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Gin Giusto: il gin giusto per i tuoi Gin Tonic e Martini viene dalla Toscana

Vanessa Piromallo
January 22, 2021

Gin Giusto è un London Dry secco e morbido, versatile e piacevolmente aromatico. Viene prodotto dalla Distilleria Deta e oggi ve lo raccontiamo con Francesco Montalbano, Direttore Generale, e Giacomo Guazzini, responsabile del liquorificio aziendale. Scopriamo insieme la storia e i segreti di questo gin dall’anima toscana.

gin giusto

Qual è la storia della Distilleria Deta e come nasce Gin Giusto?

F.M.: Deta è una distilleria storica: è stata fondata a Barberino Tavarnelle (Firenze) nel 1926. Ha cominciato la sua produzione con la lavorazione della vinaccia per l’ottenimento di grappe poi, grazie alle nuove tecnologie, è riuscita nell’intento di estrarre dalle stesse materie vinose altri sottoprodotti, non legati alla liquoristica.

Nel 2017 c’è stata l’acquisizione da parte della distilleria Mazzari, in Emilia Romagna, specializzata nell’ottenimento dell’Acido Tartarico Naturale di cui è responsabile di un terzo della produzione mondiale.

Nel nuovo millennio è stato anche rinnovato il liquorificio di Barberino Tavarnelle dove è cominciato lo sviluppo di nuovi prodotti ottenuti per infusione degli ingredienti naturali in soluzione idroalcolica. Siamo partiti dalle grappe, ma negli ultimi anni questa categoria di prodotto non ha vissuto un momento eccezionale quindi era importante per noi diversificare la produzione così è nata una nuova linea di prodotti che comprende anche il gin, distillato di cui avevamo già esperienza poiché lo produciamo da anni per conto terzi. Gin Giusto quindi nasce dalla nostra esperienza e dalla volontà di innovazione. Il lancio è avvenuto a Gennaio 2020, perciò non abbiamo ancora potuto presentarlo come avremmo voluto, ma finora abbiamo raccolto feedback molto positivi.

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Come è stata creata la ricetta di Gin Giusto?

G.G.: Per la creazione di Gin Giusto siamo partiti dalla mia esperienza personale nella produzione di gin. Ho pensato a quale potesse essere per me la ricetta migliore per il mercato in quanto il primo gin della distilleria doveva dimostrare che siamo capaci di creare innanzitutto un gin abbastanza classico e di immediato utilizzo Col tempo potremo poi sviluppare altri gin più particolari.

La base è dunque quella classica del gin inglese, con ginepro toscano dal profumo intenso più coriandolo e angelica. A questo abbiamo aggiunto ingredienti che dessero un tocco agrumato (arancio amaro e limone) che rispecchiano il territorio italiano e toscano. Abbiamo poi arrotondato il gusto con la liquirizia e valorizzato la parte secca con il tocco speziato del pepe. Abbiamo quindi cercato di fare un gin dedicato sia a chi ama quelli secchi classici sia per chi preferisce i gin aromatici: è più secco che aromatico, ma è morbido. Per mettere a punto la ricetta abbiamo fatto molti assaggi di diverse campionature con colleghi e amici e così abbiamo scelto la tipologia di gin da creare.

G.G.: Per il legame col territorio abbiamo preferito utilizzare, almeno per le botaniche primarie, ingredienti locali o italiani. Solo angelica e liquirizia infatti non provengono dal nostro paese. Ginepro e coriandolo sono toscani; le bacche vengono raccolte a Castellina in Chianti.

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Come è prodotto Gin Giusto?

G.G.: Gin Giusto è un London Gin: tutte le botaniche sono in presenza al momento della distillazione. Vengono infuse in alcol da cereali a 96° per dieci giorni; questi tempi sono molto importanti per l’estrazione degli elementi aromatici. Tramite un apposito tino in acciaio separiamo il liquido dalle botaniche per caduta, poi la parte liquida, tagliata a 60°, viene messa nella pancia dell’alambicco, mentre le botaniche vengono poste negli appositi sacchi di cotone e posizionate in cima all’alambicco, nel castelletto. A questo punto comincia la distillazione a vapore. L’alambicco viene riscaldato tramite una specie di ciambella che avvolge la pancia, non da sotto, così che il calore sia uniforme. Il liquido dove era avvenuta l’infusione delle botaniche evapora e passa attraverso i sacchi, poi arriva alla colonna di condensazione dove, raffreddandosi, torna in forma liquida e cade nel tino di raccolta. Il distillato esce a una gradazione che va da 78° a 81° e quindi viene tagliato con acqua pura per portarlo a 40°, la gradazione di Gin Giusto. Il gin viene prima filtrato a farina e poi a carta e infine viene imbottigliato.

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Da cosa deriva il nome Gin Giusto?

F.M.: Il nome deriva dal processo di assaggi e test che avviene durante lo sviluppo della ricetta. A un certo momento della degustazione qualcuno ha detto: “Questo è il gin giusto” e abbiamo deciso di chiamarlo proprio “Gin Giusto, in modo schietto.

Come avete scelto etichetta e bottiglia di Gin Giusto?

F.M.: La bottiglia è quella più moderna e giovanile che abbiamo adottato per la nuova linea di prodotti di cui fanno parte ad esempio il limoncello e l’amaro. Per la grafica dell’etichetta abbiamo lavorato con uno studio grafico di Siena. Abbiamo scelto un’immagine classica con richiami retrò perché si tratta di un London Dry, ma con un’impostazione comunque pulita e moderna. In questo modo abbiamo messo in evidenza la parola Giusto e la provenienza dalla Toscana. Infatti in tutta la gamma dei nostri prodotti vogliamo ripercorrere il legame con il territorio: le grappe che produciamo sono create a partire da vitigni toscani e così anche Gin Giusto è un prodotto toscano.

Da quello che ho capito avete in programma di realizzare altri gin…

F.M.: Non c’è ancora una road map definita, ma l’idea era che Gin Gusto fosse un punto di partenza per fare poi qualcosa di ancor più caratterizzante. Sicuramente amplieremo la gamma di prodotti e in futuro, non possiamo dire quando, arriveranno anche altri gin.

Quali sono i vostri cocktail preferiti con Gin Giusto?

F.M.: Siamo molto tradizionalisti su come bere il gin: il modo più semplice è nel Gin Tonic! Noi spesso lo associamo a un’acqua tonica toscana, la Papini, che è molto neutra. Io amo molto il Martini e con Gin Giusto è ottimo per me perché mi piace il gusto secco. Il gin è stato studiato proprio per questi due cocktail, soprattutto per il Gin Tonic. E’ comunque molto versatile e allo stesso tempo lascia spazio alla creatività e alla bravura del bartender.

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