Giner

Gin Gastronomici o Gin Gourmet. Cosa ne pensate?

Stefano Del Pianta
January 12, 2024

Siete amanti del Cocktail Pairing? Cosa ne pensate di questa nuova tendenza dei particolarissimi “Gastronomigin”?

Sono un grandissimo sostenitore del Made in Italy, innamorato del mondo del gin a 360°, e negli ultimi anni mi sono capitate tra le mani etichette interessanti di Gin che sono nati per il pairing e, in alcuni casi hanno avuto il coraggio di azzardare l’utilizzo di botaniche gastronomiche all’interno del proprio alcolato come protagoniste assolute. Gli esempi sono svariati quindi oggi vi presento solo alcuni dei gin italiani che ho assaggiato, lasciandone da parte alcuni per approfondimenti successivi anche se rientrerebbero a pieno titolo in questa categoria, altrimenti mi dilungherei troppo in questo viaggio dove cercherò di convincere anche i più scettici di voi.

Cos’è il Pairing?

Il cocktail pairing è un’arte che consiste nell’abbinare i cocktail con il cibo in modo da creare un’esperienza gastronomica armoniosa e sono molti i bar e ristoranti che lavorano in questo senso. Il pairing tra cibo e bevande si basa solitamente sulla ricerca di similitudini o contrasti tra i sapori, le texture e le caratteristiche aromatiche dei due elementi. Può contribuire a migliorare l’esperienza gastronomica, esaltando i sapori e creando un equilibrio tra i diversi elementi presenti nel pasto.

Sono un grandissimo estimatore della buona cucina e del buon bere ed era inevitabile che finissi per innamorarmi del food pairing. Abitualmente pasteggio con cocktail di vario tipo e realizzo cene con amici dove propongo abbinamenti di drink ai piatti che vengono serviti a tavola. A mio avviso questo crea una convivialità che nemmeno il buon vino o una buonissima birra artigianale riesce a trasmettermi.

Cosa sono i Gin Gastronomici?

I gin gastronomici sono gin che vengono prodotti con l’obiettivo di abbinarli al cibo. Sono dunque distillati con una selezione di botaniche specifiche che si sposano bene con i sapori dei piatti. Possono essere aromatici, speziati o floreali, a seconda delle preferenze del produttore e dell’abbinamento che si desidera ottenere.

Se vi dicessi che qualcuno ha realizzato un gin al Gorgonzola? Lucius Dry Gin di Alfa Spirits è realizzato con ginepro piemontese, Gorgonzola DOP, muschi e licheni. Alessandro Belletti, Alessandro Romussi e Fabio Maini direttamente da Novara hanno deciso di sperimentare con un pizzico di follia e realizzare un distilled gin 41%vol con il celebre formaggio erborinato. Le note sapide e stagionate del Gorgonzola vengono esaltate dalle note fresche e balsamiche di montagna che rendono l’insieme molto profumato ed armonioso.

In Puglia il famoso calciatore Ciccio Caputo ha realizzato Gin Brusco, un compound gin 40% vol che vuole rappresentare uno dei piatti tipici pugliesi: la bruschetta. Viene realizzato a partire da alcol di cereali in cui avviene un’infusione di bacche di ginepro, origano, pane di altamura, pomodorini pugliesi essiccati, foglie di ulivo, coriandolo e angelica. Ad ogni sorso possiamo percepire tutti i sentori mediterranei della Puglia, al naso si percepisce immediatamente l’origano, che si fonde alle note più balsamiche e resinose tipiche del ginepro. Al palato si apre con note saline donate dal pane di Altamura, accompagnato da una leggera acidità e freschezza data dal pomodoro, con una nota finale erbacea di ulivo.

Parlando sempre di pane, ci spostiamo in Toscana, dove Dal Piatto Al Bicchiere ha realizzato 4 gin ispirati dalle ricette toscane: Ribolgin di Nonna Lisa (Cold Compound Gin 40% vol. ispirato alla ribolitta, una zuppa invernale, che scalda le tavole di molte cucine toscane); Panzagin di Mamma Graziana (Cold Compound Gin 40% vol. ispirato ad un piatto fresco e vegetariano, la panzanella, spesso presente nei pranzi o nelle cene estive); Panmòllo 1912 di Nonna Alfa (Cold Compound Gin 40% vol. ispirato ad un piatto iconico della tradizione, la pappa al pomodoro, buona in tutte le stagioni) ed infine Ginsanto e cantucci di Zio Carlo (Old Tom Gin 40% vol. ispirato al dolce tipico cantucci e vinsanto, per regalare momenti di dolcezza after dinner, ma non solo).

I tre gin Cold Compound sono realizzati per infusione a freddo del pane gluten-free e di tutte le verdure fresche che compongono la ricetta, infine nella fase finale di taglio del prodotto viene aggiunta acqua di mare per donare la sapidità presente nella ricetta originale.

Oltre al pane toscano, ginepro, coriandolo, angelica, pepe nero e foglie di ulivo presenti in tutte e tre le varianti, su Ribolgin troviamo: cavolo, carote, bietole, sedano, fagioli cannellini, cipolla, aglio, salvia, rosmarino e timo. Su Panzagin troviamo: pomodoro, basilico, cetriolo e cipolla. Su panmòllo 1912 troviamo: pomodoro, carote, sedano, aglio e basilico.

