Breve manuale per la scelta del bicchiere giusto

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Ogni bicchiere ha il suo cocktail: ecco come scegliere quello giusto e per quale motivo, per un servizio sempre perfetto

Non solo il vino, anche i cocktail hanno una loro precisa etichetta che esplicita perfettamente quale bicchiere utilizzare a seconda del tipo di cocktail. Solo in alcuni casi, come il nostro amato gin tonic, ci può essere più di una scelta di formato, ma solitamente succede piuttosto il contrario, ovvero che un tipo di bicchiere sia utilizzato per più tipologie di cocktail.

A ogni cocktail il suo bicchiere…

Coppa Martini

Cominciamo dal nostro amatissimo Martini. Inutile dire che probabilmente è il bicchiere più iconico, tanto da meritare anche un’emoticon dedicata su Whatsapp, che non lascia spazio ad altre interpretazioni. Ha dimensioni contenute, la tipica forma a cono rovesciato e uno stelo sottile, che le conferisce un’eleganza senza tempo. Contiene poco liquido non a caso, considerando che è riconosciuta come il contenitore di un drink fortemente alcolico, da bere con moderazione. Per lo stesso motivo, non ci va il ghiaccio, che serve solo per raffreddarla. Molti bar hanno freezer dedicati per tenere le loro coppe Martini sempre refrigerate. Adoro.

Coppa Martini

Coppa Champagne

Coppa champagne

La coppa champagne ha sempre dovuto combattere contro i flute, solitamente più utilizzati soprattutto nel servizio casalingo delle bollicine. Per la cronaca, secondo i sommelier, sono molto più adatte le coppe, dal momento che consentono al vino di “aprirsi” meglio e sprigionare in maniera più dirompente i suoi aromi. Taluni utilizzano la coppetta di champagne anche per il Martini e, poiché come sapete ogni martiniano ha il suo Martini, anche la scelta del bicchiere è del tutto discrezionale. L’importante è che analogamente alla coppa Martini abbia un elegante stelo sottile e un vetro sottile e delicato. Essendo un bicchiere da bollicine, è solitamente utilizzato per quei drink come il Mimosa e il Bellini a base appunto di spumante. Last but not least, è anche il preferito per chi ama l’Aviation.

Coppa Margarita

Stelo sottile ma capienza molto più generosa per questa coppa dalla tipica forma a sombrero rovesciato. Il rimando messicano non può che portare al drink che ha dato il nome e la forma a questa coppa: il Margarita. Ok, non è con il gin, ma chi vi impedisce di fare un twist?

Coppa Margarita

Tumbler Medio o Collins

Tumbler Medio o Collins

Si presenta in forma cilindrica minimale, ma può assumere anche sfaccettature più elaborate. Prende il nome dal Collins, un drink che a seconda del nome Tom o John che lo precede è fatto con Old Tom Gin o con Bourbon. Ovviamente tifiamo per Tom, comunque questo tipo di bicchiere è molto amato dai barman nel servizio dei cocktail pestati, come il Mojito o la Caipirinha.

Tumbler Basso o Old Fashioned

Gli anglosassoni lo definiscono “rocks glass” ed è il bicchiere dei cocktail o dei distillati serviti da soli “on the rocks”, cioè col ghiaccio. Ma soprattutto è il bicchiere d’elezione per il Negroni, il cocktail del conte, ma anche per il Bramble, l’Old Fashioned e il Gin Sour. Per la sua capienza generosa è l’ideale per i drink “built”, ovvero preparati direttamente nel bicchiere e con molto ghiaccio. In certi casi Tumbler basso e Old Fashioned vengono differenziati, infatti esistono bicchieri Old Fashioned più bassi rispetto al Tumbler Basso.

Tumbler Alto o HighBall

Cominciamo con i bicchieri d’elezione del gin tonic. Uno è il tumbler alto,  variante più generosa del Collins, che molti barman considerano pressocché interscambiabile con il Collins medio. È il bicchiere più adatto al servizio dei long drinks, quindi il Gin Tonic e Gin Lemon, ma anche Long Island e Cuba Libre.

Negroni cocktail

Tumbler Basso

Tumbler Alto o Highball

Balloon

Mancava solo lui, forse il nostro preferito. La sua forma dallo stelo sottile (ma non troppo, perché deve sostenere la generosa quantità di gin e tonica del drink) e coppa amplissima nasce dalla passione per il gin tonic degli spagnoli, che lo chiamano Copa de Balon. A noi piace particolarmente perché sostenendo il bicchiere dallo stelo non si rischia di sciogliere il ghiaccio all’interno con il calore della mano. Inoltre è ormai diventato iconico quasi quanto la coppa Martini.

Ma la scelta sul Balloon dipende anche dal fatto che la coppa, come si è detto, permette ai sentori del cocktail di aprirsi meglio e soprattutto perché la sua capienza permette di utilizzare cubetti di ghiaccio più grossi e pieni, decisamente migliori per il giusto equilibrio termico che il Gin Tonic richiede.

Copas de Balòn

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