di estrarre il meglio dagli ingredienti con grande cura e precisione.

Boigin Saffron

Foto: ilGin.it c/o GinO12, Milano

Oltre all’equilibrio, un grande pregio di Boigin Saffron è che si tratta di un gin dalla forte identità territoriale…

Raccontare la Sardegna carpendone il cuore e l’anima è davvero il lavoro che ha portato alla nascita di Boigin Saffron. Grazie allo zafferano di Sardegna D.O.P. riesce a portare al naso e al palato l’essenza di una meravigliosa zona dell’isola, il Medio Campidano. Produzione e botaniche sono sarde, lo stile è inconfondibile; credo veramente che la forte identità territoriale di questo gin sia ben espressa e per me è sempre un’emozione quando un distillato riesce a raccontare il proprio territorio, tendenza che si ritrova nella nostra bellissima Italia, ma anche nei gin di tante altre parti del mondo.

Boigin Saffron

Foto: Silvio Carta

Un altro aspetto che mi affascina molto di Boigin Saffron è quello gastronomico…

Eh sì, un aspetto che amo molto anche io! Max Masuelli, della storica Trattoria Masuelli, specializzata in piatti tradizionali milanesi e piemontesi, lo usa nella sua cucina. Anche a livello di accompagnamento del pasto, Boigin Saffron sta benissimo abbinato a tutta la cucina milanese, cassœula compresa.

Nei dolce è mirabolante, sia in abbinamento sia come ingrediente. Secondo me però l’abbinamento migliori di tutti è quello con la carne: crea equilibri incredibili tra i sapori! Provatelo abbinato a un filetto al pepe verde o a una bella bistecca alla fiorentina e non ne farete più a meno! E come dimenticare con le costine alla griglia, meraviglioso!

Foto: ilGin.it

Dimmi qual è il tuo cocktail preferito con Boigin Saffron e poi io ti dico quale è il mio!

Amo particolarmente Boigin Saffron nel Gin Tonic e liscio. Dipende anche tanto dall’abbinamento culinario. Di quelli che ti ho detto prima i miei preferiti sono Boigin Saffron liscio con il risotto alla milanese e Boigin Saffron nel Gin Tonic con Ribs alla griglia o con la Fiorentina.

Il mio drink preferito con Boigin Saffron invece è il Gin Tonic con una tonica neutra, nessun garnish e una bella spruzzata di bitter, nello specifico lo trovo perfetto con Bitter Roma che guarda caso, è un altro prodotto Silvio Carta! Adesso però devo assolutamente provarlo con la Fiorentina!

Enjoy and God Save the Gin!

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