L’Old Tom Gin Ginsanto e Cantucci ha il medesimo processo produttivo per infusione a freddo, ma a fine processo produttivo, durante il taglio del prodotto per portarlo alla gradazione finale di 40% vol. oltre all’acqua di mare, viene aggiunto vinsanto in purezza. Al posto del pane vengono infusi cantucci artigianali toscani gluten-free. La parte zuccherina di questo Old Tom è data dal miele artigianale toscano prodotto dalla famiglia (così come il vinsanto), le altre botaniche presenti sono: ginepro, mandorle, vaniglia, uva sultanina, scorza di arancia, albicocca secca e fiori di zagara.

Sapevate che qualcuno ha addirittura creato un gin alle Alici? Ginalì Divine Dry Gin è il frutto di una rigorosa ed equilibrata selezione di erbe, foglie, bacche ed agrumi della Costiera amalfitana, impreziosita da due ulteriori eccellenze tipiche del territorio: le alici di Cetara e la sua colatura. Al suo interno troviamo poi ginepro comune e fenicio, mentuccia, limone sfusato, cedro amalfitano, santoreggia, pino e altre 14 botaniche.

Non sono gli unici ad avere utilizzato le alici in un gin, difatti Mariano La Ganga e Gunther Gunetti di Dorys Gin hanno realizzato Alie, un distilled gin 41%vol. alle alici siciliane di Sciacca. La stessa azienda realizza anche Calipso, un gin al cappero IGP siciliano di Pantelleria e, a completare questa triade a dir poco creativa, non poteva mancare l’emblema del mare siciliano: il gambero rosso di Mazara del Vallo che troviamo all’interno del gin Galatea. Questi gamberi vengono pescati nella loro stagione più adatta, unicamente tra maggio e settembre.

Restando a Pantelleria vorrei parlarvi di Muegin, un gin mediterraneo realizzato con botaniche selvatiche dell’isola accuratamente raccolte a mano: funghi porcini, capperi, finocchietto marino, carrube, limone, uva zibibbo appassita, angelica e ginepro. Enio Koshi ha voluto raccontare la parte di montagna che a nessuno viene mai in mente pensando a Pantelleria, la quale viene sempre associata al mare. Il fungo porcino si sente, ma è molto delicato e non invasivo.

A proposito di funghi, in questa sede non citerò i numerosi gin con tartufo perché ne abbiamo minuziosamente parlato nel numero precedente.

Pierpaolo Crepaldi e Raffaele, ad Aquino in provincia di Frosinone, hanno dato vita a Bd Roots, la quale ha utilizzato il Peperone DOP di Pontecorvo per realizzare Capsicum Gin. Un London Dry Gin dove oltre al peperone viene utilizzato ginepro, arancia, limone, menta, finocchietto selvatico e rosa canina. Ci spostiamo in Lucania, dove Antonio ha utilizzato il Peperone Crusco per realizzare Gin Crusco. Anche questo realizzato con il metodo London Dry e composto dalle seguenti botaniche: foglie d’olivo, biancospino, malva, ginepro e altre botaniche segrete.

Se siete amanti dell’aglio nero, vi consiglio di assaggiare Mr. Nero Gin. Gianmarco per realizzare il suo distilled 40%vol., oltre al ginepro e all’aglio nero ha aggiunto timo e mandarino. L’aglio nero, pur mantenendo i benefici del bulbo classico, è completamente diverso per sapore e consistenza dall’aglio tradizionale e viene utilizzato in modo massivo nella cucina gourmet perché è decisamente più delicato e gradevole, particolarità che si ritrovano anche nell’infusione nel gin, dove al palato l’aglio nero dona al gin un sapore ricercato e particolare che richiama i delicati sapori della liquirizia.

Vi ho già citato Calipso, il gin al cappero IGP siciliano di Pantelleria di Dorys Gin, ma non sono gli unici ad aver utilizzato questa botanica, come ad esempio Menegiks, ma vorrei citare esclusivamente chi l’ha reso assoluto protagonista. A Cala Gadir, un piccolo porto e villaggio di pescatori di Pantelleria, nasce Gin Gadir, un cold compound 43%vol. biologico realizzato con infusione di in alcol di frumento di capperi, bacche di ginepro ed essenze mediterranee. Restando nella medesima regione passiamo a Nissoria, dov’è nato il nuovissimo Capperi! Sicilian Dry Gin realizzato dalle sapienti mani di Dario Rinaldi di Nysura Distillery, un 40%vol. realizzato con ginepro, agrumi, mandorla, liquirizia, timo selvatico, eucalipto, salvia e fiori di capperi.

mr nero gin

Questa è la mia personale esperienza che ho voluto condividere con voi lettori. Chissà che non vengano fuori nei prossimi anni nuovi Gin Gourmet. Personalmente li adoro sia nel piatto che nel bicchiere, certo vanno bevuti con la consapevolezza che siano gin molto particolari e magari cercare di utilizzarli in pairing o in una mixology avanzata. Vi aspetto alla prossima puntata per approfondire l’utilizzo di un’altra tecnica o botanica particolare nei gin italiani.

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